
La nuova Z1000 è il risultato dell’approccio Kawasaki nell’utilizzare come spunto creativo l’ideogramma giapponese “Sugomi” disegnando una moto come un predatore nella posizione di caccia della sua preda.
Per il Responsabile del Design motocicli Kawasaki, Keishi Fukumoto, la nuova Z1000 offre un aumento complessivo delle prestazioni combinato con un indefinibile spirito emotivo che si rivolge a tutti coloro che cercano una moto con un carattere forte e riconoscibile in termini di emozionalità estetica e prestazioni di guida.
L’estetica, come potrete notare nella gallery, è davvero particolare e suscita sensazioni contrastanti. Se l’obiettivo era quello di impressionare, beh, bersaglio centrato.
Le nuove forme molto spigolose e quasi “robotiche” sono molto particolari e, come per ogni cambiamento così radicale, bisogna “farci l’occhio” ma non è detto che piaccia a tutti. Il sentimento generale in fiera era molto diviso: a chi piaceva molto, a chi invece sembrava solo un’accozzaglia di robottoni messi insieme.
La moto però non ha subìto solamente grandi cambiamenti estetici: la capacità del serbatoio è aumentata di due litri, è stato ridisegnato lo scarico 4 in 2, è stata rivista la mappatura della centralina e il motore da 1043 cm cubi è stato reso più fluido e si è lavorato molto sulla coppia.
Inoltre è stata prestata particolare attenzione alla guidabilità della moto, con una centralizzazione delle masse dovrebbe portare ad un maggior feeling e una agilità di riferimento.
La Z1000 ha come primo equipaggiamento sospensioni Showa Big Piston con funzionamento separato per la regolazione della compressione e del ritorno della forcella. Il mono è posizionato in modo da massimizzare la centralizzazione delle masse.
I freni sono Tokico, con dischi semiflottanti da 310mm a margherita. Ecco la gallery, decidete voi se è bella oppure no….
La Kawasaki Z1000 è proposta anche semicarenata, e avremo sul mercato anche la Z1000SX, che sembra più equilibrata nelle forme.
Danny Garbin














Design molto particolare. Kawasaki ormai abitualmente fa riferimento al mondo di insetti, mostri e cyborg. Nera opaca è affascinante, ricorda i disegni di Giger.
Anche se personalmente la trovo comunque un po’ pacchianotta, sicuramente conquisterà il cuore di molti.
Il fanale anteriore così basso va bene con la nebbia! Con il Vespone mi ricordo che era un problema drammatico sulla Savona Torino 🙂