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Zandwort, 26 Agosto 1979.

Villeneuve è primo, ha realizzato il giro più veloce , ma qualcosa non funziona. La posteriore sinistra si sta afflosciando. Dovrebbe fermarsi, sarebbe facile, proprio adesso sta passando davanti ai box. Non si ferma. Prosegue.La Ferrari è ormai inguidabile. Attaccato da Jones lo sorpassa.

Villeneuve riparte. Dovrebbe fermarsi, non si ferma. Prosegue. Finisce ancora fuori pista. La posteriore sinistra non c’è più.

E’ costretto ad andare ai box. Ma i box sono dalla parte opposta. Deve fare un giro intero con tre gomme usurate e una a terra. Lunghissimo. Villeneuve accelera ancora. Se supplizio deve essere, che sia breve.

Il cerchione, ora, striscia sull’asfalto. Prosegue. Rompe la sospensione. Prosegue. Il troncone posteriore scintilla, ondeggia, ha vita propria. Prosegue. Arriva ai box in quelle condizioni. Ha appena perso il mondiale.

I meccanici lo guardano, imbarazzati, sta volta l’hai fatta grossa, aviatore.  Lui li osserva dal basso, incredulo, Fatemi ripartire, non può essere già finita.

Gilles era così: Prosegue.

Tratto da “Il Piccolo Aviatore ”  di Andrea Scanzi.

Noi di Giornale Motori abbiamo voluto prendere un brano del bellissimo libro scritto da Andrea Scanzi sulla vita del piccolo aviatore come lo chiamava Ferrari. Uno stralcio che da solo secondo noi da l’idea definitiva del carattere di un pilota che dai tempi di Nuvolari è entrato nell’immaginario collettivo come esempio di genio e sregolatezza alla guida. Grazie Gilles.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=XKAc06XdW1s[/youtube]

 

 

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6 COMMENTS

  1. Bellissima idea!!
    Peccato essere arrivati in questo mondo quando ormai lui era già una leggenda 🙁

  2. Grande Shadow, questo è veramente un articolo meraviglioso, un ricordo davvero forte.
    Riccardo, davvero un peccato….io c’ero ma ero troppo piccolo.

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