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Debriefing 2016 Argentina – Termas de Rio Hondo

Debriefing Argentina

Gara davvero ingiudicabile, spezzata in due parti a causa di un grossolano errore di valutazione del nuovo gommista. Sull’argomento ne abbiamo già discusso in un articolo a parte, con qualche precisazione nei commenti, quindi oggi lo daremo per scontato e ci occuperemo delle motociclette dal punto di vista tecnico, pur con tutte le difficoltà del caso. Difficile fare un debriefing qui sulla pista di Rio Hondo.

Il tracciato bagnato a macchia di leopardo dava sulla carta un vantaggio alle moto con maggiore motricità, quindi la vittoria di Marquez era prevista, così come la debacle di Lorenzo. Ciò che non era previsto era che le altre Honda arrivassero così distanti, sinceramente da Pedrosa e Crutchlow era lecito aspettarsi qualcosa di meglio.

Concentriamoci dunque sulle anomalie. Prima su tutte la Yamaha di Rossi, escludendo in partenza che le due moto fossero diverse. Purtroppo una corretta analisi prevedrebbe l’esame delle gomme a fine gara, ma sembra che i team siano tutti molto gelosi di questi dettagli e non ci è stato possibile trovare le immagini a fine gara. Non resta che pensare a qualche differenza sulla pressione della gomma, magari dovuta alla differenza di tempo nel riscaldamento sotto termocoperta.

Certo è che la moto era abbastanza “sulle uova” rispetto a quella utilizzata nei primi giri. In alternativa, posso solo pensare che con una pista che andava asciugandosi la sua mescola si muovesse un po’ troppo. Mancava il tipico ingresso fulminante, con la moto che entra in curva come un coltello entra nella ricotta; e ogni volta che ha provato a forzare, finiva largo a centro curva e in uscita. Più che un problema di freni pareva davvero un problema di grip sull’avantreno. Sono solo ipotesi, senza l’analisi delle gomme è impossibile dire qualcosa di più preciso. Peccato, il potenziale c’era tutto e Rossi stava dando lezioni a chiunque.

Debriefing ArgentinaSpesso si dice che due coincidenze sono un indizio e tre coincidenze sono una prova. In ingegneria meccanica le cose non stanno così, e due coincidenze sono già una prova. La moto di Redding è una GP15 e ha rovinato la corona come la GP15 di Dovizioso al Mugello lo scorso anno, e tanto basta per rilevare un punto critico su quella versione: la distanza tra il pignone secondario e il pivot è eccessiva rispetto alla lunghezza (o cortezza) del forcellone, e questo determina un eccesso nella variazione della tensione catena durante la corsa della sospensione posteriore per banali ragioni trigonometriche. Basta una catena appena lasca ed ecco che la catena viene centrifugata sulla corona e lavora solo sulla punta dei denti. Da lì in poi la corona ha i minuti contati.

Eccellente prestazione per le nuove Ducati, soprattutto molto maneggevoli. Dovessi giudicare da qui, direi che la Ducati è la moto migliore del lotto, cosa che lo scorso anno – nonostante i risultati eccellenti delle prime gare e l’entusiasmo di tanti cronisti – non rilevavo. La facilità con cui Dovizioso si è infilato all’interno di Rossi e di Iannone cambiando traiettoria all’ultimo metro è sicuramente degna di nota, bravissimo Dall’Igna.

Debriefing ArgentinaPer tutti gli altri, una gara inutile e da dimenticare: credo di non aver mai visto una gara in cui sale a podio un pilota che ha beccato mezzo minuto di ritardo sul traguardo, e le altre moto sono arrivate ancora più lontane. Poco inquadrate e con distacchi fino a un minuto e oltre. Tecnicamente non ha alcun significato, è andata così: meglio dormirci sopra e aspettare il Texas.

PS: se qualcuno trovasse le foto delle gomme di Rossi nel dopogara è pregato di segnalarcele, grazie.

15 Commenti

  1. “..il potenziale c’era tutto e Rossi stava dando lezioni a chiunque…”
    Insomma, credo che quest’affermazione sia quantomeno ingenerosa nei confronti di Marquez, che ha immediatamente risposto ai tentativi di sorpasso di Rossi, lasciandolo sfilare lungo ed andado a recuperare la posizione, anche grazie alle caratteristiche della sua moto. Tutta questa superiorità di Rossi nella prima parte di gara non ce la vedo, nonostante sia data per scontata un po da tutti. Provarci non è riuscirci e lui ci provava ma un solo giro in testa non l’ha fatto, e neppure mezzo per cui MM non era quantomeno inferiore. Inoltre si sapeva del flag to flag, dove storicamente MM sa di essere in vantaggio ed a mio parere ha aspettato quello per sparare tutte le cartucce.

