Riaffronto un controverso argomento che continua ad essere dibattuto con ragionamenti di pancia. Faccio il mea culpa, se il pezzo Uomini Primitivi non è stato abbastanza chiaro è sicuramente colpa di chi l’ha scritto e non di chi lo legge. Rapporti funzionali di causa-effetto, questo è l’argomento.
Scopo di un blog a carattere divulgativo è, appunto, divulgare. La maggior difficoltà è quella di tradurre i concetti descritti in modo quantitativo dalle formule matematiche in un linguaggio divulgabile, comprensibile da tutti ma non per questo semplicistico o approssimativo.
Con l’aiuto prezioso di Aseb ho riscritto alcune fondamentali leggi della dinamica classica sotto forma di regolette meno astruse di quanto la loro espressione numerica lascerebbe supporre.
Il fatto che siano scritte con parole semplici però non toglie nulla al loro carattere di universalità e alla loro inoppugnabilità, spero sia chiaro.
Non tenere in conto quelle regole non è un affronto a me ma un insulto alla fisica e alla razionalità che ha permesso all’umanità di codificare i fenomeni naturali secondo precise correlazioni oggettive, ovunque ripetibili e dimostrabili.
Son proprio quelli i “criteri” che non possono essere ignorati da chi progetta e sviluppa, pena il perenne insuccesso delle proprie azioni. Non mi pare affatto scandaloso scrivere che chi sviluppa al di fuori di quelle regole non sta seguendo alcun criterio scientificamente valido. Quindi non mi sembra assolutamente un reato di lesa maestà definire “senza criterio” chi opera in contrasto con quelle leggi.
Leggi di cui non mi arrogo la paternità, ci mancherebbe: sono lì, eterne e immutabili nel campo di indagine relativo. Non sono io che mi permetto di contraddire i guru del settore, semmai sono certi guru che agiscono più come apprendisti stregoni che come tecnici qualificati.
Quale sarebbe il mio torto, quello di aver indicato “occhio, se andate per quella strada vi mettete contro precise leggi naturali”? Non riesco a sentirmi in colpa, spiacente. Per mia personale formazione ritengo l’insulto all’intelligenza quasi come un delitto se messo in atto da chi dovrebbe possedere gli strumenti intellettuali per operare.
E’ piuttosto evidente che, tornando allo specifico Ducati, il carbonio sì/carbonio no non ha nessuna rilevanza nei confronti del centraggio, né lo ha il telaio in alluminio, né il forcellone e roba simile.
La domanda quindi è: come mai, sapendo che il centraggio era una priorità assoluta, il team ha perso un anno e mezzo in modifiche che non potevano sortire alcun beneficio? Come mai prima di ogni modifica riponevano speranze in qualcosa di totalmente estraneo al centraggio? Come mai ogni tre per due dichiaravano candidamente di non saper che pesci pigliare? Di non capire perché la moto si comportasse in quel modo? Ora, ad esclusione di un preciso piano di sabotaggio al soldo delle case giapponesi – ipotesi piuttosto improbabile, lo ammetterete – l’unica risposta razionale è che non avessero capito il problema. Che non gli abbiano attribuito l’importanza che meritava. Che non abbiano seguito i criteri della dinamica classica nello studio del comportamento dei mezzi a due ruote in linea. Se avete altre risposte razionalmente plausibili scrivetemele pure nei commenti, le leggerò con vivo interesse.
Qui deve intervenire un sistema di analisi sistematico di cause ed effetto: a titolo di esempio vi proponiamo lo schema delle tecniche di analisi ideato da Ishikawa (ma guarda un pò un giapponese):

Il più semplice di questi diagrammi parte da un effetto finale e cerca di determinarne le cause, suddividendole nei diversi fattori; quelli standard (cause principali) sono generalmente il personale, le attrezzature, i materiali e i metodi (o processi) e ognuno di essi viene rappresentato nel diagramma in modo tale da suggerire l’idea di una lisca di pesce.
Le cause minori vengono indicate con segmenti orizzontali e si prosegue finché non sono state individuate tutte le possibili cause e gli effetti.
Ma ricordate che non bisogna limitarsi alle categorie succitate. Per esempio in un business di servizi, che vi è maggiormente familiare, le categorie potrebbero essere le politiche, le procedure, le persone o gli impianti (uffici, sedi). Lo scopo è identificare tutte le possibili cause e determinare se esistono relazioni tra loro e l’effetto constatato.
