Ultimi articoli

L’automobilismo italiano saluta il grande Giorgio Pianta

Stamattina dopo una lunga malattia sta mattina Giorgio Pianta, uno dei capisaldi dell’automobilismo italiano. Per i più giovani o coloro che pur essendo appassionati cono ne conoscevano le gesta ecco un suo profilo dettagliato.

Giorgio Pianta ha iniziato come Gentileman Driver nel mondo sia dei rally che in pista dimostrando di essere uno dei piloti più veloci guidando per Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Osella con vari team tra i quali  la “Jolly Club” diventandone membro attivo.  Inizia a correre nel 1957 con i Rally con il team “scuderia Sant’Ambreaus” fino a diventare un pilota professionista con la “Jolly Club”.

 Oltre i Rally corse anche nelle gare su pista e stradali con Ferrari, Lola, Osella e anche Opel diventando uno dei piloti velocissimi con i Prototipi, Formule e vetture di Turismo disputando dei diversi campionati. Nel 1973 l’Abarth lo ingaggia come pilota collaudatore per sviluppare i prototipi continuando a disputare diverse gare di salita e diverse gare velocità pista. Oltre con la FIAT Abarth sviluppò anche le diverse vetture Lancia tra cui la Beta e la 037 Rally e soprattutto della Lancia S4, vetture che hanno segnato nella storia dei Rally. Nel periodo degli anni 70′ con la Lancia e Abarth c’è stata la possibilità di correre in F1 nella serie Aurora con una ISO-Williams, purtroppo senza successo. Da ricordare invece che alla Targa Florio 1977 conquista una brillante 3° posto al bordo di un Abarth.

Dopo l’esperienza della Lancia come pilota collaudatore diventa Manager partendo come il responsabile della gestione sportiva dell’Alfa Romeo verso la fine anni 80′. Partì con l’evoluzione dell’Alfa Romeo 75 e realizzò delle versioni da competizione Alfa Romeo 155 disputando il campionato DTM la stessa che passò alla storia battendo  le tedesche in casa loro.  Nella fine anni 90′ diventa amministratore delegato FIAT Auto Corse SpA, ma il lavoro con l’Alfa Romeo non abbandona sviluppando le nuove versioni della 156 per le gare di Turismo dove hanno raccolto pure successi. Un uomo che con la sua assenza ha anche determinato un vuoto incolmabile nelle corse italiane e del principale costruttore italiano. Un rispetto che tutti gli hanno sempre attribuito, dagli avversari, ai colleghi, fino ai piloti che con le vetture collaudate da lui hanno vinto e che con le scuderie che ha gestito hanno messo in ginocchio avversari che sembravano insuperabili.

Daniele Amore

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.