Il Motociclismo nel corso degli anni si è evoluto moltissimo, la tecnologia ha fatto passi da gigante così come i materiali accessori (come le gomme ad esempio); insieme all’evoluzione tecnologica è avvenuta anche un’evoluzione dei piloti, che di genereazione in generazione hanno di volta in volta spostato il limite sempre più in alto.
Si è assistito quindi ad una vera e propria evoluzione dello stile di guida, che si è dovuto modificare per meglio adattarsi al cambiamento delle condizioni di base: col progredire della tecnologia e dei materiali, ne è conseguito un evolversi del modo di guidare. Chiamiamolo “Darwinismo Motociclistico”.
Partiamo dagli albori, con i piloti che correvano su moto acerbe, con gomme piene e in seguito con i primi tubolari. Si correva su “piste” nemmeno asfaltate, quindi i piloti erano costretti a guidare sulle uova, continuamente in bilico. Non crediate fossero fermi però, perché andavano forte un bel pò.
Passiamo però ai primi anni 70: le moto erano già molto potenti, molto veloci (le 500 arrivavano tranquillamente a 250 km/h), e i piloti cercavano di sfruttarle facendole scorrere velocemente in curva. Il corpo era molto centrato sulla moto, ci si spostava poco, le ginocchia non uscivano di carena se non quel tanto che bastava per bilanciarsi. La generazione di Agostini per esempio, il ginocchio lo portava fuori non con lo scopo di sfruttarlo strisciandolo in terra, ma facendolo funzionare quasi come un aerofreno.
Nel 1974 arriva un americano, uno Yankee che beveva litri di chinotto: Kenny Roberts, che verrà poi chiamato “il marziano” o “King Kenny”. KR veniva dal dirt track americano, a lui poco importava la scorrevolezza della moto: lui entrava in curva, inclinava la moto al massimo facendola scivolare un po, rialzava e via di gas.
E poi faceva sempre una cosa che nessuno, se non sporadicamente, osava fare: appoggiava il ginocchio.
Prima di KR le “saponette” non esistevano: Dainese cominciò proprio con lui a studiare i primi metodi per far scivolare le ginocchia sull’asfalto senza il rischio consumarsi le ginocchia. La particolarità dello stile importato da Roberts fu quella di usare il ginocchio come “perno” per controllare la derapata del posteriore. Per l’epoca fu una rivoluzione.
Da li in poi lo stile con le ginocchia che strisciavano l’asfalto diventò la norma, e “le pieghe” cominciarono a diventare notevoli (guardate sopra Ruggia che tocca coi gomiti). Se ci pensate ora si tocca coi gomiti senza problemi, e il ginocchio lo si fa strusciare anche facendo una rotonda…tutto questo grazie al grande Kenny Roberts. Poi c’è come questo qui sotto nella foto che estremizza un po il tutto…. 🙂
Il ventennio successivo porta un affinamento dei concetti importati da Roberts: le 500 diventano sempre più potenti, vanno guidate spigolando sempre di più, anche se verso la fine del ciclo delle 2 Tempi la differenza tra chi fa scorrere la moto e chi spigola molto è minima e dipende molto dai tracciati.
Uno dei migliori interpreti della guida scorrevole è stato sicuramente Max Biaggi: cresciuto con le 250, Max ha sempre riportato quello stile anche successivamente con le moto 4 tempi. Tanta velocità a centro curva, moto stabile, anteriore solido, accelerazione misurata col calibro.
Contro si trovava invece Mick Doohan, che addirittura affrontava le curve a destra in maniera diversa dalle curve a sinistra. Questo a causa dell’incidente di Assen, nel quale rischiò di perdere la gamba destra (salvata miracolosamente dal Dott. Costa): Doohan rimase di fatto invalido, tanto da dover spostare il comando del freno posteriore sul maubrio. Doohan, anche lui di scuola dirt track, piegava forte la moto per rialzarla velocemente e sfruttare l’accelerazione.
Anche con le potenti 500 c’era comunque chi faceva eccezione, come ad esempio Garry McCoy che si trovava spesso col posteriore che sbandierava….
