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Cavo a spirale o cavo dritto? La tecnica che separa un buon cavo di ricarica da uno mediocre

Nelle foto dei prodotti vince quasi sempre il cavo a spirale: ordinato, compatto, con un’aria un po’ rétro da vecchio filo del telefono. Nell’uso quotidiano la scelta dipende da tre cose: quanto dista la colonnina dalla presa dell’auto, dove appoggia il cavo durante la ricarica e come lo si ripone dopo. Scelti in base a questi tre aspetti, entrambi i tipi fanno il loro lavoro per anni.

Lunghezza nominale e lunghezza utile

La lunghezza indicata su un cavo a spirale è quella del cavo srotolato. Durante l’uso la spirale non si apre mai del tutto, quindi lo sbraccio reale è più corto di quanto dica l’etichetta. La scheda tecnica di un cavo a spirale Tipo 2 da 7,5 m di un produttore, per esempio, indica una lunghezza utile di 6 m. Prima dell’acquisto conviene controllare la lunghezza utile sulla scheda del prodotto.

C’è un secondo motivo per lasciare margine. Una spirale tesa al limite continua a tirare su entrambe le estremità, sul connettore inserito nell’auto e sulla spina nella colonnina. Col passare dei mesi quella tensione affatica il punto in cui il cavo entra nel connettore. Misurate la distanza tra il punto in cui parcheggiate di solito e la colonnina, con l’auto nella posizione abituale, e aggiungete almeno un metro alla lunghezza utile che vi serve.

Per questo i cavi a spirale si producono in lunghezze brevi: quelli di Voldt®, per esempio, sono disponibili da 5 e da 8 m. Per distanze maggiori serve un cavo dritto.

Dove la spirale dà il meglio

La spirale è adatta quando la colonnina è vicina all’auto: colonnine in strada in città, parcheggi dei supermercati, una wallbox montata proprio accanto al posto auto. Tra auto e colonnina il cavo resta sollevato invece di stare a terra, quindi rimane lontano da pozzanghere, fango e sale invernale, e nessuno ci inciampa. Una volta scollegato torna a formare un fascio compatto che occupa poco spazio nel bagagliaio.

Il rovescio della medaglia è il peso. Una spirale contiene più cavo per ogni metro utile rispetto a un cavo dritto, quindi un cavo a spirale da 5 m pesa in mano più di quanto lasci pensare la sua portata. I cavi a spirale esistono da 16 A (11 kW) e da 32 A (22 kW): va scelta la versione adatta al caricatore di bordo della propria auto.

Dove il cavo dritto dà il meglio

Il cavo dritto è la risposta ogni volta che distanza o posizione cambiano. In un garage lungo, con la wallbox sulla parete in fondo, in un parcheggio condominiale con posti assegnati, o quando la presa dell’auto finisce sul lato opposto alla colonnina, lo sbraccio in più conta più dell’ordine. Va bene anche nelle famiglie in cui due persone parcheggiano in modo diverso, o in cui l’auto entra a volte in retromarcia e a volte di muso.

I cavi dritti arrivano a lunghezze molto maggiori: Voldt® li produce fino a 40 m. Meglio riporli su un gancio o un supporto a parete invece che aggrovigliati nel bagagliaio. Se si usa un avvolgicavo, il cavo va srotolato del tutto prima di ricaricare, perché un cavo avvolto stretto che porta corrente per ore smaltisce peggio il calore. Un buon cavo ricarica auto elettrica della lunghezza giusta resta disteso e fermo dove lo si appoggia.

Cavo a spiraleCavo dritto
Sbraccio utilepiù corto della lunghezza nominalepari alla lunghezza nominale
Lunghezze tipicheda 5 a 8 mda pochi metri fino a 40 m
Peso per metro utilemaggioreminore
Contatto con il suolominimoper tutta la lunghezza
Come si riponefascio compattogancio, supporto o borsa
Ideale percolonnine vicine, ricarica in strada, bagagliai piccoligarage lunghi, wallbox lontane, parcheggio variabile

Cosa rende buono un cavo, a spirale o dritto

Sono quattro i dettagli che decidono la qualità di un cavo di ricarica, qualunque sia la sua forma.

Il primo sono i conduttori, che vanno dimensionati per la corrente: un cavo da 32 A richiede rame più spesso di uno da 16 A. Si sceglie in base al caricatore di bordo dell’auto, e a quello della prossima se si prevede di cambiarla. Il secondo sono i contatti. Quelli placcati mantengono una connessione a bassa resistenza per migliaia di inserimenti, e Voldt® usa contatti placcati in argento.

Il terzo è lo scarico della trazione nel punto in cui il cavo entra nel connettore, quello che si flette più di ogni altro. Una transizione solida e ben stampata lo protegge, e su un cavo a spirale assorbe anche la trazione della spirale. Il quarto è la guaina esterna, che deve restare flessibile anche d’inverno, così la spirale torna in forma e il cavo dritto non fa pieghe. Un grado di protezione IP contro pioggia e polvere (IP67 sui cavi Voldt®) e le certificazioni CE e TÜV completano il quadro.

La spirale conviene se si ricarica soprattutto a colonnine a pochi metri dall’auto, se si vuole tenere il cavo lontano da terreno bagnato o sporco e se il bagagliaio è piccolo. Il cavo dritto conviene se la distanza dalla colonnina o dalla wallbox supera i 6 m o cambia spesso, se si condivide un punto di ricarica con altre auto o altri conducenti, o se si vuole un solo cavo per ogni situazione, a casa e fuori.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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