Silverstone, pista veloce con qualche curva di percorrenza, molte esse velocissime da raccordare, nessuna ripartenza da bassa velocità e asfalto con molto grip. Rovinato e ondulato, certo, ma molto meno disastroso di quanto raccontino alcuni piloti che, in verità, danno l’impressione di cercare giustificazioni preventive per un eventuale insuccesso personale. E lo capisco, qui la Yamaha si gioca l’ultima carta e la pressione sui propri piloti è palpabile.
Ma se il grip fosse davvero insufficiente, davvero credete che oserebbero girare con la posteriore dura senza nemmeno temperature sahariane? La verità è che oggi la pista inglese, anche per merito della migliore aderenza offerta dalle gomme rispetto allo scorso anno, ha un grip così buono che diventa arduo driftare. E la Yamaha parte tecnicamente favorita forse per la prima volta su questo tracciato.
Nel giro secco e con la solita morbida dietro, sia chiaro. In gara le cose possono essere un tantino diverse in quanto l’asfalto di tipo drenante ha un buon grip ma grattugia il battistrada, portando la morbida a strappare se gonfiata per fare l’intera gara oppure a consumarsi precocemente se la si fa lavorare calda. E la dura su Honda potrebbe risultare la scelta più azzeccata.
Settaggi: la M1 di Lorenzo è la più bassa, la sua guida morbida e rotonda gli consente di non perdere velocità anche nei punti più lenti e il suo setting è un classico “da qualifica”. Con la morbida avrà i suoi guai a fine gara, la sua preoccupazione sarà quella di partire davanti per non dover duellare rovinando le sue gomme. E d’altra parte non può fare a meno di provarci: un semplice piazzamento significherebbe la chiusura del mondiale al di là della matematica. Rossi parte con una moto un po’ più alta, con trasferimenti maggiori, e la sua guida sarà fortemente influenzata dalla scelta delle gomme: sarà aggressivo con la dura, sarà conservativo per una buona metà gara con la morbida.
Se io fossi il suo tecnico, consiglierei ruota avanti e gomma dura in gara: col suo curriculum ha il dovere di provare a vincere anche assumendosi qualche rischio piuttosto che correre per un posto di rincalzo. Voglio dire: quarto o sesto non fa più differenza, non gli si chiede di portare a casa un titolo ma di infiammare il pubblico con qualche vittoria. Essere nel gruppo non può bastare, deve azzardare. Deve sfruttare la sua aggressività – suo vero punto di forza – piuttosto che cercare un’improbabile guida dolce alla Lorenzo. A parte che ho i miei personali dubbi che lo sappia fare, anche ci riuscisse non sarebbe più lui. Da Dottore a Ragioniere non mi sembra un gran passo avanti…
Honda: dicevamo dell’ottimo grip, tanto che le driftate sono difficili. Qualche derapatina ci può stare, ma siamo lontani dalla guida di traverso a gas aperto fuori dalle curve. E questo penalizza un filino il giovane Marquez, che si ritrova un’arma meno appuntita del solito. Occhio al solito Pedrosa, dotato di eccellente percorrenza – rispetto alla moto che guida, si capisce – e bravissimo a portare le gomme in ottime condizioni fino in fondo. Settaggio con ruota arretrata sulla morbida per il 26, a metà o anche più avanti con la dura per il 93. A meno che Marquez non voglia dimostrarci di saper guidare rotondo in percorrenza, nel qual caso ricalcherebbe lo schema del suo caposquadra: e questa sarebbe davvero una novità interessante da seguire.
Ducati: la prima giornata l’hanno fatta con la morbida, ma sinceramente spero che liberino un po’ di cavalli e osino utilizzare la dura provando a spingere un po’ più che a Indy e Brno. Anche perché sulla carta l’assenza di curve strette dovrebbe agevolare il compito. Pagano nelle esse veloci, come al solito: ma Silverstone, tra i circuiti del campionato, è uno dei pochi dove la rossa si trova meglio. In alcuni settori addirittura dà del gran filo da torcere alle giapponesi, e i parziali del Dovi lo dimostrano.
Sicuramente ci aspetta una bella gara, visto che i giochi restano apertissimi a causa delle diverse possibili combinazioni, una volta tanto anche sulle gomme. Il vincitore stavolta non è già scritto. L’unica cosa certa invece è che per tutti – Honda e Ducati in testa, ma non solo – il rischio maggiore viene dall’avantreno: con la velocità la forcella va indurita, e gli avvallamenti di Silverstone non perdonano facilmente. Ottima occasione per la Showa di Bautista di dimostrare il livello raggiunto con gli aggiornamenti delle ultime settimane.






Quanto mi piacciono i brefing e debrifing da leggere…. complimenti a tutti.
Mi era sfuggito e ci volevo tornare ma poi mi sono distratto.
Federico sarai ricordato come profeta (anche se non ti piace).
“Sicuramente ci aspetta una bella gara, visto che i giochi restano apertissimi a causa delle diverse possibili combinazioni, una volta tanto anche sulle gomme. Il vincitore stavolta non è già scritto. L’unica cosa certa invece è che per tutti – Honda e Ducati in testa, ma non solo – il rischio maggiore viene dall’avantreno: con la velocità la forcella va indurita, e gli avvallamenti di Silverstone non perdonano facilmente. Ottima occasione per la Showa di Bautista di dimostrare il livello raggiunto con gli aggiornamenti delle ultime settimane.”
MWINANO i profeti e gli oracoli in genere fanno una brutta fine .. 😀 😀 😀 😀 😀