La Nissan Juke la vettura che ha create letteralmente il segmento delle piccole Urban Suv. Prima di lei non esisteva un segmento di mercato che nel giro di qualche anno è diventato uno dei pochi che continua a crescere in modo importante. In segmento che diventa sempre più affollato. La Juke quando è arrivata essendo la prima poteva contare sulla novità di un design completamente di rottura. Uno stile che non ha compromessi, fatto di muscoli pronunciati, e di linee tese unite a curve ben definite per un insieme che o piace veramente tanto o lascia gli automobilisti indifferenti. I tecnici Nissan nel momento in cui hanno dovuto prendere le matite per sistemare la linea della Juke per far fronte all’agguerrita concorrenza hanno sapientemente messo mano solo ai dettagli, senza toccare un insieme che ha fatto la fortuna della crossover Nissan. La versione in prova è la Juke 1.5 dci 110cv Tekna, il modello di punta della gamma. Salendo a bordo della Juke, ci si trova seduti con una postura alta ma che non rinnega una certa impostazione di guida sportiva a gambe semidistese. Avremmo preferito lo schienale del sedile regolabile in modo continuo e non a scatti, ma soprattutto manca la regolazione in assiale dello sterzo che consentirebbe di trovare una ottima postura per tutte le taglie. Lo stile della plancia ricalca quello degli esterni, I comandi anche quelli più lontani sono facili ed intuitivi.
La strumentazione è divisa in due sezioni, con i classici strumenti circolari davanti al pilota di grande dimensioni con al centro un piccolo computer di bordo, ed un secondo display un pò più in basso al centro della plancia talmente ricco di informazioni sulle varie modalità di guida della Juke che si fa perdonare anche la pessima posizione in sui è stato situato. L’impianto di navigazione invece posto in alto, con uno schermo di buone dimensioni, appare efficacie e di facile utilizzo. Il Climatizzatore è di tipo mono-zona, condivide il display di controllo con il sistema D-Mode. Si tratta di un impianto che non brilla per potenza e precisione nella funzionalità automatica. Considerando il livello di allestimento Tekna, il più completo, ci saremmo aspettati un impianto bi-zona, più efficace con un display indipendente per il controllo del microclima di bordo. Nella parte superiore della strumentazione si staglia una piccola copertura per i riflessi in pelle. Un elemento che si distingue in modo decisamente netto dal restante materiale di cui è composta la plancia. Un contrasto forte che mette in risalto l’abbondante uso di plastica dura per tutte le componenti. Anche gli inserti verniciati a lucido appaiono piuttosto delicati, si fa fatica ad immaginare che possano resistere all’usura del tempo in modo efficace.
Spazio
Lo stile particolarmente ricercato della Juke, influisce in modo importante nella gestione degli spazi interni. Davanti si sta bene, anzi il tunnel centrale rialzato abbraccia pilota e passeggero pur lasciando ampia libertà di movimento. Dietro le cose si fanno molto più complesse. La linea di cintura alta con la finestratura piccola, il profilo rastremato del tetto, non lascia molto spazio agli occupanti del sedile posteriore. Su divanetto dietro ci stanno due persone di taglia media, un eventuale quinto passeggero è consigliabile ospitarlo solo per brevi tragitti. La situazione non migliore per il bagagliaio. I tecnici Nissan si sono impegnati al massimo con alcune soluzioni intelligenti come ricavare un secondo pozzetto al posto del vano ruota di scorta, ma la capienza rimane limitata nonostante le dimensioni esterne delle vettura. Difficile pensare che si possa andare oltre al valore di 300 litri. Utilizzando il divano posteriore abbattibile si migliora il vano di carico, ma non diventa mai adatto al carico di grossi volumi.
Confort
Mettendoci in marcia si apprezza la visibilità anteriore della Juke. La sua particolare posizione delle luci anteriori, sulla parte alta del cofano motore danno una chiara indicazione degli ingombri del muso della crossover Nissan. Dietro le situazione si fa difficile. Il lunotto piccolo, i finestrini eccessivamente piccoli e i montanti molto spessi, non aiutano di certo. Un plauso ai tecnici Nissan che hanno previsto in alternativa al navigatore il sistema di telecamera con ben due funzioni. Infatti il display mostra sia la posizione degli oggetti posteriori con le linee guida per parcheggio, che la visione dall’alto della Juke per tenere sotto controllo tutto ciò che succede nelle vicinanze dell’automobile. Su strada bastano pochi metri di una strada mal messa per capire che la Juke ha un assetto decisamente rigido. L’immagine esterna di sportività è proiettata direttamente sul set up delle sospensioni. La conseguenza sono scossoni abbastanza importanti agli occupanti. Buona la insonorizzazione. La sonorità del 1.5 Dci non è mai penetrante, solo agli alti regimi si fa sentire con una certa insistenza senza mai diventare veramente ruvido.
