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Debriefing Assen: quant’è difficile usare le gomme rain

Il circuito di Assen sotto la pioggia non dovrebbe essere un problema, storicamente ci si corre più frequentemente col fondo bagnato che asciutto, quindi gomme rain per tutti. E anche l’asfalto in queste condizioni non è terribile, nel circuito del mondiale esistono piste assai peggiori quando piove. Ma a riguardare la classifica, pare davvero una gara ad eliminazione con qualche sorpresa in Gara2.

Se sono largamente prevedibili le prestazioni delle Ducati più vecchie così come quelle delle 4 in linea, ad essere particolarmente performanti sono anche le due GP16, davvero ben equilibrate nonostante il centraggio più avanzato delle Honda. Iannone, col suo setting più alto, parte ultimo e rimonta furiosamente sui tempi di un inarrivabile Hernandez, peccato che dimentichi di essere su una Ducati 2016: è il solo pilota che finisce in highside di potenza.

Eccellente prestazione anche per il più giovane degli Espargaro su M1 Tech3 e semplicemente maiuscola quella di Rossi, ancora una volta altissimo di assetto: il suo team mate con la moto più bassa evidenzia ancora una volta che i trasferimenti e le reazioni del link posteriore sono determinanti e possono stravolgere il comportamento di qualsiasi motocicletta.

Bandiera rossa e si riparte con la Gara2, pochi giri tiratissimi. Giustamente si monta la gomma più morbida ma in troppi si fanno prendere la mano, come onestamente sintetizza Rossi a fine gara: la morbida permette accelerazioni migliori – soprattutto alle 4 in linea – e le velocità sono maggiori. Tanto maggiori che inizia a sorgere un problema che in tanti imputano alla frenata.

2016-07-02_095959Invece è un fenomeno che abbiamo analizzato in passato definendolo “fine piega”: la moto è più veloce dappertutto, anche nell’ingresso e nella velocità di piega. E questa velocità di piega va “fermata” una volta che si raggiunge l’angolo voluto. Le moto con assetto più basso sono quelle più a rischio, ed ecco volare via Dovizioso e Smith con la stessa dinamica con cui era volato via Hernandez in Gara1.

Lorenzo è rasoterra ma non cade perché continua a ruotare la manopola destra al contrario. Rossi fa un errore da principiante, ma bisogna dire che stava facendo miracoli col centraggio più avanzato del lotto. Marquez decide che frena dritto, con una guida spigolata e lenta alla corda mentre Pedrosa, nonostante il suo assetto più alto, paga le sue percorrenze più veloci e ricade nell’errore di fine piega.

2016-07-02_095826Iannone si dà una calmata e non sbaglia più nulla. L’alternatore non rende giustizia a Petrucci, molto attento e preciso. A fine gara emerge una considerazione a consuntivo: ad aver sbagliato nella fase di fine piega sono stati i Senatori Rossi, Dovizioso e Pedrosa, ma anche Lorenzo che preferisce tenersi ben lontano dal limite.

Ad averla vinta sono stati i piloti più giovani dal punto di vista anagrafico: Marquez, Miller, Redding, Iannone, Espargaro il piccolo. Strano davvero. Col senno del poi una soft anteriore nuova (hanno praticamente tutti tenuto l’anteriore usati nella prima parte di gara) avrebbe sicuramente aiutato, ma resta il fatto che i più giovani hanno “sentito meglio” la ruota anteriore, e forse in quelle condizioni la velocità di reazione istintiva è diventata la loro arma vincente. Dico “forse”. Prendetela come una riflessione, o se preferite un dubbio, del tutto personale.

2016-07-02_100237E veniamo al capitolo gomme da bagnato. Al di là della costruzione della carcassa – con molta gomma e poco acciaio per essere deformabile e generare calore – è evidente che qualunque mescola rain lavora fredda: la nuvola d’acqua porta via il calore così rapidamente che al battistrada ne arriva poco.

Di conseguenza la mescola rain lavora un po’ come le gomme di 30 anni fa anziché come le gomme da asciutto di ultima generazione: inutile sperare di farle scaldare con un decimo di pressione in meno, resteranno comunque fredde. A garantire il grip è la pura mescola, senza correzioni con pressioni e temperature.

Questo comporta come corollario che la gomma rain non è auto stabilizzante come quella da asciutto. Mi spiego meglio: entro certi limiti la gomma slick tende a tornare sempre alla pressione di esercizio. Se rallentiamo e la gomma si raffredda, la sua pressione cala e la carcassa risulta più deformabile, e questo la fa scaldare di più fino a tornare alla pressione voluta.

Simmetricamente, se la gomma (sia chiaro, parliamo della gomma ADATTA) scalda troppo, la pressione aumenta e la carcassa si irrigidisce diventando meno deformabile e producendo meno calore, il che si traduce in una pressione che torna al valore voluto. Nel suo range la gomma slick è un complesso sistema in controreazione realizzato per garantire costanza di prestazioni entro margini stabiliti.

