In questi giorni la Nissan svelera la nuova generazione del re dei crossover, Qashqai. In termini di design e innovazione, il nuovo Qashqai porta il segmento dei crossover in una nuova dimensione, elevando gli standard e illuminando la strada che porta a nuove esperienze di guida. La presentazione del nuovo modello punta tutto sull’immagine. Il big Boss Ghosn non ha badato a spese per la reginetta delle medie SUV, affittando due location prestigiose, gia set cinematografici nella West End di Londra.
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Partendo da una base meccanica già ottimamente collaudata gli stilisti della Nissan si sono concentrati soprattutto sul design per dare forza eleganza e sportività alla nuova Qashqai con risultati decisamente pregevoli. Le modifiche principali sono nel frontale completamente ridisegnato con gruppi ottici dall’aspetto scenografico a led e con una mascherina decisamente di carattere forte. Le misure non dovrebbero cambiare molto. Un piccolo abbassamento della scocca porta a strizzare l’occhio a chi non vuole una vera Suv ma piuttosto una compatta dal baricentro alto tutto fare. In quest’ottica grande la dote del bagagliaio che può arrivare alla capienza discreta di 430 litri.
Modifiche anche al telaio che ora ha in comune con la produzione Renault la piattaforma denominata CMF, che sarà base per tutte le medie e compatte del gruppo. Infatti questa Qashqai avrà sospensioni anteriori classiche tipo McPerson mentre al posteriore a seconda del tipo di trazione saranno interconnesse per quelle a trazione anteriore e multilink per quelle a trazione integrale. Anche la Nissan si affida all’elettronica per controllare la stabilità e la trazione della Qashqai, con l’utilizzo dei freni consente di gestire sia il sottosterzo che le perdite di stabilità e di trazione sui tracciati difficili. A differenza della maggioranza degli altri costruttori la Nissan non ha seguito la moda dei cambi a doppia frizione preferendo migliorare l’efficacia del suo sistema CVT che ora si chiama X-Track che assicura un utilizzo molto simile a quello di un cambio a doppia frizione senza i difetti di peso e costi.
Sotto il cofano troveranno spazio i turbodiesel 1.5 e 1.6, entrambi rivisitati. Il millesei da 130 CV ora con un sistema di ricircolo a freddo dei gas di scarico che riduce le emissioni di ossido di azoto e di CO2, con un attenzione particolare agli attriti interni per migliorare l’efficienza anche a caldo con consumi dichiarati di 4,4 litri per 100 km, con 115 g/km di CO2. Ancora meglio l’inossidabile 1.5 dCi da 110 CV che ferma la CO2 a quota 99 grammi a chilometro. Novità il 1.6 Dig-T sovralimentato con soli 5,6 grammi di CO2 al chilometro, per una potenza ragguardevole di 150 cv totali. Alla base della gamma, il nuovo 1.2 Dig-T, turbo benzina quattro cilindri da 115 CV.
Daniele Amore

