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MotoGP, Misano – Debriefing

debriefing  misano

Giornata memorabile, quella di Misano, non tanto per la meritatissima vittoria di Rossi quanto per la sfida tecnica in campo: due Yamaha che danno paga alle Honda su una pista non certo eccellente per il grip deve far riflettere. Cominceremo il debriefing proprio dalla M1.

Lo scorso anno la vittoria andò a un pulitissimo Lorenzo che percorreva in piena velocità ogni curva della pista, guardandosi bene dal rallentare troppo alla corda: l’assenza di ripartenze gli consentiva di minimizzare il basso carico statico posteriore e di non perdere troppo sui rettilinei. Ricordiamo tutti come andò tra Marquez e Rossi: al Tramonto lo spagnolo frenò tardissimo ma molto composto, prese una corda molto anticipata ancora con la moto verticale o quasi e fece una traiettoria quasi rettilinea arrivando a fermare letteralmente la sua Honda proprio dove Rossi doveva mettere le ruote nella sua percorrenza. Il risultato fu per Marquez una specie di traiettoria a spigolo ritardato, ma la M1 si ritrovò la traiettoria sbarrata e dovette levare gas spezzando la linea perfetta e ripartendo lenta. La differenza di trazione in quella ripartenza obbligatoria inventata dallo spagnolo fece il resto, con la Honda che scappava sul lungo rettilineo e la Yamaha che perdeva mezzo secondo nell’accelerazione. Lo definimmo giustamente un capolavoro.

Quest’anno la M1 ha una trazione leggermente migliorata; e sarebbe un po’ più lenta nelle percorrenze a bassa velocità se non ci fosse sopra un Rossi che a casa sua decide di sporgersi dalla sua moto come a inizio anno (e come nelle ultime gare pareva fare in maniera meno decisa). Assetto alto, dunque, con elevati trasferimenti, grande agilità e tendenza al sottosterzo controllata con una guida fisica e con una media all’anteriore. Ha portato la Yamaha esattamente come la versione 2014 richiede. Lorenzo tiene la moto un filo più bassa e guida come lo scorso anno. Bravo, anzi bravissimo, ma oggi a Misano non basta: la sua accelerazione è inferiore a quella del compagno di squadra e anche l’agilità ne risente, con traiettorie obbligate e pochissimi margini nel corpo a corpo. Il secondo posto però è meritatissimo, e più avanti vedremo il perché.

Capitolo Ducati. Qualcosa è cambiato, lo dicevamo qualche gara fa. Da una parte la moto ha raggiunto un centraggio più facile, dall’altra i piloti hanno scoperto qualche vantaggio della moto italiana. Vantaggio che già esisteva in passato, ma arrivare a scoprirlo comportava da parte dei piloti un “salto” troppo grande nella guida: non era possibile, in sostanza, arrivare a scoprirlo gradualmente. In passato occorreva fidarsi alla cieca e buttarsi, e solo un pilota con un passato nelle flat track – di cui non farò il nome – poteva riuscirci.

A Misano invece, complice probabilmente la sessione di test di inizio mese, le Ducati apparivano meglio disposte alle derapate: senza contare l’ottimo Hernandez che qualcosa di bello in gara l’ha fatto vedere, perfino il pulitissimo Dovizioso non disdegnava qualche traverso ben controllato da un setting elettronico evidentemente più aperto e meno preoccupato del controllo sui carichi anteriori, dando ragione all’immenso Barry Sheene che a proposito del sottosterzo in uscita era solito dire “in curva non ho mai visto nessuno perdere l’anteriore per aver dato troppo gas”. Ecco, la Ducati è fatta così e va guidata di posteriore: la grande trazione del suo centraggio unita alla sua stabilità di direzione consente di fare ciò che gli avversari possono soltanto accennare. Occhio a quest’ultimo dettaglio, la stabilità di direzione: ne riparleremo prestissimo, ma già ora possiamo anticipare che ha a che vedere con l’accentramento delle masse. Sta di fatto che Dovizioso derapa in modo assolutamente controllabile e progressivo ogni giorno di più, alla faccia di chi pensa che lui sia un pilota con poca grinta. D’altra parte, lo dicevano pure di Eddy “Steady” Lawson…