  2. Ciao Andrea, conoscendo Federico, che non è uno che dispensa complimenti a caso o per tifo, immagino che quella frase si riferisse al fatto che Rossi si stesse comunque giocando la testa della corsa con il mezzo tecnicamente più svantaggiato per quelle condizioni di pista. Comunque su Marquez sono d’accordo con te, era il migliore in pista e non mi sembrava per nulla intimorito da Rossi

  3. Buongiorno Davide,
    ovviamente la mia era una considerazione a carattere generale e non metto in dubbio che la competitività di Rossi nella prima parte di gara fosse indubbiamente maggiore della seconda. Volevo focalizzare più che altro sul fatto che un po’ tutti i giornalisti danno per scontato una battaglia con Marquez che, vuoi per il mezzo, vuoi per il pilota, secondo me, senza l’interruzione non ci sarebbe stata comunque: sono abbastanza convinto che avremmo assistito ad un forcing dello spagnolo come ha ampiamente dimostrato di poter fare dopo il cambio moto.

  4. Concordo. Per come la penso alla fine le prime 2 posizioni del podio, al netto di sfighe e fortune, sono andate a chi se le meritava, per cui ho poco da recriminare.

  5. Esatto, il mio giudizio su Rossi riguarda il pilota, non certo la sua moto. Ripeto, la Yamaha in queste condizioni si trova in chiara inferiorità, non lascia margini all’errore: e Rossi non ha sbagliato nulla, tanto da riuscire a impegnare Marquez. Pedrosa sulla seconda Honda ha preso 28 secondi, ma non dimentichiamo che Bradley Smith, inglese e abituato a condizioni simili, ha pagato 50 secondi sulla sua M1. Insomma, se è vero che la vittoria di Marquez qui era scontata, era difficile pensare a un Rossi in grado di stargli sugli scarichi. Quella è perfezione di guida, a Cesare ciò che è di Cesare.

  6. Talmente perfetta che Iannone gli ha dovuto fare un regalo 😀 😀 😀

    Scusate, non ho resistito… Sono ancora frustrato 😛

  7. Mi sembra che il giudizio di Federico su Valentino Rossi ci stia tutto, considerando anche che lo stesso pilota Yamaha aveva detto a chiari lettere che su questa pista Marquez e la sua HRC erano imprendibili ben due giorni prima della gara.

  8. Sulla Ducati mi sono già sbilanciato, secondo me è attualmente la moto migliore del mondiale. Poi è andata come è andata, ma questo nulla toglie a un Rossi con la moto sfavorita incollato per dieci giri a quella qui più efficace.

  9. Vero… Peccato per Rossi perché stava andando veramente forte nonostante la moto meno favorita del lotto. Almeno lui è arrivato però… Mannaggia a the Maniac.

    Sbaglio o Lorenzo ha confermato il cambio di casacca?

  10. @federico: Secondo te e’ possibile che in yamaha avessero concordato, per rossi, il cambio gomme alla /fine del nono giro (considerando la progressione che ha vuto in gara 1 mi sembra plausibile) e poi invece rossi abbia deciso di rimanere un giro in piu’ per infastidire marquez?
    Ti chiedo questo per due motivi: il primo e’ che gli attacchi di rossi sono stai corretti ma aggressivi (anche troppo,perche’ quando e’ passato sul dritto prima della curva 6 poteva anche staccare prima) quasi a volergli rendere il trattamento di Sepang, e il secondo e’ che alla fine del nono giro la yamaha di rossi era gia’ in pitlane senza termocoperte e cosi’ e’ rimasta fino al cambio moto.

    Un giudizio sulla Suzuki?vinales, fino alla caduta era in lotta con le ducati. Te lo chiedo perché credo che uno dei due Andrea andra’ probabilmente a finire in Suzuki, secondo me.

  11. Vinales era al limite della sua agile Suzuki, più o meno come Rossi. La differenza sta nell’esperienza, e infatti Rossi è rimasto in piedi. Voglio dire, Vinales è sicuramente un talento da seguire e stava portando la sua moto al massimo possibile, come la M1. E come la M1, la Suzuki in queste condizioni non lascia margine all’errore. Sul cambio moto di Rossi, ho notato pure io che la moto era pronta il giro precedente. Checchè abbiano dichiarato al box, il cambio era programmato al nono giro. Ecco perchè ho parlato di problemi con le termocoperte, su asfalto umido il risultato può essere disastroso.

  12. direi che chi NON riesce ad interpretare le gomme in questo momento sia Pedrosa e mi rincresce francamente e non me lo spiego. qualche idea?

  13. Purtroppo nessuna idea. Difficile dire qualcosa di sensato senza vederlo correre e senza esaminare le sue gomme. 🙁

  14. Stando a sentire quelli di Mediaset, hanno seguito Marquez nello sviluppo, e Pedrosa pur provando nei test telai anche molto vecchi non è riuscito a migliorare. Bho io non so che pensare , però mi dispiace perché Dani mi piace proprio come pilota

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