Ci sono corse che da sole valgono una intera stagione una di queste è la 24H Le Mans. Ci sono anche il Gp di Montecarlo in Formula 1, la 500 Miglia di Indianapolis, il Rally di Montecarlo, e ancora la Pike Peak, la 24H di Spa-Francorchams, e la 24H Nurburgring, ma la 24h di Le Mans è la corsa di durata più importante della storia. Più di tutte può determinare l’ascesa di un costruttore o la rovina totale a seconda del risultato che di prefigge e se riesce a raggiungerlo. La Toyota quest’anno sembrava poter vincere a mani basse, il record con la pole position ha dimostrato il potenziale della casa giapponese, ma a vincere è stata l’Audi con una doppietta. Una mazzata terrificante per l’immagine di un costruttore che lotta giorno dopo giorno proprio sul titolo di costruttore più affidabile del mondo con il gruppo Volkswagen di cui Audi fa parte. I giapponesi potranno vincere facilmente il WEC, ma non possono fregiarsi di aver vinto la corsa più importante di tutte, alla fine porteranno a casa un trofeo opaco!
Ma c’è a chi è andata anche peggio. La Nissan ha fatto grandi proclami sulla sua nuova creatura la Nissan ZEOD RC che ha fallito il suo obiettivo di dimostrare di essere competitiva girando con la propulsione elettrica per in intero giro senza perdere competitività. Invece le cose sono andate diversamente. Diverso è l’approccio che invece hanno alcuni costruttori come la Chevrolet. La C0rvette infatti costruisce la sua fama nel campionato TUDOR americano dove vince senza problemi, per gli americani correre a Le Mans serve solo a non dare campo libero ad altri costruttori come Ferrari, Porsche e Aston Martin quindi è d’obbligo esserci a prescindere da come va, per la serie ci devi essere non serve altro.
Le Mans è costellata nella sua storia di partecipazioni fallimentari che hanno quasi messo in ginocchio chi si è cimentato in questa mitica corsa. La stessa Mercedes che oggi vince in formula 1 ha un rapporto burrascoso con la 24H. Due incidenti nelle due partecipazioni hanno messo quasi in ginocchio la sua immagine di sicurezza anche sulle strade. Quello che non ci si può mai permettere è quello di arrivare a Le Mans senza mezzi, economici come tecnici, ne senza organizzazione. La partecipazione delle Cadillac del gruppo GM nella fine degli anni 90 del secolo scorso è stata emblematica. Gli americani avevano affrontato la 24h come fanno per le corse oltreoceano, in modo semplice e poco curante del dettaglio. E’ bastata un affacciata al box Mercedes di quegli anni per capire che non erano minimamente in grado nemmeno di tenere sotto controllo le vetture in pista figurarsi a vincere.
La Le Mans può essere una grande possibilità se riesci a vincerla alla prima volta che partecipi magari senza spendere cifre folli. Una delle poche volte che è successo è stato quando la BMW in accordo con la Williams ha vinto con la sua piccola, semplice ed efficace barchetta. Diverso l’approccio di Audi che continua a raccogliere frutti di anni di sviluppo e di preparazione ad una singola corsa. Un’attenzione meticolosa ad ogni singolo dettaglio per una sola gara allo scopo di ottenere il massimo per immagine dalla sua vittoria. Un successo che dura da 15 anni e che pochi costruttori sono riusciti a scalfire. Proprio per l’inefficacia di poter mettere in campo una tale organizzazione indipendente dalle capacità tecniche. Vedere i tecnici Audi cambiare intere parti della R18 E-Tron in massimo 20 minuti è impressionante per qualunque concorrente.
Una programmazione che fa lievitare i costi tagliando fuori inesorabilmente i piccoli team. Unici a poter sconfiggere l’armata tedesca sono proprio gli altri colossi come Toyota, la stessa Porsche e la Nissan che arriverà l’anno prossimo. Possiamo sembrare rettrogadi, ma questa via poterà anche nella categoria della LMP2 e delle GT ad avere sempre più team che non potendo sostenere la vittoria ne una competizione efficacie dovranno per forza di cose abbandonare. Le Mans di questo passo non si vedranno più vetture spettacolari come la incredibile Panoz LMp unica barchetta prototipo a motore anteriore , oppure le Dodge Viper gestite dal team Oreca che facevano ascoltare il loro 10 cilindri per i la campagna francese. Una situazione che la Aco deve considerare per evitare che la corsa più bella del mondo diventi terreno indiscusso di pochi eletti prima che anche loro l’abbandonino!
Daniele Amore