Il successivo passaggio dalle 500 2T alle 1000 4 tempi, portò un ulteriore cambio di stile di guida: il freno motore porta grandi derapate in inserimento, e alle successive derapate in accelerazione. Grandissimo interprete fu Valentino Rossi, che nel biennio 2002-03 con la splendida Honda RC211V, fece talmente tanti traversi che la Michelin dovette rivedere tutta la struttura delle gomme posteriori.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=LDxs2aDqvS4[/youtube]
Il maggior peso delle nuove 1000 costringe i piloti a contrastare la maggiore inerzia della moto; facendo derapare il posteriore si porta l’anteriore a chiudere in anticipo limitando la “deriva” complessiva della moto. Ovviamente anche qui Mc Coy ci mostra come si fa…esagerando come sempre!
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Fyv_VyubtzQ[/youtube]
Anche se non sempre così evidenti, tutti i piloti con moto di grossa cilindrata (dalle stock alle MotoGP) fanno in modo di far derapare leggermente il posteriore. Anche se impercettibile, la deformazione del posteriore fa in modo di facilitare la chiusura della traiettoria.
Tutto questo è valido fino al 2007, anno in cui viene consacrato nell’olimpo del Motociclismo il talento di Casey Stoner. L’australiano non si limita più solamente a derapare da centro curva in poi in accelerazione, o a derapare in ingresso di freno motore.
Stoner ha unito i due concetti: derapa in ingresso accelerando! So che può sembrare strano, ma è proprio così. L’australiano ha portato il dirt track sull’asfalto….guardate bene questo video
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qpWsDROVvuI[/youtube]
Per contrastare la “poca voglia” della sua Ducati di inserirsi in curva, Stoner la va letteralmente voltare facendo partire per la tangente il posteriore mentre è ancora nella fase di inserimento.
Questa azione viene fatta nell’inserimento di curve medio veloci, dove Stoner è praticamente irraggiungibile; questo è uno dei motivi per cui Casey a Phillip Island è stato praticamente imbattibile, con Ducati e Honda.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=IqrGbiGYs6A[/youtube]
L’antagonista di Stoner è stato Jorge Lorenzo, che ha proseguito invece sulle orme di Max Biaggi: scorrevolezza, pulizia assoluta, tutto misurato col calibro. Jorge ha affinato ulteriormente la guida pulita portandola all’estremo, costretto dalle geometrie della sua moto che soffre molto le accelerazioni brusche.
Al momento nessuno in MotoGP ha guidato come Stoner, esaltando questo continuo vagare per le tangenti del posteriore, ma un nuovo ragazzino terribile si sta affacciando nella classe regina e potrebbe portare ancora avanti il limite imposto dall’australiano. Sto parlando di Marc Marquez, il fenomeno spagnolo che ha dominato la Moto2 nel 2012, guidando una 600cc come una MotoGP….il ragazzino sta facendo pratica, ora sono tutti avvisati.
Danny Garbin

Sme sicuramente ricordo male, ma io ricordo Freddie Spencer non solo per essere l’unico ad aver vinto un mondiale 250 e 500 nello stesso anno, ma perché fu il primo a modificare il modo di percorre la curva “spigolando”.
Credo che nell’epoca 80/90 un bell’esempio di diversi stili di guida ce lo abbiano offerto: Lawson-Rainey, Schwantz-Mamola.
Poi Doohan alzo’ un bel po’ l’asticella con quel suo modo di derapare che era fantastico.
Non scorderò mai, l’ultima curva sulla sua Philp Island che fece di traverso.
Anche io ricordavo che fu Freddy Spancer… ma forse mi sbaglio…
Ricordo anche che poi ebbe un declino pazzesco fino a ritirarsi e scomparire completamente dalle scene… era colui che raccontava di vedere le cose quasi prima che accadessero ed al rallenty…
Diceva che fermo al passaggio a livello distingueva i volti dei passeggeri di un treno…
Tutte storie e storielle dei tempi che furono… vere? non vere? booo!!!
Ma simpatiche!
Cmq ragazzi, Kenny Roberts guidava una yamaha 750 due tempi sugli ovali sterrati… sembrava un turboelica in decollo!!!
Che mito!
Eccolo il nonnetto come va!
http://www.youtube.com/watch?v=8k8hJWKIVNs
Vox ti stavo per postare questo:
https://www.youtube.com/watch?v=fcuxfUE3ISU
Se non ricordo male, Kenny all’epoca disse “che non lo pagavano abbastanza per guidare una moto simile”.
Per quanto riguarda questa esibizione del 2009, non ricordo quale pilota disse che vedendolo arrivare alla prima curva a tutta velocità era convinto che non sarebbe riuscito a farla….
