Nel momento in cui si pensa alle piccole bombe, non si può fare a meno di fare riferimento alla Renault ed alle due mitiche lettere che hanno da sempre contraddistinto i modelli pepati di ogni segmento, R.S. ( Renault Sport). La Clio quarta generazione raccoglie una difficile eredità. La Piccola di casa Renault deve evitare di far rimpiangere miti del passato come la Clio Williams, fino alla recente RS200 Trophy. Sarebbe stato facile seguire la tradizione, ma in Renault non manca il coraggio di diventare anche sta volta il riferimento per questo tipo di vetture che puntano tutto sull’emozione. Quindi addio al motore aspirato per utilizzare un moderno ed efficientissimo 1.6 litri quattro cilindri turbo da 200cv nella versione da noi provata con telaio CUP di uno splendido giallo Sirio, che in redazione è diventato Giallo Corsa, che possono diventare 220 per la versione Trophy. Ma la vera rivoluzione sta nel fatto che questa Clio RS è disponibile solo con il cambio a doppia frizione EDC6 già oggetto di una trattazione nella nostra sezione tecnica. https://www.giornalemotori.com/2016/12/01/renault-edc-doppia-frizione/ . A questo punto se il lettore non ha ancora abbandonato il testo, chiediamo un piccolo atto di fede. Andremo a parlare diffusamente sia delle caratteristiche di guida, che di come si comporta questo comando, e le sue possibilità in relazione alla guida divertente e sportiva più avanti.
Intanto considerando che gli interni, a parte i dettagli sportivi recanti le trarghette Renault Sport su plancia e sedili, sono in tutto e per tutto simili a quelle di una Clio tradizionale, rimandiamo la lettura ad altri modelli della gamma già provati. https://www.giornalemotori.com/2016/11/26/test-drive-renault-clio-sporter-1-5-dci-110-cv-energy-intens-dinamica-ed-economica/ . In questa sede diremo che il posto guida con il sedile sportivo ottimamente profilato consente di avere una guida perfettamente impostata. Magari ci si poteva impegnare un pochino di più nel prevedere per la plancia e gli arredi qualche finitura specifica in linea con il carattere sportivo della piccola bomba Renault.
Una menzione speciale la merita il sistema di infotainement posto al centro della plancia. Si tratta del già noto R-Link2, ma con la funzione ECOdrive2 sostituita da una spettacolare telemetria RS, che mostra ogni singolo parametro di funzionamento del motore, telaio, e ogni possibile informazione sulla modalità di guida adottata. La telemetria consente di poter inserire tracciati e scaricare dati per verificare i propri progressi. Spulciando le videate, ci si rende conto che i tecnici Renault hanno messo a disposizione di ogni tipo di informazione che solo guidatori esperti dopo anni di allenamento e di sensibilità alla guida possono percepire facendo leva sui propri sensi.
Si può comprendere quanta coppia e potenza si utilizza effettivamente, come si usa l’acceleratore in funzione della potenza alla ruota, come il differenziale autobloccante gestisce l’eccesso di coppia tra le ruote, quanta pressione in bar si sta usando sul freno in relazione all’angolo di sterzo. Ma anche parametri come temperature, pressioni di olio e turbo, addirittura la temperatura dell’aria aspirata nel vano motore, che non è uguale a quella esterna, fino al funzionamento e temperatura delle frizioni dell’ EDC ed olio cambio. In questo turbinio di informazioni, il classico indicatore di forza G Laterale appare addirittura scontato. Non manca nulla compreso una guida veloce e pratica per la guida sportiva senza rischi per il driver e per l’affidabilità della vettura.
In strada ci si rende conto immediatamente che l’assetto è più che rigido, granitico. Ogni singola asperità del terreno anche la più lieve si sente e questo inficia in modo negativo sul confort per gli occupanti. Usando la modalità sport, il rumore dello scarico cambia in ma non è la cosa abbia entusiasmato più di tanto, avremmo preferito un sound più e meno artefatto. Parlare bene dei moderni motori di piccola cilindrata turbocompressi come questo 1.6 litri da 200cv a 6000Rpm e 260Nm di coppia disponibili come da grafica telemetrica fin dai 1500rpm fino a 5000rpm è fin troppo facile. Con questa tipologia di motori, è come se entrassimo in un asilo del 2017 e ci stupiremmo di come i bimbi a 5 anni, siano già perfettamente integrati e connessi con sistemi elettronici che tu hai messo mesi ad imparare ad usare. In definitiva questi propulsori non hanno il carattere dei Turbo di una volta, ma hanno efficienza e tanta sostanza. Questo 1.6 Litri Renault per quanto potente in relazione alla cilindrata non ha difetti. Senza turbolag, senza vuoti di potenza, con una eccellente progressione. Volendo andare a cercare il pelo nell’uovo manca un po di cattiveria nella parte alta dei giri dove soffre di una leggera mancanza di allungo.