A margine di tutto questo potrei anche scrivere, sotto forma di regolette semplici, l’ordine delle priorità che governano lo sviluppo di una moto da competizione: ma sconfinerei nell’ambito tecnico, e mi riservo il diritto di riaffrontare la faccenda nella sede più appropriata. Mi limiterò a scrivere che non esiste sviluppo senza obbedienza alle leggi della fisica e alle sue correlazioni di causa-effetto, e alla Ducati nell’ultimo anno e mezzo è mancato proprio questo.

Se il centraggio è come penso di aver capito il fulcro dal quale a cascata e di riflesso tutta la moto dipende, per quale motivo quando già il buon Casey nel 2008 (se non erro) diceva che l’avantreno se ne andava senza preavviso etc, perché già da allora non intervennero (tengo conto anche del tuo articolo sul feeling)? l’unica ipotesi che mi viene in mente è che sarebbero stati costretti a rivedere il tutto e questo costa e molto.
Invece abbiamo dovuto assistere alla moto con le “alette” (e su queste credo che solo voi ci potete illuminare).
Premesso che ho fiducia piena in Preziosi, ma perché non intervenne già da allora?
Forse, riprendendo le parole di Stoner dello scorso anno:”Ai miei tempi, non abbiamo avuto budget sufficiente per provare cose nuove”
Vi leggo da un po, e rimango affascinato dalla semplicità con la quale riuscite a descrivere cose normalmente molto complesse.
State diventando uno dei miei forum preferiti!
Grazie e complimenti!!
In risposta al tuo invito in merito alle risposte razionalmente plausibili, mi permetto di sottoporvi una riflessione, pura e semplice e, lo ammetto candidamente, basata su pochi dati reperiti in rete (quindi risibile di qualsiasi commento e precisazione!!).
Nel 2006 Ducati chiuse con ricavi di 305Mln di euro; nel 2010, chiuse con ricavi di 390Mln di euro, marcando un bel passo in avanti rispetto a 4 anni prima; Ducati era di proprietà di un fondo di investimenti privato, e nonostante un certo indebitamento, credo strutturale, diede buoni risultati.
Nel 2011, con Rossi, i ricavi passarono da 390, a 480Mln di euro (in un solo anno, quanto fece nel quadriennio precedente!!! Notevole!!).
Relativamente al 2012 ovviamente si dovrà attendere, tuttavia da non troppo tempo Ducati non appartiene più al fondo di investimenti, ma al gruppo Audi… e Rossi se ne torna da dove è venuto.
C’entra poco col motociclismo, forse, ma descritta così, sembrerebbe una strategia finanziaria (se così la si può definire) fenomenale, che riserva ben poca importanza ai risultati in pista, in attesa di un piano di sviluppo industriale importante, magari di matrice crucca!!
Mi scuso se sono uscito un po troppo dal seminato, so che forse è una teoria un po fantasiosa… ma come dici tu, sembra proprio assurdo che si siano tutti quanti dimenticati di fisica 1, meccanica razionale, dinamica e meccanica del veicolo (a patto che si chiamino ancora così 😀 )!!!
Attendo qualsiasi vostro commento!!
(ps. siate clementi…hahaha)
Io sono pienamente d’accordo con te, gli Edge Founds sono quelli che stanno rovinando la politica euro europea, purtroppo anche ottusamente vista la mentalitá di certi politici.
La Ducati fu acquisita con un invesitmento pare al 10% del valore reale il resto appunto finanziato dagli altri “investor” dell’Edge Found. Le societá di investimento operano su di una base di tre o al massimo cinque anni poi rivendono come é appunto puntualmente avvenuto.
Quello che mi domando dopo la venuta di VR non é tanto sull’aumento del fatturato ma siamo sicuri che i soldi e si tratta di tanti milioni di euro versati dallo sponsor alla Ducati per rifare in toto il progetto Desmosedici, non siano invece finiti a bilancio per far apparire la societá ancora piú appetibile nel momento che fu messa in vendita?
L’investiore di riferimento e proprietario, cioé quello che versó il primo 10% acquisendo la Ducati ci guadagna dalla vendita dedotte le perdite restituito il prestito iniziale (90%) ha tutti gli interessi a dirottare nelle casse qualsiasi provente di sponsor perché nel caso le casse sono le sue.
