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Test Drive | Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, emozioni allo stato puro!

Abbiamo già avuto modo di parlare fino allo sfinimento della bellezza oggettiva della nuova Giulia, ma avere davanti agli occhi la versione Quadrifoglio, è come se la stessimo guardando di nuovo per la prima volta. Rosso corsa, un kit aerodinamico adatto ad esaltare i 510cv del suo motore in un modo da non intossicare per niente la sua eleganza. La Giulia Quadrifoglio non è come quei body builder che qualsiasi cosa indossino appaiono sgraziati, ma sembra un atleta dal fisico perfettamente scolpito che indossa uno stupendo vestito sartoriale di Giorgio Armani. Ogni singolo elemento, ogni dettaglio, lascia chiaramente intuire che quella che si ha davanti non è una Giulia qualunque, ferma nel piazzale,  in attesa di essere guidata, è come la calma prima della tempesta.

Gli interni sono esattamente in linea con il design esterno, sedili profilati con guscio in carbonio, lo stesso materiale diffuso per gli inserti della plancia. Il posto guida è semplicemente perfetto, il sedile abbraccia il pilota, lo fa sentire completamente in sintonia con la vettura, sicuro e confortevole. La Plancia, la disposizione dei comandi, l’impianto di infotainment, il climatizzazione, ricalcano quanto già visto in occasione della prova diffusa e completa della versione da 2.2 180cv della Giulia. La visibilità è complicata dai sedili con poggiatesta integrati alquanto voluminosi, ma i soliti sensori e le retrocamere facilitano decisamente il compito, del resto avendo guidato questa vettura per molte migliaia di chilometri abbiamo già familiarizzato con i suoi angoli ciechi. Su strada il manettino DNA, che in questo caso aggiunge la posizione Race, messo in posizione N ( Normal),  consente alla Giulia Quadrifoglio di scorrere sulla strada con un assorbimento della sospensioni sorprendentemente controllato.

Le sconnessioni più secche sono avvertibili solo dai posti posteriori. Anche il rumore degli pneumatici Pirelli PZero sportivi, appare tollerabile a fronte delle prestazioni che queste coperture riescono ad offrire su strada.  Gli splendidi sedili sportivi hanno il guscio in carbonio, elemento che crea qualche problema rispetto alla selleria standard agli occupanti posteriori mentre il bagagliaio resta simile per capienza e sfruttabilità a quello della berlina tradizionale. Una volta espletato gli obblighi di cronaca per gli interni della Giulia Quadrifoglio, è il momento di verificare quanto di buono i progettisti Alfa hanno messo sotto il cofano anteriore.  Motore 2.9 litri, V6 Bi Turbo Benzina da 510cv a 6500rpm, per un valore di coppia pari a 600Nm disponibili fin dai 2500Rpm fino ai 5500Rpm, il tutto per un peso di solo 1525kg circa. Sulla carta c’è tanta potenza, ma soprattutto tanta elasticità. Un casello autostradale è quello che occorre per verificare la bontà dei numeri. Lo scatto da 0-100 dichiarato dall’Alfa Romeo di 3.9s, non è affatto esagerato.

Pur non avendo uno strumento che possa calcolare i decimi di secondo,  partire con il cambio in manuale, controllando l’esitazione minima iniziale per l’esuberanza di potenza alle ruote posteriori, si comprendere che il valore di accelerazione è pressappoco realistico. La sensazione di schiacciamento che ricevono gli organi interni, è una sensazione che rimane costante anche dopo passati in 100km/h fino a rimanere costante anche nei pressi dei 200Km/h che per inciso arrivano dopo appena 12 secondi decimo più decimo meno. Per frenare quando si è giunti al muro di macchine che a velocità di codice appaiono ferme, non resta altro che aggrapparsi ai freni. Un impianto carboceramico, potente, perfettamente calibrato per le prestazioni della Giulia Quadrifoglio, mostra solo qualche limite di modulabilità, intrinseco per questo tipo di impianto, a freddo nelle condizioni di traffico normale.