Gomma media, assetto non più rasoterra e tanto gas per sfruttare un’eccellente trazione che continua a spingere la Ducati fuori dalle curve anche quando la posteriore slitta. Un filo più alto Iannone, lui guida più agile e in percorrenza: finchè le gomme sono nuove tutto va per il meglio, poi subisce il degrado. Bravo, per carità, ma il calmo caposquadra Ducati ha capito meglio e prima di lui qualche concetto, e giustamente gli arriva davanti. Hernandez, che dire: ancora garibaldino ma incarna da anni lo spirito Ducati meglio dei suoi stessi tecnici che fino a ieri lo cazziavano se driftava. Oggi per fortuna ci si sta ravvedendo e gli si lascia qualche margine, e lui ripaga la squadra portando forte una moto che nessuno riusciva a capire. Il mio auspicio per il futuro è che gli diano… una 2014, come dicono tutti? No, dategli una gomma media posteriore e concentratevi sull’elettronica da drifting, perché la gomma soft non arriva a metà gara. La 2013 ha tanta di quella trazione che non c’è alcuna necessità della gomma bianca. Ing. Dall’Igna, dico a lei: faccia arrivare una gomma media e un’elettronica dedicata al drifting sulla vecchia 2013, e sicuramente potrà raccogliere interessanti indicazioni sui limiti del centraggio della futura 2015.

E veniamo alle Honda. Poche scuse, hanno sbagliato tutto, dalla A alla Z. E’ semplicemente impossibile che due moto agli antipodi, la M1 e la D16, vadano benissimo su questa pista mentre la RCV, intermedia tra le due, non cavi un ragno dal buco. Lo dico da subito, fate bene attenzione: la squadra di Marquez proviene dalla Moto2, e pensare di trasferire integralmente i criteri di guida da una classe all’altra non è corretto. Come personale impressione, Marquez poteva pure stare in piedi ma non avrebbe riacchiappato Rossi. A dirla tutta, io son ragionevolmente convinto che sarebbe stato passato da Lorenzo (ecco il secondo posto meritatissimo) e perfino da Pedrosa, con ottime probabilità di doversela sbucciare anche con Dovizioso. Vediamo meglio.

La Honda ha progettualmente una trazione migliore della Yamaha: ma stavolta non riusciva a sfruttarla, questa di Misano era una moto con pochissima trazione e sui rettilinei le prendeva di santa ragione dalla M1. Cosa è successo? E’ successo che non sempre la moto più divertente per un pilota è anche la più veloce. E’ successo che Marquez si trovava bene nel drifting e ha esagerato con le spazzolate in ingresso in stile Moto2. E’ successo che la sua squadra pensava di essere al MotorShow e che la gara fosse un’esibizione di burnout.

Bè, vi do una notizia: la moto ideale per voi è la Ducati di Hernandez, l’unica che non perde troppa spinta quando scivola. Sennò si finisce come abbiamo visto: la moto spazzola gli ingressi – bello e spettacolare – ma la ruota non si aggrappa più e la moto non riesce a venir fuori dalle curve. Troppo bassa, troppo driftarola. Con un grosso limite rispetto a Ducati: le masse accentrate la portano a sbandare troppo velocemente (mai bruscamente come la M1) e il pilota deve alleggerire il gas per evitare di girarsi. Ma mentre Marquez alleggeriva il gas e bilanciava il controsterzo, Rossi salutava e spalancava. Tentare un recupero disperato con ingressi forzati e col posteriore “a bandiera” era l’unico tentativo possibile dato il settaggio sbagliato. Tentativo possibile, dicevamo, ma perdente già sulla carta: forzare l’ingresso di traverso senza il carico delle vecchie Ducati non fa che accentuare i problemi di grip in uscita, e alla fine porta anche alla perdita del controllo della moto durante l’ingresso sempre più forzato e sempre più scivolato. Una Caporetto. La serenità di Suppo a fine gara non inganni: sono arcisicuro che a saracinesca abbassata l’ottimo manager piemontese avrà con tutte le ragioni caricato l’artiglieria pesante. E prima di aprire il fuoco avrà ricordato a tutti che la moto del 2013 che sconfisse Rossi era fatta per accelerare e frenare forte, non per giocare ai traversi.

