I tifosi spesso hanno la memoria corta. Molti hanno dimenticato la sagacia tattica del genio Ross Brawn. Lo stratega team manager inglese. Come non ricordare la trovata di far fermare Michael Schumacher all’ultimo giro per scontare la penalità perchè il box Ferrari era dopo il traguardo. Oppure chiamare alla sua corte l’unico altro progettista in grado di trovare scappatoie al regolamento come Rory Byrne. E’ addirittura riuscito a vincere un titolo con una vettura che portava il suo nome sfruttando il favorevole momento politico e regolamentare.
Nel 2013 alla Mercedes Ross Brawn doveva affrontare un problema enorme. La scuderia della stella a tre punte è in pratica un gigante dai piedi di argilla. Ha un grosso Budget, un pool di tecnici di primo livello, e due piloti eccellenti e di talento, ma consuma le Pirelli in modo oltremodo eccessivo. Non sarebbe un dramma se far lavorare le gomme italiane non contasse più di meccanica ed aerodinamica. Qui entra la furbizia del manager inglese. Per risolvere il problema necessitava ai tecnici tedeschi di test in pista.
Dopo una serie di esplosioni anomale delle gomme Italiane all’indomani del GP di Barcellona fu istituita una serie di test di prova con la Mercedes unica presente. Ricordiamo che in Formula 1, da qualche anno, vige il severo e scellerato divieto di fare test privati. Una delle cose che era alla base della competitività della Ferrari negli anni d’oro. Quindi nessuna scuderia in corsa per il mondiale poteva provare le gomme Pirelli.
Invece la Mercedes era in pista, effettuando la bellezza di 1000km con le coperture italiane. Abbastanza da capire subito doto il gran premio spagnolo cosa non è andato e porre rimedio. E’ stato un po come rubare la marmellata sapendo dove stava la chiave per aprire la porta della dispensa. Gli altri team, anche loro bisognosi di informazioni, non hanno preso bene la cosa soprattutto due team di vertice come la RedBull e la Ferrari hanno proposto una vibrante protesta. Poca cosa dopo che la marmellata è stata già rubata.
In Mercedes hanno provato a minimizzare la cosa, ma le vittorie di Montecarlo, Silverstone e Hungaroring hanno confermato che le informazioni rilevate in pista in soli 1000km di test sono stare fondamentali per migliorare in modo netto la monoposto grigia tedesca. In effetti, in sede di difesa in tribunale i legali Mercedes, hanno addotto che la scuderia aveva chiesto il consenso alla Fia via mail e dolo l’accettazione in accordo con la Pirelli è scesa in pista.
Del resto il costruttore italiano ha sempre detto che testare le gomme con vetture degli anni passati non ha senso. Il caso delle esplosioni era urgente da risolvere per rifiutare la Mercedes come partner. Una volta verificata la “buona fede”, il tribunale federale non ha potuto fare altro che tentare di salvare un immagine definitamente compromessa vietando alla scuderia tedesca i test giovani, e un rimprovero formale per la stagione 2013.
Lungi da noi incentivare pratiche che vanno verso il comportamento antisportivo, ma forse a Maranello manca proprio quella capacità che aveva Ross Brawn di vedere oltre le regole pur rimanendo pulito. Manca quella capacità progettuale di chi legge le regole navigando nel torbido delle interpretazioni. Manca quella lettura delle regole, tutte le regole, in modo anglosassone, cioè con la convinzione che se non è scritta una cosa nel regolamento è consentita e non vietata. Pensare che l’Italia è vista come il paese dei furbi e furbetti, mi sa che vanno riviste un po tutte le convinzioni soprattutto quando in ballo c’è un secondo posto nel mondiale costruttori che oltre al prestigio porta denaro fondamentale per tutti.
Daniele Amore


Gli stereotipi sugli italiani sono universali e impossibili da eliminare, specie se ci troviamo di fronte gli anglosassoni che, se si tratta di noi, diventano anche furbi di eccelso livello.
Bah, secondo me se sono anni che ti lamenti che gli altri “barano” e non gli fanno niente…fallo anche tu!
Fregali sullo stesso campo. Non ha senso piangere mentre quelli vincono. Falli piangere tu con le stesse armi no?
Proposta logica ma, a quanto pare, almeno in F1, non siamo capaci o non ci è consentito di seguirla , con la beffa che a noi resta il nostro cliché mentre loro sono solo bravissimi e acclamati con una ovazione generale. Tuttavia, non è il caso di piangere: dopo tutto, qualche volta siamo riusciti a vincere, senza barare. Occorre non scoraggiarsi, anche dopo batoste durissime.
E’ il momento di tornare ad avere gente al comando che sapeva come fare a leggere i regolamenti e far valere le ragioni politiche. I bravi ragazzi come Dominicali ma anche Withmarsh per dirne un altro non hanno senso in formula uno. Non a caso Ecclestone ha designato come erede Horner!