Le norme antinquinamento sempre più severe non risparmiano il mondo delle due ruote, il passaggio dalle norme Euro4 a quelle Euro5, ha costretto a rispolverare per i costruttori che usano motorizzazioni a due tempi, la tecnologia ad iniezione elettronica solo timidamente esplorata nel recente passato. L’ iniezione nei due tempi fu pensata già sul finire del secolo scorso quando si correva ancora nella moto GP con le 500cc a 2T. Un passo inevitabile considerato la velocità con cui l’elettronica si evolveva consentendo di adottare tecnologie per gli iniettori da rendere matura l’iniezione anche nei motori a 2 Tempi. La cosa non è però così ovvia, per sua stessa natura un motore a 2 Tempi ha tempi di intervento dell’iniezione dimezzati rispetto al 4 Tempi, in più c’è la necessita avere una miscela che deve avere il compito di lubrificare le parti mobili, quindi necessita di iniettori specifici, ed uno studio della fluidodinamica completamente diversa rispetto ai motori a 4 Tempi. Una maggiore complessità per realizzare un motore a 2 Tempi ad iniezione potrebbe anche decretarne la morte anzitempo per mancanza di concorrenza in termini di costi realizzativi con la concorrente tecnologia a 4 Tempi. Cosa che poi è avvenuta in MotoGp con l’abbandono del motore 2 Tempi.
Uno degli ambiti in cui questo tipo di motori è ancora molto diffuso, e sembra non conoscere crisi, è quello delle off-dove spopola la 300cc 2 Tempi. Su questa cubatura ci sono stati studi di costruttori come la Sherco con un prototipo all’Eicma 2015, ma la spinta verso l’adozione dell’iniezioni sui 2 Tempi è la KTM, con l’introduzione del TPI ovvero il Transfer Port Injection che tradotto in italiano significa letteralmente Iniezione Nel Travaso. A differenza di quanto accade nei motori a 4 Tempi, con questa tecnologia di KTM, nel 2 Tempi inietta la benzina in un travaso, dove si miscela con l’aria. Un sistema più semplice di quanto a suo tempo progettato da costruttori come Aprilia, Piaggio e Peugeot con il sistema Orbital, perchè non richiede componenti specifici sfruttando la tecnologia con bassa pressione rispetto al 4 Tempi, con una lubrificazione più semplice.
Il motore 2T ha da sempre avuto problemi quando lavora sia ai carichi più alti che a quelli più bassi, casi in cui la miscela fresca tende ad uscire dalla luce di scarico senza essere stata accesa nel primo caso o a non accendersi nel secondo, per cui sono stati adottate le valvole a lamelle e scarichi ad espansione, con l’iniezione sempre considerata come ultima ratio per correggere questa tipologia di fenomeni. Ma con le nuove norme va controllata il gas di scarico e la sua composizione per consentire al catalizzatore un migliore funzionamento, quindi l’uso dell’iniezione è apparsa obbligata per i tecnici di KTM, con nessuna perdita di potenza dicharata, ma sicuramente una diversa erogazione rispetto all’uso del carburatore, più dolce e più progressiva con l’iniezione. La KTM è la prima ad annunciare l’adozione dell’Iniezione elettronica per il 2 Tempi, ma siamo sicuri che il costruttore austriaco sarà un punto di riferimento che farà da apripista per gli altri produttori che si cimentano con questa tipologia di motori. Ai motociclisti, non resterà altro che ricordare in modo nostalgico la cattiveria, e la brutalità che contraddistingueva, almeno fino ad oggi, un motore a 2 Tempi, l’ambiente non consente certe più certi caratteri forti nei motori, nemmeno nel mondo delle moto.
Daniele Amore