Ed eccoci a Pedrosa. Setting più alto, da percorrenza, con qualche problema all’anteriore tipico della guida di tenuta con centraggio non avanzato e moto alta. Occorreva una guida più fisica per sfruttare la Honda così assettata. Mi verrebbe da dire che occorreva una guida alla Pedrosa, e questo la dice lunga sul fatto che a mancare qui è stata la convinzione di un pilota che aveva tutte le carte per giocarsela a fondo. Poteva accelerare pulito come sa fare, aprire il gas meglio della M1 e senza perdere trazione, invece è caduto nell’errore di voler resistere agli ingressi scivolati che la Ducati di Dovizioso poteva permettersi con maggiore sicurezza. Doveva contare sull’uscita pulita, ma non l’ha fatto. E nell’uscita sporca è davvero difficile spuntarla su una D16 ormai evoluta ma pur sempre nata per accelerare.

23 Commenti

  1. Come ti spieghi che l’anno d’esordio la moto di Marquez era perfetta e quest’anno adatta allo show? Relax del pilota col titolo ormai in tasca? Voglia di fare un po’ di show ridando un pizzico di interesse ad un campionato ormai dato per scontato?

  2. se non sbaglio, l’anno scorso il signorino aveva la squadra di stoner.

    comunque, si vedeva la voglia di rossi di vincere, si sporgeva più di marquez 😛

    pedrosa mi ricorda un po’ melandri, sempre demoralizzato e/o con poca voglia, tranne una o due gare all’anno in cui decide di impegnarsi e vince senza patemi. persone strane!

  3. quando a rossi come ad altri piloti gli e’ stato chiesto di guidare ducati in un certo modo , rossi & company fondamentalmente non sono stati in grado di farlo.

    oggi , per i motivi esposti chiaramente nell’articolo, MM avrebbe dovuto rinunciare alla sua guida spettacolare “supermotard” cambiare assetto e guidare un po’ piu’ alla “pedrosa” …

    eccola domanda … dopo 11 vittorie su 13 …puo’ capire un campione come MM che ogni tanto deve rivedere uno stile cosi’ vincente (in questo momento e queste gomme) ??

    siamo sicuri che levati i suoi superpoteri funambolici , MM sia meglio di pedrosa (un maestro) con lo stesso assetto??

    ed in effetti come hai scritto , sono piu’ stupito di Pedrosa che di MM …. : MM ha fatto il MM , Pedrosa non ha fatto il Pedrosa… 🙂

  4. Verissimo: quando il tuo pilota di punta pretende di avere attorno la sua vecchia squadra è difficile dirgli di no. E quando lo stesso pilota, con 11 vittorie in tasca, ti dice che si trova bene con quell’assetto, è praticamente impossibile spiegargli che forse non è il più adatto. E dopotutto, se lui se la sente e afferma che diversamente non riesce a spingere al 100%, è giusto lasciargli l’ultima parola. A patto di mettere bene in chiaro un dettaglio: fai la scelta che vuoi, ma assumitene la responsabilità. Ed ecco saltar fuori la dichiarazione di Marquez “ho sbagliato io”, cosa che peraltro fa pensare al grande pubblico un normale e umanissimo errore di guida. L’errore in realtà è stato fatto a monte con una scelta personale, ma almeno la gestione del Team ne esce senza danni. Marquez poteva capirlo prima? La risposta è no, non poteva. Perchè è un pilota e non ha le basi per entrare in discorsi così tecnici. E in fondo non è compito suo. E’ lì che deve intervenire un ingegnere di macchina per spiegargli i dettagli e farlo ragionare. Per cercare di fargli prendere in considerazione altri elementi. Ma il capotecnico viene pure lui dalla Moto2…

  5. Spero che dopo questo articolo chiarificatore tutti si rendano conto di quello che scriviamo da almeno tre anni : Jorge Lorenzo re della percorrenza guida una 250cc cicciona alias una M1, Marc Marquez, re dell’ ingresso intraversato in curva, guida una Repsol HRC da 1000cc come una Honda Moto2 da 600cc ….. antrambi in quelle classi hanno vinto mondiali ….