Lasciata l’autostrada, il manettino passa in posizione Dynamic, modalità che consente di avere una risposta comunque pronta del cambio, dello sterzo e dell’acceleratore.  Nel percorrere una strada statale, capita di avere pochi metri di linea discontinua per sopravanzare i veicoli che ci sono davanti, e senza colpo ferire, si spinge l’acceleratore per scoprire che la ripresa è uguale all’accelerazione, non ci si limiti a sopravanzare il veicolo davanti,  in un battito di ciglia si toglie dalle scatole tutta la fila tornando ad avere strada libera. In pratica un attentato continuo alla sopravvivenza della propria patente di guida. La strada che da Pinerolo porta verso il Sestriere, è un vero spettacolo, fatta di misto veloce nella parte iniziale, per poi man mano stringere le curve con curve complesse intervallandosi anche con ampi tornanti, una tipologia di percorso veramente completo, non meraviglia che venga usato per i test dai collaudatori FCA. Condotta in Dynamic, ogni curva è un piacere, la strumentazione impostata sul rilevamento della forza G laterale, il telaio è comunicativo, lo sterzo che rimane preciso e perfettamente in sintonia con il comparto sospensioni, consente al ritmo di salire in modo costante, non c’è sorpresa che possa spaventare nell’affrontare le curve anche senza conoscere il percorso, ogni reazione è perfettamente comunicata.  

Nonostante le esortazioni dello staff tecnico FCA, la tentazione è troppo forte, il passaggio dal Dynamic al Race è un click! La reattività della Giulia Quadrifoglio diventa sublime, un’agilità impensabile per una vettura di queste dimensioni, il motore per essere un 510cv Bi-Turbo ha un turbo lag estremamente controllato, la potenza arriva improvvisa e brutale solo che si usa l’acceleratore in modo veramente ignorante. Una volta identificata la curva, basta guardare il punto di corda perchè l’avantreno ci si dirige senza la minima esitazione. La Giulia avvisa il conducente di ogni sua intenzione, di ogni movimento del telaio. Il driver per evitare disastri deve solo accelerare con quel poco di anticipo sufficiente a compensare il piccolo ritardo del turbo. Intorno ai 2500Rpm arriva l’onda di potenza, il bilanciamento dell’piede destro consente alla coda di girare intorno all’avantreno con al velocità imposta dalla volontà del driver. A questo il guidatore ha due modi di procedere, continuare ad accelerare e prodigarsi in uno spettacolare fumante quanto inutile sovrasterzo di potenza o bilanciare per tenere la Giulia in leggero traverso progressivo. Quello che noi chiamiamo traverso utile. Quando la curva giunge al termine e le ruote sono quasi dritte, il telaio superbo di questa vettura sembra porti una mano sulla spalla, ti invita ad osare di più, la fase critica è passata, e puoi dare libero sfogo ai 510cv senza i controlli e senza la paura di finire contro la montagna o giù dalla scarpata gestendo il riallineamento della vettura.

La verità è che questa Giulia Quadrifoglio è come un animale selvaggio, che può essere domato solo se non sente la pura del domatore, tra le due componenti driver e automobile ci deve essere rispetto.  Fare 60km di test a ruote fumanti ad ogni curva, non ha senso, almeno che non si voglia contribuire alla ricchezza del gommista di fiducia e rischiare ad ogni momento di distruggere inutilmente il mezzo.  Un atteggiamento che può pagare in pista, per una sessione di foto spettacolari,  ma che su strada mette il cliente della Giulia Quadrifoglio in una condizione di paura che spesso si confonde con l’emozione assolutamente inutile. Questa vettura va goduta sfruttando la massimo il suo perfetto bilanciamento, ogni singolo imput che arriva dal telaio e dal comparto sospensioni, ai guidatori che non riescono a percepire queste sensazioni non resta che tornare ad usare la condizione Dynamic con i controlli sempre attivi, che non limita di un solo centesimo il piacere di guida di quest’automobile, rimandando a quando si è maturato maggiore esperienza la scelta Race che per l’uso stradale.

A mente fredda, molto fredda, c’è da completare il discorso sui consumi ed i costi. Inutile dire che con 510cv non si può parlare di vettura parsimoniosa, ma il rapporto litri consumati emozioni provate giustifica il conto dal benzinaio senza rimorso. Il livello di accessori soprattutto ultra-tecnologici manca di qualche dispositivo presente sulla maggior parte delle concorrenti, ma la tecnologia passa, e diventa obsoleta, mentre piacere di guida di questa vettura non passerà. In ogni caso ci sono tutti i dispositivi sia attivi che passivi per la sicurezza degli occupanti. Il tutto ad un prezzo che supera di slancio gli 90mila Euro. Ebbene noi pensiamo che per auto che fanno dell’emozione alla guida il loro aspetto funzionale, il prezzo va calcolato per ogni cavallo che rende felice il cliente. La Giulia Quadrifoglio oggetto della prova costa circa 175 Euro/cv,  un prezzo decisamente accettabile, per quello che questa vettura regalerà al proprietario.

Daniele Amore

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