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Roland Ratzemberger è passato alla storia come il pilota con la valigia che il giorno prima della morte si Ayrton Senna se ne andò mentre a bordo della sua Simtek si schiantò perdendo la vita alla curva della tosa nelle prove di uno dei più funesti gran premi della storia della Formula 1. Roland nacque a Salisburgo in Austria nel 1960. Nel 1983 fino al 1985 si trasferisce in Germania per iniziare la carriera automobilistica con risultati discreti. Di seguito si trasferì in Gran Bretagna,  terra di grandi opportunità per chi ha la passione per le corse inserendosi nel programma Brands Hatch Formula Ford Festival giugendo due volte secondo per due anni di fila prima di passare alla Formula 3 inglese. Purtroppo i suoi risultati non furono sufficienti per essere notato da nessun team di formula 1.

Cosi il giovane Roland decide di provare la strada dei prototipi puntando sulla 24h di Le Mans a bordo di una potentissima Porsche 962 con Maurizio Sandro Sala e Walter Lechner che sfortunatamente non riesce a terminare la gara ritirandosi alla terza ora. Ratzemberger non mollò.  Nonostate il pessimo debutto  partecipò alla classica dell’endurance per altre quattro volte dal 91 al 93 con la potentissima e inguidabile Toyota 93-CV con Mauro Martini e Naoki Nagasaka con cui colse il suo miglior risultato in carriera con un primo posto assoluto nella categoria C2, praticamente l’attuale LMP2!  Nel frattemo in questi anni corre nel campionato turismo giapponese con buoni risultati per poi riprovare nella formula 3 inglese senza fortuna raccogliendo al massimo un settimo posto.

Nonostante risultati non eclatanti,  riesce ad approdare,  anche grazie ad una sostanziosa valigia di un buono sponsor rimediato nelle competizioni giapponesi, approda in formula 1 alla Simtek. Il debutto avviene ad Interlagos in Brasile dove manco si qualifica, poi arriva un buon piazzamento in Giappone grazie alla conoscenza della pista piazzandosi con una vettura palesemente inferiore a ridosso dei punti in 11 esima posizione.  Questo gli permise di continuare la sua avventura fino al gran premio di San Marino del 1994

In quel gran premio,  nelle seconde prove di qualificazione,  il 30 Aprile,  mentre percorreva il tratto più veloce della pista poco prima della curva Villeneuve,  chiamata così per il già terrificante incidente in cui Gilles rimase illeso, alla Simtek dell’austriaco si stacca la parte sinistra dell’ala anteriore perdendo direzionalità, disintegrandosi nel muro esterno e continuando la sua corsa fino alla curva successiva la Tosa. Le condizioni di Ratzemberger appaiono decisamente drammatiche per come la testa ondeggia e  la vettura sbatte da una parte all’altra della pista. Estratto dalla monoposto, inutile fu il trasporto in elicottero al Opsedale Maggiore di Bologna dove ne fu dichiarata la morte.

Le cause della rottura dell’alettone anteriore non sono mai stare completamente accertate. L’ipotesi più accreditata è quella che il pilota austriaco aveva in precedenza toccato duramente un cordolo lesionando la parte destra che poi sotto la pressione del carico massimo nel punto di velocità maggiore del tracciato di Imola, cedette in modo drammatico. Purtroppo la sua morte fu offuscata dagli eventi del giorno seguente e di cui oggi ricorre l’anniversario della morte del Campione indiscusso e amatissimo come Ayrton Senna Da Silva.

Noi di Giornale Motori vogliamo  dare il giusto tributo ad un pilota che a prescindere dalla sue capacità ad un pilota che aveva il dono della passione per i motori che ha conseguito con tutti i mezzi che ha potuto mettere in campo. Noi siamo convinti che una professione come il pilota di auto o di moto porta notevoli rischi e che i piloti hanno il diritto di chiedere compensi elevati per il rischio che corrono giorno dopo giorno sui cordoli e gli asfalti di tutto il mondo. Ma è ancora maggiore rispetto che si deve a piloti che non potendo guadagnare danno fondo a tutti i loro capitali per correre gli stessi rischi se non maggiori per una passione che non ha motivo di comprensione nelle persone normali, ma che solo gli appassionati possono apprezzare e lodare.

Roland Ratzemberger è morto il 30 Aprile 1994 inseguendo un sogno, facendo quello che più di ogni altra cosa al mondo era felice di fare. A lui il nostro e il ricordo di tutti gli appassionati.

Daniele Amore 

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