  6. Ok d’accordo, setting sbagliato e tutto il resto. Ma Marc quando è caduto era a meno di mezzo secondo da Valentino, non a 2 secondi. Che poi Valentino avrebbe vinto lo stesso, questo è sicuro e pacifico,e ne sono convinto. Ma che Marc sarebbe arrivato dietro a Lorenzo e Pedrosa questo no, non ci credo proprio.

    Poi non ho capito che c’entra il cambiamento di squadra, dove ha cambiato un paio di meccanici e basta (tranne Gabarrini che si occupa delle Open). Santi Hernandez è sempre lì, il suo elettronico è sempre lì etc etc. Marc cosi ha guidato pure nel 2013, ma era al primo anno e non gli si poteva di certo chiedergli di vincere al debutto. Insomma era Valentino che aveva la carogna dentro e voleva vincere, ma Marc era lì, roba di mezzo decimo di differenza sul passo. Ha detto che stava controllando e si è distratto? Io gli credo, Federico non gli crede. Secondo me è l’unico che riesce davvero a fare la differenza oggi come oggi, anche quando non è completamente al 100%. Ha fatto un errorino? Bene, la prossima volta non lo farà più, ha sempre 21 anni….

  7. Continuo a non capire cosa abbia avuto di diverso dal solito la gara di Marquez (a parte il risultato). Nelle altre piste da ripartenza e bassa aderenza ha adottato un altro stile con diverse regolazioni?

  8. Io invece credo che più una moto è sviluppata attorno a un solo pilota questo la sfruttare meglio degli altri. Ora come ora la honda Marquez potrebbe fare al massimo terzo o in maniera occasionale qualche vittoria. Tutti i piloti Honda per un motivo o l’altro non danno garanzie. Curioso di vedere Redding come andrà . Carl invece farà peggio di Pedrosa se continuerà a cercare percorrenza.
    Federico con la gomma media e un elettronica da drifting a Hernandez come ai tutti i piloti ducati i problemi a centro curva come andrebbero via? Quali limiti di centraggio potrebbe avere la desmo 2015?

  9. Lorenzo é andato nel pallone quando ha visto Marquez fare il diavoletto. Credo che insieme a Pedrosa soffre tanto Marquez. Il passo per arrivare sempre secondo l’aveva. Valentino aveva un passo da paura ma credo che con una qualifica migliore poteva andarsene molto prima ed evitare la bagarre.
    Vale solo da metà gara in poi ha uscito il suo vero passo..

  10. DJ: Marc è caduto nella prima metà della corsa, anche secondo me Lorenzo avrebbe avuto la meglio su di lui. Non era la prima avvisaglia che dava la moto, gli aveva chiuso il davanti già almeno due volte (da quello che ho visto in TV e dalle immagini Dorna).
    Probabilmente non avrebbero tenuto le gomme un ritmo del genere.

    Non sarà che magari la Honda si sia un pò spostata nello sviluppo?? A me sorprende, in negativo, la stagione di Pedrosa. Continuo a non capire se è una questione fisica o tecnica

  11. Smeriglio a me sorge il dubbio che honda stia cambiando la sua moto e distribuzione dei pesi in funzione della Michelin ma anche nella ricerca di più maneggevolezza e percorrenza proprio come Yamaha

  12. Jorge Lorenzo deve decidere se vuole o no attraversare la linea che demarca la percorrenza dal recupero anticipato della moto in uscita raddrizzandola prima e quindi per farlo sporgendsoi molto fuori come appunto fa Valentino Rossi, lui lo sa benissimo, ogni tanto si vede che ci prova e poi ci ripensa, ma é un gran pilota dategli tempo e vedrete che perderá la sua proverbiale fluiditá di percorrenza e sporcando un tantino la guida ne viene fuori in modo piú redditizzio ed allora saranno dolori per la Honda.