La gomma rain, sempre fredda e raffreddata dall’acqua, non gode di tale utilissima caratteristica e risulta in definitiva più critica e sensibile. Più traditrice, se vogliamo dirla tutta. Grandi prestazioni, ma basta una piccola variazione di fondo per cambiare bruscamente il grip senza possibilità che la gomma si possa autoadattare. E in una pista che va asciugandosi e bagnandosi una curva sì e l’altra no, commettere un errore di valutazione è assai più probabile che azzeccarle tutte. Soprattutto quando si va in pista con l’idea di fare una qualifica lunga dodici giri.

13 Commenti

  1. Interessante questa cosa della gomma ‘autostabilizzante’. Quindi se in una gomma rain la pressione è ininfluente ai fini del riscaldamento della gomma stessa, in base a cosa si decide la pressione da utilizzare?

    Parlando invece di Valentino mi chiedo come faccia ad andare forte come o più delle Ducati senza avere la stessa trazione. L’idea che mi sono fatto è che sfrutti il maggior carico sul davanti e la maggior altezza della sua M1 per recuperare in staccata e ingresso quello che perde in accelerazione. Ad ogni modo è stato veramente incredibile domenica scorsa.

    Ps: ma se la Ducati non vince in quelle condizioni quando mai potrà farlo? Occasione d’oro sprecata secondo me.

  2. Ah dimenticavo. Federico per caso ti sei fatto un’idea dei problemi dell’Aprilia? Nonostante i piazzamenti, che non sono male, i distacchi dai primi sono ancora troppo elevati. Sia sull’asciutto sia sul bagnato.

  3. @Michele: Rossi compensa parte del poco carico statico al posteriore (dato dal baricentro avanzato) con tanto trasferimento dinamico che viene dato da un assetto più alto (abbiamo scoperto che usano anche quote di telaio diverse, con Jorge che sceglie, come sempre detto, una moto più bassa di Rossi)….

    Per le rain: la pressione la da il gommista in funzione del lavoro che devono fare. La pressione a quel punto serve non tanto per regolare temperatura, ma per mantenere una determinata impronta a terra. 😉

  4. Bravissimi SME e FEDE
    Un pó di luce nel buio
    Maledetta fine piega……….
    Un unico dubbio sul setting di Rossi alla seconda partenza: visto che dietro aveva montato una nuova soft con un anteriore usata dico una cazzata se dico che forse conveniva arretrare un briciolo la ruota dietro?

  5. verosimilmente la yamaha di Rossi e i suoi tecnici riescono a donare parecchia trazione lavorando sull’altezza del BC e sul Pivot.

    resta , a mio avviso, il fatto che nelle ripartenze da bassa velocità , in un primo momento conta maggiormente il carico statico che si ha in quel momento… questione di attimi… il carico statico , quando si va ad aprire il gas in un sistema non infinitamente rigido, è l’unico presente all’appello….

    Il tutto condito dal fatto che se la ruota dietro non facesse parzialmente da timone sia in rilascio che in accelerazione , anche a livello amatoriale, la moto non curverebbe come invece avviene.

    insomma roba per menti fini che abbiano una visione di insieme dall’alto direi ” inerziale” …….menti purtroppo troppe volte fuori dai Box ( a mio umile avviso)

  6. @Steu
    Tutto chiaro
    Ma te, col senno di poi, al posto di rossi cosa avresti fatto?
    Cambiato anche la gomma davanti?
    Calmierata un pochino la percorrenza?
    Aumentato un filo l’avancorsa?

    Si fa per fare due chiacchiere fra amatori eh…..

  7. Secondo me con la gomma nuova davanti Rossi forse non partiva via con quella scivolata , l’avancorsa non gli avrebbe migliorato la tenuta la gomma nuova sicuramente si. L’ avancorsa ti migliora lo sterzo rendendolo a sensazione del pilota piú o meno neutro non la moto piú o meno neutra.

    Calmierarsi indubbiamente sarebbe servito, ma sopratutto secondo me avrebbe fatto bene a stargli dietro e regolarsi su chi gli stava davanti esattamente come ha fatto giustamente Marc con Jack Ass oltretutto Valentino ne aveva di piú come guidabilita e se era secondo o terzo ad uno – due giri dalla fine poteva decidere dove e come rischiare e passarli.

  8. @Stefano N

    E’ illuminante quello che ha scritto Federico ….. per rimanere in traiettoria Rossi ha verosimilmente piegato la moto leggermente più velocemente …. purtroppo l’extragrip necessario per stoppare la piega , non c’era 🙁

    questo Mi insegna che in certe condizioni di scarso grip come sul bagnato ,una guida “morbida” e un assetto alto , potrebbero aiutare a donare quei trasferimenti di carico necessari e fornire una maggiore “leva” che serve a chiedere meno “forza” per fermare la piega….

    c’e’ un bell’articolo cdi Federico su questo , che ricordo molto bene…

    Al posto di Rossi oggi mi godrei la vita !! :D. Questo mi dice che probabilmente Rossi è un vero motociclista appassionato .. o un avido della madon…..!

  9. @Aseb
    forse, ma probabilmente avrebbe spinto ancora di più. Entrambi (il 4 e il 46) hanno detto di avere esagerato, non di aver avuto un intoppo. Peccato, avevamo un podio italiano memorabile a portata di mano.

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