Classic Car Photography Stock Image

Al mondo vi sono pochi costruttori nel settore delle automobili che possano vantare un prestigio e una tradizione pari a quelli che indiscutibilmente contraddistinguono l’Alfa Romeo. Nel corso degli anni, la Casa del Biscione si è misurata con avversari e concorrenti in ogni campo, dalle grandi corse alla produzione di serie, riuscendo ad affermare sempre il proprio stile che è figlio di un’innata attitudine sportiva.

Tra le maggiori competizioni ove Alfa Romeo ha corso, vi è ovviamente anche la 24 Ore di Le Mans: in questa competizione, vero banco prova per testare le doti velocistiche e durature del mezzo, Alfa Romeo si è imposta per ben 4 volte vincendo dal 1931 al 1934.

Ovviamente il solo Tazio Nuvolari, vincitore dell’edizione 1933 assieme a Raymond Sommer, non bastava per vincere: c’era bisogno anche di una macchina competitiva e i tecnici di Arese, capitanati dal genio Vittorio Jano, sfornarono una vettura invincibile sotto ogni aspetto come la 8C.

Questa vettura, dotata di un propulsore di 2300 cc (come dice il nome stesso) venne realizzata per competere sulle piste più importanti del Mondo ottenendo risultati incredibili, che le hanno permesso di essere oggi una delle più belle e ambite vetture storiche esistenti, quasi introvabili. Già vincitrice del primo Campionato del Mondo del 1925 con il modello P2, progettata sempre da Jano, la casa del biscione decise di affidare all’ingegnere l’evoluzione della sua creatura, creando un motore 8 cilindri in linea (già montato dalla stessa P2) con doppio albero a canne in testa e sovralimentato da un compressore Roots.

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La vera novità introdotta da Jano fu l’albero motore progettato in due parti, con in mezzo due ingranaggi cilindrici a dentatura elicoidale: uno di questi azionava il compressore Roots, mentre l’altro azionava gli ingranaggi collegati all’albero a camme. Grazie a queste novità meccaniche, la 8C 2300 permise all’Alfa Romeo di competere sulle piste più famose e sotto la guida dei piloti più importanti al mondo, vincendo un gran numero di gare e ricevendo numerosi elogi e apprezzamenti da tutta la stampa europea.

Uno dei sei esemplari rielaborati da Jano esordì in pista a Monza il 19 giugno 1931. Per quell’occasione, la macchina guidata da Tazio Nuvolari sviluppava 165 cavalli a 5400 giri al minuto. L’Alfa Romeo vinse la gara ed in seguito a quell’epico e vincente esordio, al nome “tecnico” 8C 2300 si aggiunse il nome “Monza”, per ricordare la grande impresa ottenuta dall’Alfa.

Tale denominazione portò fortuna in quanto la “Monza” dominò incontrastata la Targa Florio dal 1931 al 1935 e si affermò anche alla Mille Miglia del 1932 e 1933 condotta da due mostri sacri come Nuvolari e Borzacchini. Negli anni seguenti il modello fu sviluppato e potenziato nella cilindrata. Nel 1931 vide la luce anche la potente Alfa Romeo 8C 3000 Le Mans, un’altra auto sportiva, esordiente alla Eireann Cup e che stupì il mondo dell’auto vincendo per 4 anni consecutivi la 24 ore di Le Mans. Macchina storica, vincente e di fascino allo stesso tempo, la 8C 2300 è un mito dell’Alfa Romeo che non potrà essere mai cancellato per aver fatto la storia dell’automobilismo sportivo.