Gran Premio di Argentina davvero curioso, in questa stagione. Grazie al contributo di un gommista che fa la sua sperimentazione in gara a spese e danno dei piloti, i risultati sul traguardo lasciano davvero perplessi.

A spiccare sopra tutti troviamo le due Yamaha, e su una pista con buona aderenza ci sta tutto. Quello che non riesce a starci è che proprio le due M1 scelgano gomme medie nonostante il loro centraggio e il tipo di guida. Credo di aver visto poche volte un’anteriore media sulla moto di Rossi mentre tanti altri sceglievano la hard, e la cosa pare quantomeno singolare.

La verità è che nonostante tutte le nostre ricerche ancora non ho capito chi montava cosa, e personalmente trovo poco plausibile che durante le prove i piloti e i team abbiano perso tempo nei test di una gomma che in gara non avrebbero avuto.

Con la sola eccezione di Lorenzo, al quale gioverebbe qualche sessione con un buon analista della dinamica, tutti quelli caduti avevano una hard anteriore e hanno perso proprio l’anteriore, e il sospetto che qualche media avesse una carcassa differente ha qualche fondamento tecnico.

Naturalmente mi è toccato sorbirmi le solite scempiaggini sui telai flessibili negli avvallamenti di Rio Hondo, ma ormai ci sono abituato. Rilevo ancora una volta che non basta essere piloti per comprendere la fisica o la geometria, e trovo indecente sentir analizzare un’intera moto da gente che ancora non ha capito cosa è dal punto di vista geometrico una ruota. Ma siccome un bel tacer non fu mai scritto…

Pedrosa e Marquez in Argentina sono accomunati dall’aver fatto il medesimo errore di aggressività sui dischi quando le condizioni della mescola non la tollerava. Succede. Crutchlow e Bautista invece interpretano la pista secondo le possibilità dei loro mezzi: non tentano di fare percorrenza e non sbagliano, attaccano i dischi a moto dritta e non si azzardano in frenate dentro la curva.

Soprattutto Crutchlow ha dimostrato davvero ottime capacità di staccatore, in diversi punti la sua moto si accucciava dopo quella di chi gli stava a ruota. Per parte sua la Honda va guidata proprio in quel modo, curando molto il sostegno idraulico in fase di staccata per mandare in temperatura la carcassa anteriore per quanto possibile: superbo lavoro di Lucio Cecchinello, né scopriamo oggi le grandi capacità di un team che per anni ha sviluppato in perfetta autonomia le sospensioni Showa con risultati spesso superiori alle più blasonate sospensioni svedesi.

Per tutto il resto, una brutta gara dove tanti piloti guidavano ancora una volta sulle uova, col timore che da una curva all’altra le umorali gomme francesi decidessero di giocare brutti scherzi. Come costruttore di moto sarei davvero umiliato di vedere tutto il lavoro dei mesi invernali vanificato da coperture così poco interpretabili, come pilota sarei frustrato di non poter ricercare il limite senza dover scommettere in quale curva la gomma deciderà di testa sua. Se queste sono le premesse, il mondiale somiglierà a una roulette russa.

 

21 Commenti

  1. Ciao Federico tra le due m1 c’era una differenza , una sembrava molto apposto mentre quella di Valentino sembrava ferma, meno scorrevole e precisa. Ho visto un Rossi che era limitato e poco fluido. cosa ne pensi? Sulla Ducati non sono cosi sicuro che la gp17 sia uguale o meglio della 2016

  2. Ho visto più che altro una differente scioltezza nel condurre la moto, con Rossi talvolta un po’ in ritardo e non più fluidissimo in certi movimenti. Ma tra i due ci passano quasi vent’anni. Per la GP17 siamo di fronte a un dilemma: il vecchio centraggio (2015 e precedenti) imponeva una guida particolare ma non risentiva delle masse poco accentrate e, anzi, le erano necessarie per non perdere l’allineamento. Con centraggi sempre più avanzati si perde via via la possibilità di guidarla sporca, ma senza un migliore accentramento si continua a faticare negli inserimenti e nelle percorrenze. A tuttoggi credo che nelle mani giuste la vecchia moto abbia limiti superiori pur chiedendo un impegno fisico maggiore.