Chi ha venduto ha fatto un guadagno netto rispetto la cifra iniziale finanziata colossale. Chi ha coperto il 90% iniziale ha ricevuto gli interessi tutti gli anni e recuperato il suo investimento.
Ben venga ora la AUDI societá industriale che investirá in un’industria valida e sana come la Ducati, la migliorerá sicuramente come prodotti e come presenza di mercato, basta pensare a tutti i concessionari AUDI in giro per il mondo che fremono per poter vendere ai loro clienti una Panigale cosí come il concorrente dirimpetto BMW vende le 1000RR.
Non mi sorprenderei se la Ducati adesso arrivasse ad un accordo con Ben Spies, cosí si trova con i due piú rappresentativi piloti made in USA mercato importantissimo sia per Ducati che per AUDI.
Pierrr: la tua ipotesi è ragionata e plausibile, alle volte ho avuto pure io il dubbio che si fosse trattato solo di marketing e non di sport.
Tutte queste incertezze da parte di fior di ingegneri mi lasciano sempre più sbigottito, davvero acnh’io fatico a credere ad una debacle simile.
Tornando al pezzo di Federico, sfortunatamente il ragionamento non fa parte del nostro essere latini (credo). Come italiani siamo persone geniali, ma quasi predisposti al casino, al colpo di magia che però non deriva da una serie di operazioni fatte con un ragionamento logico….siamo restii ad accettare le regole, e questo ci ha portato grandi soddisfazioni nei secoli passati (dai navigatori fino all’invenzione del telefono) ma anche a flop deliranti (basta vedere il governo, la fine che ha fatto la Olivetti, Parmalat…).
Io vivo in una terra di mezzo, il tirolo (Alto Adige), sono italianissimo anche se nato a Bressanone….con molta presunzione mi considero un prototipo di un misto italo-tedesco, mezzo genio ma con coscienza…. 😀
Smeriglio… sai che da Bergamasco, quando vengo dalle tue parti per qualche giretto, è veramente netta la separazione tra Italia e chi si considera di un’altro paese.
Sembra proprio di superare una di quelle linee tra asfalto vecchio e nuovo,senti il classico TU-TUM… ma la sensazione anche paesaggistica cambia nettamente!
Diciamo che Castello sembra ancora Italia, ma bastano pochi chilometri più su per cambiar tutto!
Vox, il paese è sempre quello….è la mentalità che è diversa. Io, come molti qui a BZ, sono italiani e fieri di esserlo. Ma hanno un altro modo di vedere le cose: pagano le multe, rispettano i parcheggi, non buttano cartacce in terra.
Piccole cose ma che messe insieme fanno una gran differenza
Si si ho presente ed ammiro la cosa, è quello che forse da noi fanno il 50% delle persone, ma neanche!
La mia non è una critica… di solito dopo la sensazione “visiva” vivi anche tutto il resto ed è ottimo, altrimenti non ci verrei a fare i giretti!
L’unica cosa che a volte è criticabile è forse la mancanza di “elasticità” di quel tipo di mentalità…
Esempio:
presi una multa per aver superato un’Apecross, io avevo sbagliato perchè era esposto il divieto di sorpasso, ma in salita su di un rettifilo da 250-300mt, con una moto sportiva, dietro ad un ape che teneva i 25-30 poverello… ho sorpassato agevolmente ma senza superare i limiti, e questi a fine rettilineo mi fermano e via con il verbale! Automi?!
Sai che l’Ape è passato quando avevano finito di scrivere?
Sono stato quest’estate a Campo Tures ed ho girato pure per Bolzano, Bressanone, Chiusa, Kronplatz, etc. Stupenda tutta quella zona!
Dall’autostrada ci si perde un’infinità di paeselli che è un vero peccato, motivo per cui andavamo verso Bolzano dalla statale.
Ho fatto pure il Passo Gardena (in auto) è uno spettacolo.
Unico difetto è la lingua, diamine il 30% delle persone non capiva una parola di italiano.
