In un mondo dove ogni costruttore sta cedendo alle lusinghe del turbo e della riduzione di numero di cilindri la Ferrari continua a credere nella motorizzazione aspirata evolvendo il suo motore contraddistinto dalla sigla F140. Un motore V12 aspirato nato per raccogliere la difficile eredità del vecchio leggendario F133. Nato per equipaggiare la Ferrari Enzo nel 2002 nella sua prima versione l’F140 è un V12 con angolo tra le bancate di 65 gradi, diffuso anche per la produzione Maserati per la sua Ipercar MC12 con la cui versione da corsa ha vinto il titolo di campione del mondo GT per più anni. Il motore nasce con una cilindrata di 5998 cc, ottenuto con un alesaggio di 92 mm ed una corsa di 75.2 mm. Il monoblocco e la testa sono ottenute con fusione di lega di alluminio con canne riportate in Nicasil. La testa ha quattro valvole per cilindro con doppio albero in testa per bancata, comandata con distribuzione a catena. Nella versione arrivata ad equipaggiare la Enzo, F140B, erogava 660cv a 7800 giri/min, con la zona rossa del contagiri posta ad un limite di 8200 giri/min, ed una coppia di 657 Nm a 5500 giri/min. Valore che lo rende già nella sua prima versione il motore con la più alta potenza per litro disponibile per una vettura di serie per l’epoca. Il rapporto di compressione ha il valore di 11,2:1 ed è dotato di variatore di fase sia all’aspirazione che allo scarico. Per migliorare la risposta all’azione dell’acceleratore la Ferrari adotta per questo motore bielle in Titanio sfruttando al massimo l’esperienza maturata in Formula 1 con la lavorazione certosina delle geometrie dei condotti di aspirazione con tromboncini ad altezza variabile, il tutto comandato da una centralina elettronica per l’alimentazione Bosch Motronic ME7. Infine per i più nostalgici la cilindrata unitaria, valore che segnava i modelli nel passato della casa del Cavallino è di 499cc.

I migliori motori della storia Ferrari come i suoi V12, con diverse specifiche e livelli di potenza andavano ad equipaggiare le varie versioni delle vetture di Maranello. Come dimenticare le leggendaria serie 250 in molteplici versioni fino al suo apice con la 250GTO. Anche nel caso dell’F140, la Ferrari ha utilizzato questo propulsore per vari modelli diversificandolo per la lettera successiva ai numeri nella sigla. Nella versione 6.0 litri ci sono state la F140C e CE la prima destinata alla 599 GTB con potenza ridotta a 620cv e coppia per 608Nm, e la seconda destinata alla più estrema 599 GTO dove la potenza viene portata al suo massimo con 670cv ma con un valore di coppia inferiore rispetto alla Enzo di 620Nm ad un numero di giri superiore di 6500 giri/min, cosa che indica come i tecnici di Maranello per la versione estrema, abbiano sacrificato l’elasticità per avere una maggiore cattiveria di erogazione. Con questa cubatura la sua versione estrema è andata ad equipaggiare la 599XX ed Evo con potenza massima di 740cv non omologata per la strada.

Successivamente la famiglia F140 si evolve e per farlo i tecnici Ferrari sono intervenuti sulla cilindrata portandola a 6262cc, con un alesaggio portato a 94 mm con la corsa invariata a 75.2 mm. Questa evoluzione portava la versione base F140EB a 660cv ad 8000 giri/min per un valore di coppia aumentato a 682Nm a 6000 giri/min. Motore che è andato ad equipaggiare una vettura votata al lusso come la Ferrari FF. Un punto di partenza che ha consentito di poter progredire con la versione F140FC per la Ferrari F12 e successive F12tdf, e GTC4Lusso con potenze che vanno di 680cv a 740cv e coppia da 690Nm a 705cv Da notare che con la nuova cubatura si è riusciti ad ottenere la stessa potenza della vecchia cilindrata riservata alla versioni estrema ma con omologazione stradale rispettando le norme. La versatilità di questa unità propulsiva lo ha reso compatibile con la prima powertrain ibrido di Maranello. La F140DE mostra tutto il suo potenziale raggiungendo per la parte endotermica il valore di 800cv per una coppia di 700Nm a cui veniva aggiunta la potenza del motore elettrico. Anche con la cilindrata portata a 6.3 litri ci sono stare versioni estreme dedicate a modelli speciali come la Fxx, ed Evoluzione, ed infine Fxx-K dalla potenza mostruosa di 860cv a cui va aggiunta la potenza fornita dal sistema Kers direttamente derivato dalle Formula 1 fino al 2014.

Oggi questa motorizzazione è ulteriormente cresciuta nella cilindrata portata a 6496cc, restando invariato l’alesaggio a 94mm ma aumentando la corsa a 78mm con la potenza analoga alla massima evoluzione della versione precedente di 800cv a 8500 giri/min per una coppia di 718Nm a 7800 giri. Conoscendo le enormi possibilità offerte da quello che appare come il migliore motore V12 della storia, possiamo affermare che ad oggi, questo propulsore sia ancora lungi da aver mostrato tutto del suo potenziale. In ultimo non bisogna dimenticare che questa motorizzazione è campione del mondo GT con la Maserati MC12 GT1, vettura soggetta a varie restrizioni della flangia si aspirazione nel tentativo di ridurne il potenziale fino al cambio radicale di regolamento che ha visto l’avvento delle moderne GT3. Di questa famiglia di motori F140, ci saranno altre evoluzioni, con potenze e coppia ulteriormente alzate, magari maggiormente integrate a sistemi di powertrain ibridi, ultimo baluardo difesa della motorizzazione aspirata nel mondo.
Daniele Amore