  3. Federico secondo te è possibile che non si cresca più di telaio e ciclistica proprio perché il Desmo non permette di avere un motore ultra compatto e layout migliore come le valvole pneumatiche? Il Desmo è lungo e le teste pure oltre che ingombranti. Non è più portante ma penso che non si possa andare oltre come modifiche. Viene difficile pensare che Dall’Igna dopo quanto fatto in aprilia in breve tempo con la sbk non riesca a fare la differenza. Siamo sicuri che il Desmo sia migliore e si sposi col perimetrale?

  4. Il superquadro è venuto compatto ma ha una disposizione delle bancate diverse mentre nella d16 si è seguita troppo la strada Honda facendo diventare motore da L a V

  5. Il desmo ha ingombri maggiori, inutile negarlo. Resta da vedere se è possibile ridisegnare la disposizione dei tre alberi pesanti e se è possibile modificare il layout degli accessori. Sul perimetrale, sono anni che sostengo che non abbia ragion d’essere, tuttavia una struttura portante ha il difetto di non essere modificabile facilmente in corso d’opera. Ergo, è necessario capire in sede di progettazione quali sono le priorità nello sviluppo.

  6. Lorenzo abituato a moto con baricentro altro e sovrasterzo ben poco può fare con questa Desmo. Sembra aver ritrovato i punti di forza dei tempi di Stoner cioè frenata, stabilità e uscita di curva ma in entrata e centro non ci siamo. Non so il perché in questi anni si sia dato priorità all’aerodinamica e allo sviluppo di quella valvole con dispositivo sotto codone. Iannone non me lo sarei tolto visto che era l’unico a saperci andare forte e regolare spesso 3/4 di gare di alto livello. Secondo me oggi più che altro si paga il non aver puntato sul pilota più veloce e che aveva più feeling invece di un pilota che aveva avuto parecchi alti e bassi tra 2015 e 2016..
    Speriamo che si facciano passi in avanti o sarà più facile veder Aprilia parecchio competitiva nelle zona che contano

  7. Ciao a tutti ! Alfa ha lanciato uno spunto interessante, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Federico del progetto Aprilia dell’ ingegner Albesiano.

    Ti sei fatto un’idea particolare ?

    Saluti

  8. Mi sono espresso la volta scorsa, va tenuta d’occhio. Motore compatto quanto quelli in linea, ma il disassamento delle due bancate gli consente di essere molto più stretto. E’ una moto molto molto equilibrata. Ho già detto molto? Ecco.

  9. Aprilia è riuscita a fare ancora meglio di quando Honda aveva già fatto ai tempi con il v4 della sua 800.. quindi in progettazione non scendono a compromessi ciclistici e hanno le mani libere.. e anche sul sistema di raffreddamento hanno fatto un ottimo lavoro.. la honda col tempo per un miglior bilanciamento e raffredamento era tornato a bancate di 90 gradi

  10. Ciao Federico. Secondo te Marquez, tralasciando l’errore commesso, ha tentato la fuga iniziale perché sapeva che sarebbe arrivato a pochi giri dal traguardo con le gomme finite, oppure è stata una decisione d’altro carattere?
    Giorni fa qui sul sito era venuto fuori un discorso su un possibile assetto più ribassato di Rossi rispetto al solito, ma non erano emerse foto sufficientemente adeguate per azzardare altro.
    Sulla scelta delle gomme, effettivamente penso che un po’ tutti si siano stupiti delle due medie di Valentino, ma a leggere l’accoppiata gomme-classifica, mi sa che era la strada migliore se si voleva interpretare un certo tipo di corsa per tutta la gara.
    Aprilia, come ribadito spesso da Espargaro, in gara viene fuori sulla distanza (nemmeno troppa). È impervia la resa iniziale su queste gomme per loro, il tipo di progetto determina alcune delle condizioni che favoriscono determinate condizioni, oppure si tratta del pilota (nel bene e nel male)? Ma magari è una mescidenza di fattori, come più spesso capita. Grazie.

  11. Federico dice:
    “..tutti quelli caduti avevano una hard anteriore e hanno perso proprio l’anteriore, e il sospetto che qualche media avesse una carcassa differente ha qualche fondamento tecnico.”