Avevo già pronta la spiegazione ipotizzando che Rossi e i tecnici, sotto sotto prendessero ancora i soldi da Yamaha, ma con la frase in neretto mi hai troncato le gambe 🙂
Sono d’accordo che l’analisi “logica” della questione porta alle conclusioni che chi doveva capire e impostare diversamente la ricerca della soluzione al problema non c’ha capito un’acca. Ma lo stesso filo logico mi porta a rafforzare un sospetto che già si stava insinuando dentro di me, cioè che la vittoria del titolo 2007 sia stato un vero colpo di ….. genio. Il geno di aver azzeccato il costruttore giusto di gomme 3 anni prima, quello di aver individuato, tra le giovani promesse, il degno sostituto di Melandri, voluto ma impegnato e quello di aver magicamente interpretato il regolamento sui consumi delle 800 facendo girare fortissimo il desmo16 nei rettilinei e sacrificandolo all’inverosimile in curva dove tanto “non c’era manco la ciclistica (se si vuol leggere distribuzione dei pesi, centraggio, va benissimo) per andare forte”.
3 punti forti conto 1 e quando pian piano si sono persi i 3 punti forti: gomme, valvole pneumatiche e gestione sofisticata di erogazione carburante e pilota sono rimasti quelli dolenti visti negli ultimi 2 anni. Sono solo io che vedo collegate le due cose o c’è qualcun altro?
Era tanto che lo volevo scrivere ma penso che sia arrivato il momento piú o meno giusto.
Vedo con dispiacere che molti considerano la MotoGP come la sintesi della tecnologia ultima e definitivia raggiungibile ai giorni d’oggi… ebbene mettiamoci l’animo in pace non lo é … non é la F1 dove questo é un fatto innegabile e lo stesso ambiente, organizzaizone dei produttori e teams lo dimostra in modo inequivocabile. In F1 non vi é posto per mezze tacche come purtroppo avviene sistematicamente in motoGP.
Fatevene una ragione in F1 l’eccellenza é la regola a partire da un bullone a finire all’ultimo del personale di un team che si occupa solo di spazzare l’area del box.
La MotoGP vive e ha vissuto per anni di figure singolari di meccanici, pochissimi ingegneri, dove in F1 invece sono la norma, poi il resto lo fa la stampa di settore che esalta cose del tutto banali come se fossero l’ultima innovazione tecnologica e quando appare un pilota che sfugge ai loro schemi (Casey Stoner per intenderci) se ne inventano di cotte e di crude … usate lo stesso metro per capire l’ambiente fatto di ignoranti e presuntuosi e poi domandatevi come uno veramente qualificato come per esempio l’ing Preziosi sia costretto a sguazzarci dentro e turarsi il naso… o uno come l’ing Forcada imbrocchi subito i setting per Lorenzo in difficoltá o e’ culo anche quello ?
Certo che i jap organizzati all’inverosimile come sono, fanno quello che fanno e per di piú passano ai gonzi della stampa quello che si vogliono sentir dire e dietro se la ridono a crepapelle.
Aseb, dici a me? Io lo so che tra F1 e moto c’è un abisso. Da neoimpiegato si ricorreva spesso ad un infiltrato in Minardi, per carpire qualche segreto oppure ci si rivolgeva a gente che lavorava per Ferrari e simili. Se vuoi cerco di spiegare meglio il mio personale diagramma causa-effetto che mi porta al ragionamento confuso sopra esposto. Federico parla di “non esiste sviluppo senza obbedienza alle leggi della fisica e alle sue correlazioni di causa-effetto, e alla Ducati nell’ultimo anno e mezzo è mancato proprio questo”. E questo è l’effetto. Ho esposto quella che per me è una delle possibili cause: ovvero che nello specifico della ciclistica le ragole della fisica non fossero ben chiare neanche prima, oppure erano chiare e da quando è arrivato Rossi si è deciso (magari per volontà superiore?), che su dette leggi si poteva chiudere un occhio e nemmeno farne menzione nelle tante interviste rilasciate abdicando con un generico: stiamo lavorando per dare a Rossi ciò di cui ha bisogno ma siamo un po’ indietro? Sto cercando di carpire un po’ della vostra visone che deriva dalla vostra esperienza diretta per comprendere delle situazioni, che sinceramente ritengo incomprensibili. Dal mio punto di vista, se uno (Burgess, per non fare dei nomi) chiede delle cose assurde (n telaio in alluminio per ottenere il feeling all’avantreno che il carbonio non garantisce perché è NERO), e io sono quello che quell’airbox l’ho pensato, modellato, dimensionato, calcolato, verificato e testato, e so cosa volevo ottenere quando ho convinto il mio staff tecnico che quella era la soluzione vincente, o non sono più convinto di quello che ho fatto, o mi piego al volere dell’amministratore/sponsor oppure mando tutti “a fare la cacca” e me ne vado a lavorare con Furusawa sbattendo la porta.
