Amarcord: GP Giappone 1976

1976-MontFuji-312T2-LaudaSituazione di partenza per questo Gran Premio indimenticabile del Giappone, a Fuji, nel 1976: Niki Lauda era in testa con 68 punti davanti a James Hunt con 65 punti. Era il 24 ottobre. Il 1° agosto Lauda, sul Nurburgring, era stato coinvolto in uno spaventoso incendio, da cui si era miracolosamente salvato. Dopo il primo allenamento sul circuito di Fuji, lungo 4.3 km, un fatto era certo: questa finale del Campionato Mondiale sarebbe stata uno “psycho thriller”.

Lauda-Hunt, aspiranti al titolo, partivano dalla terza fila. Gli avversari, tuttavia, promisero di preparare il tappeto rosso per le due super-star: tutti semafori verdi, avrebbero dovuto avere via libera. Jody Scheckter li prese in giro: “la cosa migliore sarebbe lasciarli girare da soli per tutti i 73 giri”. Nella notte antecedente la domenica arrivò la temuta pioggia. La nebbia calò su Fuji. Si poteva partire? I piloti non erano d’accordo. Rimandare a lunedì? Tutte le possibilità vennero discusse. Hunt e Lauda erano contro una partenza. Si dovette tuttavia dare il via, sotto pressione di 70000 spettatori, sempre più irrequieti perchè la partenza veniva rimandata.

Dopo due soli giri Lauda era ai box. Si tolse il casco. La sua Ferrari fumava, il suo team stava nella pioggia, paralizzato dal terrore. “Nella vita ci sono cose più importanti di un Campionato Mondiale, e cioè vivere”, furono le prime parole di Lauda. Audetto prese da parte Niki; sconcertato, scioccato, comprendeva già la portata di questa affermazione: “Dì che si tratta di un guasto al motore, dì quello che vuoi, la scusa la troviamo noi”. “No” rispose Lauda, “Diremo la verità. Tutto ha una fine. In queste condizioni di volo cieco, finisce ogni cosa. Non sono disposto ad ammazzarmi”.

1976-fujiLauda, in decima posizione già al primo giro, riassunse: “Venne buio, si perdeva l’orientamento, non si riusciva a vedere la pista, gli avversari, le curve e nel bagnato nemmeno le ruote anteriori”. Hunt continuò in quinta posizione dopo un cambio dei pneumatici. Per il titolo aveva bisogno però di un quarto posto. John Surtees, su richiesta di McLaren, fermò Alan Jones: un regalo ad Hunt.

Quando Regazzoni uscì di pista, Hunt guadagnò la terza posizione e divenne Campione del Mondo del 1976 con un punto di vantaggio su Lauda. Dopo 20 giri le condizioni avevano iniziato a migliorare  velocemente. Cessò di piovere, la nebbia si dissolse. Ma questo Niki non poteva prevederlo.

Il ritiro di Fuji ebbe sostenitori e avversari. Fra coloro che non capirono la decisione di Lauda vi fu Jochen Mass: “Niki non avrebbe dovuto rendersi la vita tanto difficile. Se avesse continuato avrebbe vinto”. Anche Enzo Ferrari fu seccato. Ma chi, di coloro che criticavano, era mai stato per 40 secondi nel fuoco, come Niki?

2 Comments
  1. Veramente affascinante questa epoca della F1…. Riguardo questa storia, ci sono fonti che affermano(http://it.wikipedia.org/wiki/Niki_Lauda) che la gara dovette partire a tutti i costi per via dei contratti televisivi e per gli sponsor che non tollerarono un rinvio o una eliminazione del gran premio, ma che tutti i piloti presero un accordo verbale: avrebbero dovuto tutti ritirarsi dopo pochi giri. Così fece Lauda e pochi altri, mentre la maggior parte dei piloti, lo scaltro Hunt compreso, continuarono a correrre, in barba all’accordo. Possibile?

  2. Fu l’unico modo per Hunt di vincere un titolo!

    Per chi non lo conoscesse, c’è un film stupendo su Lauda ed Hunt,
    mi pare si intitoli Rush, assolutamente da vedere!

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