Prestazioni
Questa versione del 1.5 dci è quella di punta con 110cv. A dire il vero questo motore ha dimostrato di avere una grandissima dote di elasticità. L’erogazione di potenza è sempre fluida e costante, si sente veramente poco l’intervento del turbo. Può funzionare con due modalità di marcia. Attraverso il comando D-Mode il conducente può scegliere la funzione ECO con il motore che diventa sommesso, un po pigro, e la modalità Sport. In questa condizione, migliora il suo carattere, la spinta si fa sentire di più, l’acceleratore diventa molto più pronto, ma manca sempre quel pizzico di cattiveria che un motore con questo livello di potenza farebbe intuire. Spingere fino al limite dei 4000 giri ed oltre appare praticamente inutile, meglio usare l’ottimo cambio per far lavorare il propulsore sfruttando la sua ottima elasticità ai regimi medio bassi. La mancanza di cattiveria che si fa sentire nelle prestazioni assolute. In accelerazione la Juke non va oltre un modesto 11 secondi nello scatto dallo 0-100, il problema è che nonostante la buona dose di coppia ai bassi regimi, anche la ripresa nelle marce alte fa fatica a spingere in modo vigoroso la juke. Nel classico passaggio dalle velocità media per il superamento dei veicoli lenti, la crossover Nissan costringe il conducente all’uso costante del cambio per togliersi dagli impicci.
Su strada
In verità al driver della Juke non dispiacerà usare spesso il cambio. La leva in posizione rialzata quasi stile rally, con gli innesti sempre precisi e che non disdegnano mai un uso intenso anche sportivo, consente sempre innesti puntuali e precisi. L’assetto piuttosto rigido della Juke, trova la sua dimensione non appena si lascia la città per andare a caccia di curve. Nella modalità Sport, lo sterzo diventa più consistente, recuperando anche una certa precisione, una piacevole sorpresa considerando che si tratta di un veicolo a baricentro alto, notevole anche la sua progressione, ma soprattutto la reattività del comando. La juke si inserisce in curva con una certa vivacità. A dirla tutta se si osserva il display centrale dove c’è il monitoraggio della forza G laterale ci si accorge che la crossover Nissan non è poi così tanto più veloce in curva rispetto alla concorrenza diretta, ma ha dalla sua un fattore ludico nel comportamento decisamente marcato. La Juke mostra decisamente la volontà di trovare subito il suo appoggio in curva, l’avantreno sorprendete per la sua capacità di resistenza al sottosterzo. Il muso non perde mai la traiettoria in modo improvviso, se proprio il conducente dovesse insistere la perdita di aderenza avviene sempre con notevole progressione. I più smaliziati con il volante, potranno anche divertirsi a spostare il carico tra avantreno e retrotreno per chiamare a lavorare il retrotreno. Con il passare delle curve, ci si diverte, il pensiero che va alla versione Nismo di questo modello. Improvvisamente l’idea di Juke con la potenza giusta e le specifiche Nismo, mettono un certo buon umore. Il telaio della corssover Nissan è abbastanza solido e ben calibrato da sopportare potenze superiori a quelle che vengono dal 1.5 dci da 110cv. Con un uso accorto dei freni si può decidere lo spostamento della coda utile per innescare un leggero sovrasterzo che consente di passare da una curva all’altra in modo sempre sicuro e divertente. I tecnici Nissan sono stati abbastanza fiduciosi nel loro lavoro con il set up da consentire l’esclusione dell’ESP, consigliabile solo ai driver più esperti, tanto la Juke rimane divertente anche con il sistema attivo, che ricordiamo resta una ottima ancora di salvezza se si dovesse esagerare. Un dettaglio da tenere in conto quando si guida in modo allegro, è l’affaticamento dei freni. L’impianto ha una giusta potenza ma non adatto ad un uso sportivo, I freni soffrono il peso, pur rimanendo modulabili, se si usano in modo eccessivo si rischia di mettere seriamente sotto sforzo l’impianto. Considerando la dimensione da 18 pollici dei cerchi in lega si poteva optare per un impianto maggiorato almeno in opzione.
Costi
La particolare indole del motore, trova una sua giustificazione non appena si tengono d’occhio i consumi. La Juke nelle due modalità di guida può passare da basso nelle modalità sport a bassissimo nelle modalità eco. In sostanza la crossover Nissan consuma sempre poco a prescindere dallo stile di guida. Nel corso della nostra prova i consumi si sono attestati sempre sui 18,5 Km/l sia che si vada piano che si sfrutti al massimo le doti di assetto e motore, al punto che per la maggior parte del tempo il conducente tende a tenere la Juke in modalità Sport lasciando la modalità Eco solo al traffico cittadino per una migliore modulabilità dell’acceleratore per il confort generale. La Juke nell’allestimento Tekna in prova è la più ricca nella dotazione. All’ingenuità del condizionatore monozona, fanno da contraltare una serie di dispositivi fondamentali come la retrocamera con doppia funzione, navigatore satellitare, con impianto stereo e sistema Easy Access. Buona anche la dotazione dal punto di vista della sicurezza con la solita nutrita batteria di Airbag, i sistemi di controllo del cambio di corsia ed il controllo degli angoli ciechi degli specchietti di serie. Le uniche concessioni alla lista degli accessori a pagamento riguardano diversi tipi di cerchi in lega di varie misure, l’esemplare in prova aveva quelli da 18 pollici bruniti dal costo di 900 euro, ed il bel colore Rosso Mars per un costo di 600 euro. Alla luce di ciò il prezzo di 24 mila euro completa di accessori, appare ancora abbastanza alto, ma parzialmente giustificabile dal fatto che non va quasi messa per nulla mano alla lista optional.















