Negli anni 80 del secolo scorso, la Fiat si riprese da una delle peggiori crisi della sua storia grazie ad un progetto geniale dell’Ing Ghidella, la Fiat UNO. Una vettura che stravolse il mondo dell’auto piccola ed ebbe tanto successo da oscurare la compatta più venduta d’Europa, la Volkswagen Golf. I tedeschi dopo anni di dominio incontrastato, vedevano il materializzarsi di nuovo di un fantasma del passato, quello della Fiat 128. In effetti per quanto buona, la Uno non era una utilitaria non una compatta. Preso atto della situazione, a Torino non potevano fare altro che progettarne un modello che avesse un solo scopo, quello di far vedere i sorci verdi alla Golf. Da un foglio bianco nel 1987 nacque la Tipo. Una vettura disegnata da Giugiaro, che rappresentava la quinta essenza del pragmatismo. Spazio, funzionalità, motori sufficientemente potenti per le dimensioni, un comparto sospensioni innovativo salvava spazio senza perdere sicurezza su strada.
Un progetto, quello Tipo, talmente versatile da fungere da base per altri modelli come la Tempra, Dedra, l’Alfa 155, per poi evolversi nel tempo con le 145, 146, Stilo e con profondi adattamenti diventata la base per modelli come la Fiat Coupè, fino alla 156. Senza contare le sue derive da corsa con le 155 e 156 che hanno vinto nei vari campionati Turismo di mezza Europa. Oggi nel 2016 la Fiat ci riprova. Nasce la nuova Tipo, un modello nato sedan quattro porte, ma che oggi è disponibile già in versione due volumi cinque porte e Station Wagon. L’idea di fondo della Fiat con questa edizione della Tipo, non è battere la migliore della classe, ma offrire al suo pubblico, un modello funzionale, versatile, sicuro ma soprattutto apprezzabile nello stile ed economico sia al momento di staccare l’assegno che per costi di utilizzo. Il modello che ci darà la possibilità di capire se l’obiettivo è centrato è la Tipo 1.6 Mjt 120cv Business.
Salendo a bordo si apprezza il bel sedile di guida, regolabile in tutte le posizioni con il volante che si adatta anche con spostamenti in profondità. Un posto guida a gambe raccolte e baricentro alto che mostra fin da subito il carattere turistico votato al confort della Tipo. La plancia rappresenta la quinta essenza della funzionalità. Non si lascia andare a slanci di stile. Appare compatta con tutti i comandi disposti i modo chiaro e funzionale soprattutto quelli sul volante. Da notare la presenza di prese USB ed Aux, illuminate. I materiali di cui sono composti gli arredi sono di due tipi. Tutto quello a portata di mano è di ottima fattura con materiali morbidi per le plastiche e tessuti piacevoli al tatto. Dove c’è qualche sbavatura è solo nelle zone più nascoste. La strumentazione davanti al conducente, è completa, visibile e chiara nella lettura.
Al centro della plancia c’è il sistema di navigazione U-Connect. Un impianto che non ha brillato per funzionalità e facilità di utilizzo. Per sfruttare al massimo le sue molteplici funzioni, ci si deve fermare per entrare a trafficare nel menù del sistema. In ogni caso ha il navigatore Tom Tom, permette di collegare lo smartphone, e gestisce le funzioni del buon impianto stereo che contraddistingue la Tipo. Più in basso c’è il condizionatore. Si tratta di un impianto automatico, ma di tipo monozona. La cosa che veramente lascia perplessi è l’assenza delle bocchette per i posti posteriori. Una mancanza grave considerando l’attenzione al confort che la Fiat riserva agli occupanti della Tipo.
La parte migliore della Tipo è la sua capacità di ospitare senza grossi problemi anche cinque persone. Un fattore non di poco conto. La maggioranza delle concorrenti al giorno d’oggi sacrifica spesso sull’altare dello stile lo spazio interno. Sulla Tipo si sta molto bene davanti dove c’è spazio per ogni corporatura, ma anche dietro a patto di non esagerare con la stazza si possono anche fare lunghi viaggi in tre. L’abitabilità ottenuta non scarifica un solo centimetro al bagagliaio. Aprendo il portellone posteriore, ci si trova davanti ad un vano bagagli profondo e regolare, ma soprattutto funzionale, ben rifinito e capiente. Per chi ha la necessità di grandi carichi c’è la versione Station Wagon, ma anche la due volumi si difende alla grande abbattendo il sedile posteriore anche parzialmente.