Dopo una prima fase di esplorazione usando la vettura in condizioni normali con il cambio un modalità automatica, arriva il momento di andare a vedere di che cosa sono capaci i 200cv sotto il cofano della Clio. Questa volta abbiamo cercato in modo premeditato il casello autostradale per simulare uno sparo. Incurante del fatto che siamo entrati nel nuovo millennio con l’uso di un telepass, e soprattutto della signora arrabbiata ne tristissimo SUV alle nostre spalle che strombazza, fermarsi nella corsia per ripartire usando il Lounch Control è d’obbligo. Pulsante sport inserito, piede sinistro sul freno, tirare entrambe le palette al volante, la scritta sul quadro Renault Sport lampeggia arancione, mettere il piede destro sull’acceleratore a tavoletta, e togliere il piede dal freno.
La Clio schizza in avanti senza la minima esitazione, senza la minima perdita di trazione, il piede rimane bloccato a tavoletta e il numero di giri sale, il cambio mette la seconda, poi la terza, la telemetria forse un po ottimistica indica tempi addirittura migliori di quanto dichiarato dalla casa con un decimo sotto il 6.7s dallo 0-100 dichiarato. Provando più volte la manovra, il risultato è stato sempre analogo decimo più decimo meno in base alla pendenza, alla tipologia di asfalto e lo stato della temperatura gomme le ottime Michelin Pilot Sport 4S. Un modo assolutamente democratico ed a prova di errori con cui tutti possono fruttare al massimo la possibilità offerta dal motore 1.6 litri da 200cv. In ripresa il carattere fluido dell’erogazione del propulsore è fondamentale, non necessita di pestare forte per far riprendere la Clio RS anche ad andature moderate, nel caso necessiti, basta sollecitare un po di più l’acceleratore perchè il cambio si adegui da solo e la Clio scivola via in scioltezza senza la minima esitazione, veloce e sicura in ogni condizione.
Ora però è il momento di spendere qualche parola per cercare di risolvere il dilemma che fin dalle prime battute di questo articolo tutto si stanno ponendo. La scelta del cambio EDC da parte di Renault come elemento unico per questa Clio RS è stata giusta? Una discussione che anima milioni di post sui social, polemiche sulla utilità o meno dei cambi automatici nella guida sportiva che ha fatto consumare impronte digitali di gente che ha passato i migliori anni della sua vita a discutere in rete della questione. Non vogliamo portare l’acqua al mulino di nessuno, ma vogliamo considerare le valutazioni da entrambi i punti di vista. Il cambio EDC di Renault quando usato come nell’occasione del Lounch Control assicura cambiate certe in meno di un secondo. Lo si può usare anche in manuale purchè il driver abbia chiaramente in mente ciò che vuole e lo faccia capire chiaramente al comando con l’uso dell’acceleratore.
Se così avviene ogni azione sulla paletta dietro il volante corrisponde alla volontà del pilota, comportandosi come un manuale senza frizione, se non c’è questa certezza la logica di funzionamento dell’EDC prende il sopravvento e si ha la sgradevole sensazione di litigare con il cambio. In ogni caso, questo comando consente di avere sempre due mani sul volante cosa che come vedremo garantisce il controllo assoluto in ogni condizione. Dall’altra parte ci sono i fautori della cambiata manuale. A costoro, possiamo dire di comprendere appieno l’idea di controllo assoluto che regala un cambio manuale. Ma….(eh si c’è un ma), bisogna entrare nella logica che per usare un cambio manuale con la stessa velocità ed efficienza dell’EDC bisogna conoscere manovre come la doppietta quando si sale di marcia e tacco punta in scalata, ammesso che la pedaliera abbia una disposizione tale da consentire la manovra in scalata. In ogni caso, un ottimo utilizzatore di cambi manuale, sicuramente sarà più veloce dell’EDC, ma rimane il fatto che indipendentemente da quando sia stato progettato, nel 1957 o il 2057, un cambio manuale per sua stessa natura meccanica, figlio ti tolleranze di fabbricazione, usura e mente umana a controllarlo, è soggetto al fenomeno dell’impuntamento che rimane dietro l’angolo inevitabile. Come amava dire l’Ing Murphy ideatore delle famose leggi che teorizzavano la sfortuna in ambito meccanico, se succede che si deve impuntare, succede nel momento peggiore, con la perdita di tempo peggiore.