  13. Aseb la messa a punto di base trovata da Galbusera e squadra potrà tornare utile a partire da aragon? Lui dice di essere convinto che se la trovavano già durante test invernali i risultati potevano essere migliori di quanto fatto finora

  14. Io penso che dipenda molto da come Valentino Rossi decide di guidare cioé tirandosi la M1 dentro in curva come appunto a fatto a Misano. Se diventa continuativo con quetso stile di guida allora il setting lo hanno sicuramente trovato.

  15. Alfa86 detto in altre parole deve tenere la M1 un tantino piú bassa di dietro e lui sporgersi un tantino di piú fuori ed avrá piú trazione in uscita di curva.

  16. Aragon sarà un bel banco di prova. Lì vedremo se la Yamaha ha superato la Honda e se Misano è solo stata una pista no per la Honda. Credo che le Honda andranno forte e Marc, se non gli verrà il braccino, potrà vincere abbastanza agevolmente. Se gli verrà il braccino vincerà una Yamaha 😀 Marc dovrebbe vincere il titolo a Motegi e una volta fatto ciò, credo che poi vincerà le ultime 3 gare in lizza, correndo libero e spensierato 😀

  17. Penso che ad Aragon vedremo una ducati molto competitiva . Magari potranno spingersi un po di più almeno per un turno con la nuova moto nelle regolazioni.
    Ad Aragon difficilmente Marquez e i suoi sbaglieranno i setting.

  18. Domanda sul fronte Ducati, dalle dichiarazioni fatte sul nuovo motore (già sulla GP14.5) la moto del prossimo anno avrà sempre il telaio perimetrale invece dello scatolato.

    Ducati che ha posizionato il marchio nel mercato anche grazie al trasferimento su strada di soluzioni vincenti in pista non credete che dovrebbe pensionare la panigale in favore di una nuova supersportiva con telaio perimetrale?

    altrimenti diventerebbe come honda che per le competizioni utilizza un 4 cilindri a V e per i clienti vende supersportive con 4 cilindri in linea (il v4 lo riserva alle granturismo sportive…..)

  19. Il motore della gp14.5 non andrà nella gp15. Cambiamenti bisognerà farne prima di arriva al layout definitivo . In questa nuova desmo ci sono soluzioni che l’ingegnere ha pensato e che andranno verificate.
    Ma in sbk la honda appena si decide farà una moto nuova col motore derivato da quello dell’attuale open . Non so quando ma arriverà. Sulla ducati invece fare un v4 manco a parlarne. La Panigale avrà un motore nuovo di 1299 cm e circa 10 cavalli in più dell’attuale. Si continua ancora col bicilindrico quando bisognerebbe voltare pagina. I rivali col regolamento rivisto troveranno lo stesso il modo di fare andare forte i loro motori 4 cilindri. . Tra l’altro la stessa Panigale è ormai a limite di sviluppo.

  20. Bisogna vedere come son fatte le regole… Come EVO attualmente le Ducati sembrano promettere piuttosto bene.
    E ci sarà da vedere che succederà dopo il primo anno.

  21. Rossi dice di non poter guidare “Marquez style” a lungo perchè troppo dispendioso fisicamente soprattutto per lui che è longilineo. Al contrario nel GP di casa ha dimostrato di poterlo fare per tutta la durata della gara. Forse a Misano è riuscito a guidare sporgendosi fino al termine della gara grazie ad un setting particolarmente agile della m1? Che abbiano capito come aiutarlo a guidare in quella maniera?
    O tutto è dovuto soltanto alla sua motivazione extra?

    PS Sono andato a vedere le qualifiche e la differenza di stile tra Jorge e Valentino è molto evidente; ero appostato in modo da vedere molto bene la curva 1. Jorge sembrava quasi tutt’uno con la moto, pulitissimo, la sua è la moto che si muoveva di meno… anche valentino riusciva ad essere molto preciso nella traiettoria.. spalle molto più basse. Ma ragazzi Marquez… non guida nessuno come lui!! moto da tutte le parti, entra in curva tutto storto..sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro.. è arrivato lungo un paio di volte. E’ proprio un marziano XD

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