Jigen: hai ragione su spencer, è l’unico ad aver vinto il titolo 250 e 500 lo stesso anno…un fenomeno…
ha ragione Vox, lui diceva di vedere le cose quasi al rallenty, e andava fortissimo….poi di colpo, si spense.
Sullo stile di guida invece io sono di un’altra opinione: spencer è vero, ha affinato molto lo spigolare le curve come da tradizione americana, ma la “rivoluzione” in fatto di guida la fece KR.
In qeusto articolo ho dovuto un pochino sintetizzare i passaggi “importanti” che hanno portato a guidare come si fa ora…
Saltare Spencer è stato un delitto, scusate! 😉
ragassuoli ma ci rendiamo conto che lo stabilimento di gm e l’ unico sito in italia che ci delizia con perle di articoli come questo e tanti altri?
smeriglio ma xche nn lanci una raccolta fondi x far aquisire a gm i diritti di moto gp e sbk? ma sai come sarebbero felici tutti gli appassionati.
Samba grazie per la stima….dobbiamo fare un passo alla volta, magari un giorno…. 😀
Ciao Sme, ovviamente la mia era una domanda.
Non ricordo su quali trasmissioni vidi un servizio su Fast Freddie, ma ricordo che dicevano del suo modo di spezzare la curva in tre parti (vero ??), ecco perché pensavo che Spencer fosse stato il precursore di quello stile.
Se posso farti una richiesta, sarebbe bella una sezione sui piloti del TT e sullo stile di guida nelle Road Race rispetto alla pista.
Jigen mi hai lanciato una bella idea…. mi ci metto a lavorare…
Sul discorso di Spencer, la mia opinione è ovviamente opinabile e discutibile eh….io non possiedo la verità assoluta, anzi….sparo vaccate anch’io di tanto in tanto….
Uhmmm non ricordo di aver visto nulla su spencer, ma ho letto diverse cosette. Dovrei andare a rileggermele, proprio lo scorso inverno Motosrpint aveva fatto una serie di fascicoletti staccabili con le MotoGP legends. Davvero bello.
Boss di sicuro nei sai molto più di me!
Ora che ci ripenso non ricordo se quella cosa su Spencer l’ho sentita su una delle vecchie rubriche che faceva il buon Cereghini o su una veeeechia videocassetta (di quelle che uscivano in edicola) sui piloti del motomondiale.
Quindi pensa che fonti che ho 😀
Jigen la cosa di Spencer l’ho trovata scritta anche sulle storie raccolte da Motosprint.
Loro dicono che è stato il primo a spigolare e a dividere in tre fasi una curva, ma in verità lo faceva anche Roberts (su KR dicono che lui entrava con forte percorrenza per poi rialzare la moto velocemente e dare gas, ma la cosa stride un pochino).
Spencer ha evoluto quanto mostrato da roberts, in fondo venivano dalla stessa scuola USA di dirt track.
Sme grazie per le info. Vedendo ancora oggi come guida Kenny credo che tu abbia ragione.
PS spero che farai quella sezione sulle Road Race, ci sono molte curiosità su come si affrontano gare con così tante variabili, una su tutte mi è venuta leggendo il tuo articolo sulla tua gara relativamente a quando ti sei trovato sull’asfalto umido: ma che gomme si usano? come la setti la moto rispetto ad un circuito?
Hai poi comprato l’ammortizzatore di sterzo???? 😀
Ti rispondo solo all’ultima domanda, le altre info te le faccio trovare nell’articolo…
L’amm di sterzo non lo ho preso perché costava troppo!!! Ho fatto tutti e 4 i giri del mountain senza, sempre a tutta manetta….
MW diamine, ma non è che per caso di cognome fai Xaus?
Ma pure io ho dei ricordi… Sicuramente fu KR,
comunque la scuola del dirt sta prendendo piede anche da noi..,
Ci sono due piloti Italiani, Marco Belli e Jacopo Monti che fanno dei bei traversi, cercateli su youtube!
Neanche una parola sull’introduzione del “piede a terra” nella MotoGP?
Quella è una brutta moda 😀 …. Non ha nessuna utilità, con tutta probabilità è iniziata quando i piloti per non far fatica in staccata a rimettere il piede sulla pedana (magari perché ci scivolava sopra lo stivale) lo lasciava li…perché effettivamente con le decelerazioni delle GP una gamba pesa abbastanza! 😀