Immetersi nel traffico con la Tipo non è difficile. La visibilità è buona sia davanti che dietro grazie ai sensori di parcheggio e la telecamera posteriore. Su strada le sospensioni denotano una taratura votata al confort. Un assorbimento buono delle sospensioni anche sulle buche profonde. Unica anomalia una certa rumorosità sui fondi tipo pavè o lastricato. La sorpresa più evidente della Tipo viene quando decidi di pigiare con forza il piede sull’acceleratore. Il 1.6 Mjt II da 120cv ha un gran bel carattere. Un motore che ha un leggero lag del turbo ai bassi regimi, ma che non dispiace per nulla. Una buona spinta corposa e senza incertezze, dona alla compatta di Fiat un carattere decisamente brillante. Le prestazioni sono in linea con la concorrenza. Andare alla ricerca del tempo con il cronometro in accelerazione non ha senso, basta godersi la progressione del motore con ogni marcia, a patto di non chiedere l’impossibile sia in sesta, ma meglio ancora in quinta marcia, la Tipo riesce a tirarsi sempre fuori dagli impicci senza difficoltà. In ogni caso l’uso del cambio consente cambiate anche veloci senza grandi impuntamenti, con una buona rapportatura di tutte le marce.
Le prestazioni del motore, ma soprattutto il bel pulsante che disattiva quasi completamente l’intervento del sistema di sicurezza ESC, ci mette nella difficile condizione di andare a verificare il comportamento stradale della Tipo su una bella strada collinare. Purtroppo alla vivacità del propulsore fa da contraltare uno sterzo che non riesce mai ad essere efficace. Il comando messo alla frusta, mostra i limiti di uno sterzo votato al confort, in sostanza non brilla per precisione. Anche adattandosi alle caratteristiche dello sterzo, l’avantreno ha sempre la tendenza a cedere al sottosterzo. I conducenti più esperti potranno usare l’eccellente taratura del sistema ESC in posizione OFF, per chiamare a collaborare il retrotreno, ma per usare la potenza del motore, si deve prima attendere che la Tipo trovi il suo bilanciamento per poi uscire veloce dalle curve.
Nel nostro percorso, abbiamo avuto la sensazione che il telaio della Tipo avrebbe giovato sicuramente di una tipologia di pneumatico più performante. Vista la misura di 225/45 R17 pur rimanendo nell’ambito dello stesso costruttore in dotazione, rispetto alle Continental Pemium Contact 5, le cose sarebbero migliorare con le Continental Sport Contact 5, soprattutto in frenata, dove l’impianto ha mostrato qualche problema di modulabilità soprattutto su fondi differenziati. Una volta passata la fase di divertimento alla guida, è il momento di fare due conti. Il carattere vivace del motore si fa amare ed il pedale dell’acceleratore tende a scendere spesso anche troppo! Il problema è che questo propulsore ha i consumi che dipendono molto da come si usa la potenza. Noi abbiamo ottenuto una media di 17Km/l, i più bravi potranno andare oltre ai 18Km/l, ma dovranno guidare con le uova sotto il piede destro.
Prima di parlare di prezzo, va detto che la dotazione di accessori di questa Tipo 1.6 Mjt 120cv Businnes era completa di tutto, compreso un paio di pacchetti aggiuntivi, con fari a led, navigatore con retrocamera, cerchi da 17 pollici. Mancavano alcuni elementi di sicurezza come il sistema di rilevamento del passaggio di corsia, ed il rilevamento degli angoli ciechi negli specchi. Una menzione particolare al sistema la merita il sistema di regolazione della velocità automatico. Una sistema che frena ed accelera da solo una volta impostata la velocità, in base alle condizioni del traffico, molto utile se solo non si comportasse come un principiante alla guida in autostrada per la prima volta. Alla luce di tutto i 22 mila euro chiesti sono una cifra ottimale considerando che la Tipo può solo scendere da questo valore. In sostanza la Fiat con la nuova Tipo ha centrato l’obiettivo, con una compatta versatile che si pone trasversalmente tra i modelli low cost del mercato e quelli premium senza temere nessuna concorrenza.
Daniele Amore
