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Prost-Senna Suzuka 22 Ottobre 1989, Il punto di vista di un adolescente di allora!

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Normalmente un ragazzo sedicenne quando arriva il sabato esce con gli amici, va in pizzeria, o per i più fortunati in discoteca, o passa la serata con la sua fidanzatina,  ma quando un sedicenne la ha sfortuna di essere un appassionato di motori e si trova a vivere la sua adolescenza nel 1989, il sabato 22 ottobre, quando dice a tutti amici  e fidanzata che deve andare a letto presto perchè alle 04 del mattino c’è la partenza del Gran Premio del Giappone, tutti lo guardano come se fosse un vero marziano. Chi scrive aveva non solo la pecca di essere un appassionato di motori, ma anche l’aggravante di portare al collo, cosa che ancora oggi vanta con immenso orgoglio,  un cavallino rampante oro zecchino.  In quell’anno, alzarsi alle quattro per vedere l’ennesimo dominio McLaren ed una nuova disfatta Ferrari era agli occhi di tutti i cosiddetti normali, una cosa che rasentava il mero masochismo, e la follia allo stato puro.

Senna-e-Prost-Suzuka-1989La verità è che un po tutti eravamo con il fiato sospeso per sapere se il campione del mondo in carica Ayrton Senna Da Silva poteva sfruttare l’ultima occasione che gli restava per recuperare il distacco che ancora lo separava dall’acerrimo nemico e compagno di squadra due volte campione del mondo Alain Prost.  A dirla tutta,  in cuor degli appassionati Ferrari si sperava un un bel patatrac tra i due è che magari Nigel Mansell, rientrato dopo la squalifica per  l’immensa e sconsiderata, manovra di speronamento ai danni di Senna al Gp del Portogallo, o anche Gerard Berger alla guida delle Ferrari entrambe in seconda fila potessero approfittarne per regalare un altra piccola gioia ai tifosi per ripagare la levataccia. A dire il vero,  per come Senna aveva stracciato Prost con più di un secondo di vantaggio su una pista tecnica come Suzuka alle qualifiche del sabato c’era ben poco da sperare. Ci si aspettava che il brasiliano partisse al comando dominando e rimandando il discorso mondiale all’ultima gara in Australia. Invece succede quello che non ti aspetti da una Formula 1, che nonostante il dominio incontrastato di una sola squadra,  anche in piena notte sapeva come tenerti sveglio. Alain Prost dalla seconda posizione parte meglio di Senna. Tutta la prima parte della corsa il pilota Francese ha un passo imprendibile per Senna. Prost giro dopo giro mette un po di preziosi secondi tra se e il campione brasiliano. Anche dopo il cambio gomme le cose non sembrano cambiare. Ma dopo la metà corsa qualcosa cambia. Senna si sveglia dal suo torpore, forse si rende conto che non può cedere il titolo così facilmente a Prost. Il brasiliano comincia a girare come solo lui sa fare, il distacco si riduce. A Prost non basta amministrare non ha sufficiente vantaggio e non sembra averne più per tenere il passo di uno scatenato Senna come Il buon Poltronieri continuava a dire dal commento della Rai.

89jap34Si arriva fatidico giro 46. Senna non è ancora nella scia della McLaren del compagno. E’ velocissimo,  esce dalla terrificante 130R come un missile arriva alle spalle del pilota Francese come un predatore sulla preda. Prost forse non riesce ben a capire quanto sia veloce dagli specchietti Senna,  ne quanto sia distante dalla sua coda, fatto sta che inizialmente non accenna alla difesa nell’affrontare la variante del Triangolo, quella che ancora oggi modificata si trova prima del traguardo di Suzuka. Senna potrebbe aspettare, non ha ancora il contatto diretto, ci sono ancora altri giri da fare e Prost è in evidente difficoltà. Ma il brasiliano come un leone infuriato non può non azzannare la preda ferita. Si lancia nel sorpasso anche senza aver preso la scia con una staccatona come direbbe un altro mito della cronaca televisiva Andrea De Adamich si infila all’interno della monoposto del compagno. Ma Alain Prost è un pilota che ha alle spalle due titoli mondiali, esperienza da vendere, forse meno talento puro, e meno velocità assoluta, ma non è una preda indifesa, è invece un altro leone che si trova con le spalle al muro.  Come ogni animale ferito reagisce in modo scomposto all’attacco del leone brasiliano. Prost chiude improvvisamente la traiettoria piegando bruscamente su Senna verso l’interno. Il brasiliano è lanciato non può evitare il contatto, la variante del triangolo è troppo piccola e stretta perchè due vetture ci passino e le due McLaren finiscono per toccarsi.