  12. Mettiamola così: sull’asfalto di Rio Hondo con buona aderenza la mescola più indicata è la hard, giustamente scelta dai più veloci. Errori a parte, le moto gommate hard si sarebbero trovate tutte nelle primissime posizioni. Le cadute e gli errori hanno penalizzaro molti piloti, spesso per errori di valutazione indotti dal tipo di carcassa infida e traditrice. Le gomme medie sono tutte relegatre nelle posizioni retrostanti. A parte qualche media “più media” delle altre, montata da moto e piloti che di norma sceglierebbero la mescola più dura per primi. Non ho dubbi sulla mescola ma sulla carcassa. detta chiara. Poi qualche cialtrone, commentatore e sedicente esperto, va a scrivere che il merito è del telaio Yamaha più flessibile “dato che in piega le sospendioni non possono lavorare”.
    E a quel punto, l’analisi, facciamola fare al Bar Sport. Almeno non la spacciano per verità.

  13. Beh, Federico. Visto che le tue parole vanno prese sempre molto, molto molto sul serio parliamo più chiaro.
    “A parte qualche media “più media” delle altre, montata da moto e piloti che di norma sceglierebbero la mescola più dura per primi” Nomi e cognomi. Rossi sicuramente. Anche Vinales? Chi invece dalle tue osservazioni aveva una media “meno media”?
    Ci stiamo riferendo a quella gomma più rigida bloccata in dogana ma che forse è arrivata? Che non doveva aver provato nessuno ma che poi è saltato fuori che si era provato?
    E’ Michelin che ha perso il controllo delle gomme assegnate inserendo in circolo alla carlona le medie “più medie” oppure qualcuno è stato coscientemente favorito?
    Qualcuno dell’ambiente lo conoscete. Cosa dice?

  14. Rossi ha detto che le nuove gomme erano a carcassa piu’ rigida ma con mescola solo soft, quindi inutilizzabile in gara.
    secondo me da qualche parte (solo da qualche parte) sono saltate fuori anche a mescola media e dura altrimenti io non so come spiegare lo stravolgimento della moto di Rossi che in gara era su di un binario.
    Vinalez andava come I turni precedenti, quindi molto probabilmente aveva le gomme standard.
    sono curioso di vedere in America cosa succede :) intanto Dovizioso un po’ lo ha gia’ fatto capire:

    Detto questo, a cosa punti qui?
    “A vincere, perché siamo sempre andati bene ad Austin. Però con Michelin ogni gara fa storia a sé”.

  15. Nel frattempo Michelin ha annunciato che, causa scioperi, le gomme con carcassa più rigida non ci saranno ad Austin ma solamente nei test dopo Jerez. Si certo…
    Ma non erano in Argentina bloccate alla dogana? E in un mese non riescono a portarle in Texas? A ‘sto punto consiglierei loro di affidarsi a qualche cartello messicano visto che riescono a far passare tonnellate di droga, un paio di container di gomme non dovrebbero essere un problema…

    Ah, fatalità lo scorso anno stessa storia…

  16. La mancanza di chiarezza del fornitore di pneumatici e la.mancata presa di posizione della Dorna sono indizi di un pressapochismo dilettantesco…
    Chi vorrebbe investire in un campionato che inizia con questi intrugli?
    Poi magari è andato come ci dicono, ma non si dovrebbe avere il minimo dubbio sulla fornitura delle gomme

  17. @Smeriglio
    allora buttiamo giù le basi di un complotto: e se il fornitore francese favorisse un pilota francese?…………..

  18. siamo tornati ai tempi d’oro di Michelin con Yamaha.. mi auguro che in futuro arrivi la Pirelli e torni la rivalità tra gommisti..e vorrei che la moto gp di oggi dia un taglio col passato e prenda spunto dalla f1 di oggi coi nuovi proprietari.. tante situazioni e tanti rapporti vanno rivisti..

  19. @StefanoN: ma no figurati, quale complotto. Non sono uno di quelli, però è ovvio che la trasparenza è un punto debole della politica michelin e Dorna.
    Senza questa chiarezza, si rimarrà sempre nel limbo del “one man show”, cioé del cercare il personaggio a tutti i costi.

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