Abbiamo visto come vincere una sola volta la 24h di Le Mans sia sufficiente per alcuni costruttori di automobili per scrivere in modo indelebile nella storia dell’automobilismo sportivo e non solo. Ora vogliamo prendere in considerazione i costruttori di auto che sono riusciti a vincerla per ben due volte, alcuni anche consecutivamente. L’ esempio lampante era la Lorraine- Dietrich con il modello B3-6 che riuscì con la sua potente gran turismo di lusso a trionfare con Gerard De Courcelles e Andrè Rossignol nel 1925 mentre quest’ultimo la vinse anche nel 1926 in coppia con Robert Bloch. Queste due edizioni della Le Mans passarono alla storia come le prime in cui si provò la partenza a piedi correndo verso le macchine disposte a spina di pesce davanti ai box. Inoltre dimostra come il motorsport a volte supera i confini nazionali e politici, in un era che precedeva di poco la seconda guerra mondiale due costruttori di due paesi rivali Francia e Germania si univano per costruire alcune delle vetture più belle e di lusso di quegli anni.
Un costruttore che invece raccolse molto poco dalla fatica fatta nelle numerose esizioni in cui ha corso la Le Mans, fu Ector Bugatti. Infatti il pioniere della leggerezza e degli studi aerodinamici, costruttore di vetture tanto belle quanto sofisticate dal punto di vista tecnico per l”epoca vinse solo nel 1937 e 1939 con la Type 57G dal nome del leggendario Galibier, con al volante rispettivamente Wimille/Benoist nel 1937 e nel 1939 in coppia con Veyron. Leggendario pilota a cui la Bugatti negli ultimi anni ha dedicato la vettura di serie più potente del mondo la Veyron 16.4 appunto. Una curiosità. Il duello tra Ector Bugatti, le sue leggere e sfilanti vetture sportive e le Bentley mise così in crisi il costruttore Italo/Francese da arrivare ad affermare che le Bentley erano autocarri non auto da corsa, che le Bugatti erano battute dagli autocarri più veloci del mondo. In effetti Bugatti pagava tanto in termini di affidabilità provando sempre nuove soluzioni che poi si sono viste negli anni a seguire.
Il costruttore che ha la storia più travagliata e controversa con la 24h di Le Mans è stata la Mercedes. Forte e potente negli anni 50 vera acerrima nemica di ogni costruttore soprattutto italiano, anch’essa provò più volte a vincere la massacrante maratona. Ci riuscì con il modello più rappresentativo dell’intera storia della stella a tre punte. La Mercedes Benz 300 SL con la caratteristica apertura delle porte ad ala di gabbiano vinse nel 1952 con al volante Lang/Riess. In quel periodo le frecce d’argento spopolavano e sbaragliavano la concorrenza in ogni campo motoristico, fino alla tragedia del 1955 quando la Mercedes-Benz 300 SLR condotta da Pierre Levegh volo sugli spettatori della tribuna centrale causando numerose vittime e il ritiro della Mercedes dalle corse fino agli anni 90.
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La casa della stella a tre punte si affidò ad un team che correva anche in formula 1, la Sauber che creò la Sauber Mercedes C-9. Una delle più belle e veloci vetture Gruppo C della storia dei prototipi. Si trattava di un vero mostro condotto da Mass/Reuter/Dickens, vincendo l’edizione del 1989. Fa riflettere come la Mercedes non abbia imparato dai propri errori visto il volo che fece la Mercedes – Benz CLR con cui Wendlinger volò in pieno rettilineo a più di 340 km/H!
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Daniele Amore
