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Pillole di collaudo, Giorgio Langella : “Ricordati che la macchina si guida con il sedere!”

14666105 10209856538522158 5227617340142785825 nNella mia esperienza di tester, e di tecnico auto,  mi è stata offerta la possibilità di interagire con uno dei maestri del collaudo che risponde al nome di Giorgio Langella. Quando l’ho visto per la prima volta ho pensato guardando quell’ometto che per altezza, corporatura, è simile alle foto dei grandissimi del passato, che i grandi driver devono avere uno stampino da qualche parte. Il primo approccio di Giorgio è di non dire nulla,  si mette al volante e guida. Per lui la prima impressione è quella che per conta di più senza filtri, un’analisi immediata che gli fa capire a pelle la bontà dell’auto fin dai primi metri. Lo vedi instaurare un rapporto intimo con il mezzo a prescindere dalla potenza, lo farebbe con tutte le auto come ogni bravo collaudatore che si rispetti. Passando il tempo al suo fianco puoi solo cogliere le osservazioni di Giorgio, le puoi confrontare con le tue con una sicurezza che ti rasserena anche se corre come se non ci fosse un domani. Durante la prova dell’ Alfa Romeo Giulia “Blue” ( così affettuosamente chiamata da Giorgio), il Maestro ebbe da condividere che una affermazioni che gli appassionati pensano sia derivante da Niki Lauda, una frase passata alla storia nel film Rush “la macchina si guida con il sedere”  Giorgio ci disse che questa affermazione è un credo che viene tramandato dai collaudatori storici  dell’Alfa fin da prima della seconda guerra mondiale e via via fino alle generazioni più recenti. Per questo vogliamo portare la testimonianza di una delle legende del collaudo Alfa Romeo ai nostri lettori. E “RICORDATI CHE LA MACCHINA SI GUIDA COL “SEDERE”

14731356 10209856539882192 8311185525890485355 n“Era questa una delle prime importanti frasi che i nuovi collaudatori si sentivano dire dai nostri Maestri Collaudatori Alfa Romeo. Quando i nostri Maestri Collaudatori dicevano a noi nuovi collaudatori che un’automobile si guida col “sedere”, e ci spiegavano il perché, in un primo momento pensavamo fosse una specie di scherzo, ma nel giro di poco tempo ci siamo accorti che non era una frase detta a caso, ma era una verità assoluta. Perché, seduti alla guida di una vettura per un collaudo (ma anche per la guida di tutti i giorni) ci accorgiamo che il “sedere”, inteso l’appoggio del fondo schiena sul cuscino sedile e la schiena allo schienale, è un centro informazioni per chi guida, perché in quel punto percepisce tutto del comportamento della vettura, anche prevedendo le future reazioni, esempio: vibrazioni trasmesse alla scocca, sulle quali si dovrà ricercarne la causa; comportamento in rettilineo delle sospensioni e comfort di marcia; comportamento in curva; comportamento dei pneumatici per valutarne eventuale irregolarità sia in rettilineo che in curva e così via. A questo potremmo aggiungere che anche i pollici sull’impugnatura del volante hanno la funzione di “recepire” informazioni importanti, esempio vibrazioni. Tutte queste informazioni arrivano, come detto, al “sedere”. Ed è come se chi guida fosse collegato ad una miriade di sensori a loro volta collegati ad ogni organo della vettura in movimento, e ancora, è come se di fronte a qualcosa di irregolare si accendesse una spia rossa sul quadro strumenti di bordo. In particolare il sedile guida, (come del resto il posto guida), è frutto di una ricerca tecnica, perché non è fatto esclusivamente per essere comodo, certo è importante, ma perché deve recepire tutte queste informazioni importanti per chi guida. Ecco perché quando si dice che l’auto si guida con il “sedere” sappiamo che è una verità.”

Giorgio Langella

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