Spero di essere riuscito a spiegare quello che intendevo. 🙂
Io ti capisco benissimo infatti per non turarmi il naso me ne sono andato e per fare la misuta colma anche dall’Italia, fosse mai che tornavo indietro 😀 😀 😀 😀 😀
Penso ma é veramente un pensiero … che l’ing F.Preziosi sapendo che arrivava l’AUDI abbia fatto di tutto per convincere VR a restare … ma non ha funzionato …
Ho anche sentito una spiefferata, ma prendila per tale, pare che l’AUDI abbia proposto a VR un piano di investimenti ben preciso e delle evoluzioni chiare della Desmosedici, ma con la condizione che si disfacesse del suo entourage … guarda un pó ????
Immagino che non resti che aspettare per vedere che succede a Borgo Panigale nei prossimi due anni.
A sentimento, non avendo informazioni più o meno dirette in merito, non posso che essere completamente d’accordo, compresa la scelta di Rotterdam. 2 anni fa cercavo anche io di “fuggire al nord” approfittando dell’affondamento della nautica in cui ero impelagato. Aspettiamo un paio d’anni, basteranno? 😉
Aseb, La vendetta di Burgess sta per abbattersi sulla Ducati.
Ho saputo del cinguettio del giornalista spagnolo Manuel Pecino che preannuncia: “tengo en mis manos un durisimo articulo de jerry Burguess contra ducati, durisimo…”.
Ma donde està l’articulo scoop?
Di sicuro non ve lo farete sfuggire. Mi attendo una vostra e puntuta disamina sulle asserzioni del valente capomeccanico di Valentino.
Non voglio addivenire a conclusioni affrettate, ma se sarà solo sputar veleno sarà altrettanto d’obbligo una risoluzione anticipata della collaborazione.
Ma spero di trovarlo … ma non mi meraviglia sopratutto se é vero che la AUDI aveva messo una condizione a VR di continuare con loro ma senza Burgiss ….
Si sarà scocciato che i fatti lo abbiano smascherato, che posso dire… E oggi appare chiaro a un numero sempre maggiore di appassionati. In tanti non son più disposti a farsi intortare e vogliono spiegazioni concrete e plausibili: il suo Verbo non incanta più nessuno. Un dignitoso silenzio sarebbe più opportuno che uno stizzito e livoroso, ma in fondo patetico, articolo su qualche giornale.
Il tempo è galantuomo 😉
Comunque Federico i tuoi articoli stanno facendo scuola, trovo i link un po’ dappertutto: blog, forum, social networks…
Avete visto i test di Misano? Iannone è bravo, ma per quel che ne capisco io avrei preferito Petrucci per il junior team.
Grazie Baingio, abbiamo letto. Aseb ha fatto un salto sulla sedia, per me invece ci son voluti due energumeni che mi impedissero con la forza di far personalmente giustizia di tanta insolenza/ignoranza. Qui si impone una presa di posizione, quello è un attacco personale bello e buono a chi ha seguito fin troppo le sue elucubrazioni. I grandi uomini cercano di individuare i propri limiti per superarli; a cercare capri espiatori cui addossare i propri fallimenti son gli uomini piccoli piccoli.
Baingio adesso tocca aspettare se nel 2013 non c’e’ posto per Burgess in Yamaha noi sappiamo perché …
aseb in una recente intervista burgess aveva fatto capire che probabilmente avrebbe seguito rossi in yamaha ma che aspetta una decisione di yamaha che ancora tarda ad arrivare. senza burgess che sà mettere mano sull’m1, vedo difficile un rossi che si trovi bene con un capo tecnico nuovo(e da vedere anche se all’altezza dei vari burgess-forcada-gabarrini o deganello. io cmq credo che yamaha in qualche maniera deve tutelare lorenzo
ALFA86 vediamo se Burtgess approda in Yamaha … dopo di che si possono tirare le conclusioni. La Yamaha ha fior di tecnci da poter sostituire validamente Burgess , quello non sarebbe un problema.
Ho anche scritto precedentemente che sarebbe un vantaggio per VR se avesse un responsabile tecnico giapponese avrebbe un miglior accesso a Iawata.