Le monoposto si fermano nel bel mezzo della variante bloccate una incastrata nell’altra. Alain Prost, pensa che la cosa sia finita in quel momento e si appresta a scendere dalla macchina in tutta fretta, del resto sono in traiettoria di una frenata con le altre monoposto che dovrebbero arrivare a 320 all’ora! Ma dietro non c’è nessuno, i due hanno fatto letteralmente il vuoto siderale. Senna non si da per vinto,  appena i commissari sganciano le monoposto, lui ingrana la prima, all’epoca le McLaren Honda erano romanticamente a cambio manuale ed evitando i rallentatori nella via di fuga passa attraverso la vecchia pista per congiungersi la rettilineo box. La bianco rossa monoposto di Senna è comunque danneggiata ed è costretto a rientrare per cambiare ala anteriore e  le gomme. Intanto il primo che arriva ad approfittarne non è uno dei due Ferraristi come tutti avevano sperato, ma bensì Alessandro Nannini con una coloratissima Benetton. Senna esce dai box, e con gomme nuove al giro 5i recupera il gap sulla Benetton dell’Italiano, lo passa e va a vincere, il Gp del Giappone, rimandando la lotta per il titolo al Gp dell’Australia.

Tutto ciò prima che una secchiata di acqua fredda riportasse con i piedi per terra il brasiliano. Infatti i commissari di gara, ritengono che il pilota brasiliano nel rientrare in pista superando la variante del triangolo passando nella via di fuga abbia commesso una irregolarità.  In sostanza fu  messo un principio che ancora che vige ancora oggi. Quello che non è possibile superare una variante,  e se lo si deve fare per necessità e sicurezza,  questo non deve portare un vantaggio. La punizione fu esemplare, Senna fu squalificato. I commissari paralavano del taglio di Senna come un atteggiamento  pericoloso per la sicurezza degli altri piloti.  La lotta per il mondiale finì in quel Gran Premio con Alain Prost per la terza volta campione del mondo piloti.

L’immagine con cui aprì la celebre trasmissione dell’epoca Gran Prix alle ore 12 della domenica,  mostrava il brasiliano nella sala stampa di Suzuka con le gambe distese su un tavolo, immerso nella sua solitudine a fissare le tribune vuote della pista giapponese sono lo specchio di tutte le emozioni che Senna provava in quel momento. Nemmeno il più fantasioso e bravo regista di Hollywood poteva mai immaginare di chiudere il mondiale di Formula 1 1989 con un immagine più suggestiva triste e al contempo drammatica. Quella però non era la fine del film,  era solo la fine del primo tempo.  L’epilogo si sarebbe vista esattamente un anno dopo sulla stessa pista. A noi sedicenni di allora, che non avevamo internet, non eravamo connessi con i social network non restava altro che andare al bar sotto casa all’alba, ordinare un bel cappuccino caldo, un cornetto, ed aspettare un altro pazzo con una maglietta con la S gigante sul davanti a fare da contraltare al cavallino oro rampante, che  moriva dalla voglia di discutere su chi avesse ragione o torto, una discussione che continua ancora oggi, nello stesso bar con lo stesso cornetto solo con qualche capello grigio in più o in meno per chi è stato poco fortunato.

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Daniele Amore

 

3 Commenti

  1. Grazie. Ho provato a portare la mia Formula 1 a chi oggi ha la stessa età e sta vivendo il duello Hamilton-Rosberg.

  2. molto bello, una f1 che aveva un gran fascino e che ha fatto la storia. bei duelli e piloti che hanno fatto la storia. quando c’era meno tecnica e meno elettronica si vedevano i veri piloti e ciò che erano in grado di fare. cercare di raggiungere la perfezione ha fatto finire questa categoria

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