Detto questo ed una volta rassegnati al fatto che non c’è scelta sulla Clio RS, non resta da cercare curve per divertirsi a capire se un set up così rigido sia giustificato. Lo sterzo non è telepatico come una berlina italiana di nostra conoscenza, ma è sufficientemente preciso e progressivo da consentire al conducente della Clio RS di dirigere l’avantreno esattamente dove vuole. La piccola bomba francese trova il suo appoggio rapidamente, il lavoro del differenziale autobloccante si sente praticamente subito, con il retrotreno che segue sempre fedelmente l’avantreno come un cucciolo affezionato. I diver più esperti, quelli più inclini a tenere le frenate fin dentro le curve per gestire il cambio di carico necessario per favorire l’avantreno, con questo set up della Clio che frena tanto la carrozzeria dovranno fare i conti con uno spostamento di carico limitato ma anche più secco e rapido quando avviene.
Il retrotreno quando viene sollecitato di proposito ha reazioni veloci ma sempre progressive perfettamente prevedibili dalla maggioranza dei conducenti con un controllo di stabilità, quando inserito, è perfettamente calibrato. Più difficile diventa quando ci di trova a percorrere strada con fondo viscido per la pioggia e sconnessa. In queste per effetto del limitato spostamento di peso sulle eccellenti Michelin, questo si può schizzare via improvvisamente. Ci è capitato di trovarci con la coda di traverso, ma fortunatamente con le mani ben salde sul volante per un rapido controsterzo e due dita a cercare la paletta giusta per la marcia perfetta che ci ha consentito di uscire in accelerazione dalla difficile situazione. Una di quelle condizioni che si verificano magari una sola volta nella vita ma che tende a spostare l’ago della bilancia verso gli estimatori dell’EDC. Se i tecnici Francesi ci chiedessero un opinione, ma è noto che non lo fanno, avremmo sacrificato qualche accessorio per avere un set up delle sospensioni regolabile magari Confort, Rain e Sport, si sarebbe ottenuto un bilanciamento perfetto tra prestazioni, assetto e piacere di guida in tutta sicurezza. La verità è che a parte queste limitate condizioni di guida, la Clio Rs è una vettura che rende la guida sportiva una cosa democratica, adatta a tutti gli stili di guida e tutti possono divertirsi alla guida in tutta sicurezza, certi che i driver migliori troveranno il modo per fare la differenza.
Parlare di costi per una Clio RS 200cv EDC Cup, non è difficile. Il motore per effetto delle sue ottime caratteristiche consente anche sfruttato al meglio di tenere consumi che vanno dal 10Km/litro, ad ottimi valori intorno ai 12km/litro. Il prezzo per entrare nel mondo Clio RS parte da 26.000 euro circa, a seconda degli accessori e dell’allestimento che si decide di abbinare. In ogni caso per gli incontentabili, c’è anche una versione Trophy con altri 220cv, ed un telaio ancora più orientato verso la sportività, sacrificando ulteriormente il confort nelle normali condizioni di marcia. Magari unico neo è stato quello di non prevedere l’opzione nel listino accessori anche di un buon comando manuale. In definitiva, quando siamo stati costretti a lasciare la nostra Gialla Clio RS, salendo su un’altra sportiva sempre francese, alla prima accelerata si siamo trovati con l’ago del contagiri bloccato al limitatore provando a cercare le fatidiche palette per il cambio marcia, ma quest’altra si fa tutto manuale, ma è un altra storia. Ai lettori basti pensare che sono bastati 20 giorni alla guida della Clio RS 200cv EDC per essere quasi istituzionalizzati dal cambio.
Daniele Amore
