
L’inizio della gara vede un acceso duello fra motori aspirati e turbo, fra Keke Rosberg (Williams-Cosworth) e il leader della gara Patrick Tambay (Ferrari turbo). Il primo attacco del finlandese finisce in un testacoda, il secondo in una collisione con Tambay. La gara del francese è finita, ma Rosberg rimane in testa per pochi secondi prima di vedersi eliminato a sua volta dopo una collisione con Jarier su Ligier-Cosworth. A questo punto Laffite al volante della seconda Williams-Ford si ritrova al comando, ma nel frattempo le due McLaren-Ford di Lauda e Watson guadagnavano posizione dopo posizione, apparentemente senza la minima fatica. La spiegazione di Lauda a fine gara è chiara: “Col passare dei giri, la pista di Long Beach si è per così dire “michelinizzata”, mentre tutti i concorrenti con gomme Goodyear si sono trovati in grande difficoltà”. Quando il pilota austriaco accusa dei crampi, si fa passare dal compagno Watson. Dopo il 45° dei 75 giri previsti, il duo McLaren si trova in testa alla gara.
Alla fine Watson vince la gara con quasi mezzo minuto di vantaggio su Lauda. Il terzo posto va alla Ferrari di Arnoux, ed è l’unica vettura turbo ad arrivare in zona punti, perchè il quarto, quinto e sesto posto vedono la Williams-Ford di Laffite, la Arrows-Ford di Surer e la Theodore-Ford di Ceccotto, per il quale si tratta del primo ed ultimo punto conquistato nella sua carriera in Formula 1.
Con questa rocambolesca edizione, l’ottava in tutto, si è chiusa la parentesi della Formula in questo veloce e pericoloso tracciato cittadino, dove nel 1980 il nostro compianto e indimenticato Clay Regazzoni fu vittima di un terribile incidente che lo resero per sempre paraplegico.
