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michelin mugelloSe diamo retta a tutti i piloti il Mugello è una pista che dà grande soddisfazione: si va forte, ci sono percorrenze, inversioni, salite, discese, e ha perfino un buon asfalto. Tutta adrenalina, non manca proprio nulla.

Per i tecnici invece è una pista facile, senza particolari sfide: una frenatona a moto dritta per la San Donato, una meno esasperata ma sempre a moto dritta dopo le Biondetti, molte curve e controcurve con qualche raccordo. Questo significa che non ci saranno seri pericoli per le moto con centraggio arretrato (le frenate sono a moto dritta) che però sconteranno il problema delle percorrenze e dell’agilità.

E anche i supermotori, apparentemente avvantaggiati in rettilineo, verranno bilanciati dalla differenza di percorrenza della Bucine. Il grip dell’asfalto assicura un’ottima trazione anche alle moto con la coda più leggera, ed ecco che globalmente possiamo definirla una pista “da Yamaha”. Ma stavolta vince una Ducati. Vediamo cosa è successo.

Parliamo anzitutto della questione gomme, con alcuni piloti che trovavano la media asimmetrica con la fascia destra addirittura più dura della gomma hard simmetrica. Sinceramente ho molte difficoltà a crederlo e ritengo che siano semplicemente impressioni soggettive, magari indotte dalla superiore pressione di partenza sulla gomma media. Qualcuno però sceglie la hard, e il risultato parla chiaro.

Già da diverso tempo abbiamo scritto che il centraggio della nuova Ducati non è troppo lontano dalle 4 in linea e che la grossa differenza di oggi sta nel superiore accentramento delle masse della Yamaha, e questa gara lo conferma ancora una volta: la Ducati si è dimostrata ben bilanciata ma fisicamente impegnativa.

Pesante, direbbe il pilota, che è cosa diversa da una moto sbilanciata. Ma grazie alla profonda conoscenza delle traiettorie, Dovizioso riesce a faticare meno che altrove, fermo restando il superiore impegno fisico rispetto ai piloti Yamaha. Vittoria fortemente voluta e meritatissima non soltanto per lo storico impegno del forlivese ma soprattutto per la determinazione con la quale ha costretto la moto a stare sulle traiettorie volute.

petrucci mugelloE’ solo questione di fatica, poi la moto ci sta senza troppi problemi: e questo ci dimostra ancora una volta che non si tratta di centraggio ma di accentramento, con la moto che non ha difficoltà nel seguire una curva ma piuttosto nelle fasi dove occorre cambiare angolo di piega. Ingresso, uscita e inversioni, insomma. Questione di layout, non di progetto ciclistico sbagliato.

Lorenzo, pur sperimentando assetti più corretti, probabilmente non riesce a metterci la forza e la fluidità necessarie per convincere la sua moto che deve entrare nelle curve. Purtroppo è sparito quasi subito dalle telecamere e non posso essere più preciso, ma le sue dichiarazioni dopo la gara mi confortano nella mia impressione: un fiorettista non si trova a suo agio quando deve maneggiare di forza una mazza ferrata, non riesce a trovare la forza né la misura.

In Yamaha invece scelgono le gomme dure: moto alta, grande agilità. Perfino troppa, al limite dell’instabilità. Più di una volta ho visto sia Rossi che Vinales alle prese con uno sterzo che sbacchettava e che scuoteva l’intera motocicletta. Una moto così suscettibile finisce per essere un limite quando poi ci metti troppo entusiasmo finendo per essere impreciso ed eccessivo.

Resta comunque il fatto che la M1 ancora una volta facesse percorrenze incredibili, fino ad arrivare al sorpasso di Vinales su Petrucci in pieno rettilineo, alla faccia del supermotore. Impossibile tuttavia andare a riprendere Dovizioso, la moto iniziava a scomporsi e a sbacchettare visibilmente. Qualcosa di meglio invece me la aspettavo da Zarco, con assetto e gomme corretti, e questo mi fa pensare che il pilota francese dia il meglio di sé su piste più tortuose del tracciato toscano. Resta comunque splendido da vedere, con una naturalezza incredibile nell’appendersi alla sua moto.

Le Honda in queste condizioni potevano fare poco: non sono così restie ad entrare in curva ma non sono bilanciate e hanno la percorrenza peggiore di tutte, e a poco serve anche la guida di Pedrosa: Correntaio e Bucine sono lunghe e le devi fare in percorrenza, a nulla serve girare cuciti stretti e rialzare dopo pochi metri di curva, il Mugello non è una gimkana, né bastano le frenate a moto dritta per compensare un avantreno con poca direzionalità. Basta una forzatura nel fine piega e l’anteriore di Pedrosa cede di colpo, travolgendo anche la Honda privata di Crutchlow.

Sulla Suzuki e sull’Aprilia non mi posso pronunciare, non sono riuscito a vederle: tutte le telecamere erano per quei quattro là davanti, e forse è giusto così.

 

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38 COMMENTS

  1. Dalla casanova savelli l impressione era che dovizioso nella percorrenza della bucine fosse più veloce di rossi. Con vinales invece sembravano li li.
    Qualche differenza nel set up tra rossi e vinales o altro?

  2. Il Dovi in percorrenza è veloce, il problema della Ducati è farcela entrare rapidamente. Occorre molta forza, ma la moto poi è veloce e ben bilanciata (finchè per qualche ragione non devi cambiare traiettoria – e quindi piega – lungo la curva).

  3. Raga, l’avevo notata in diretta e son saltato sulla sedia, ma poi con il Dovi li davanti me ne ero scordato, finché non mi è capitato questo slowmotion ripreso frontalmente.
    Io non so che razza di doti questi abbiano per rimanere calmi con una moto che fa così, come se nulla fosse ad oltre 340km/h dopo uno scollinamento e per giunta devi pure tirare la staccata.
    Pensa se il telaio fosse stato “flessibile” come alcuni vorrebbero. Qui mi sa che si vedono tante cose di cui spesso ci parli Federico. Le gomme fanno un gran lavoro.

    https://www.youtube.com/watch?v=oaUS3oJFDhE

  4. A Jerez Lorenzo, al di là del podio finale dovuto anche e soprattutto per le cadute altrui, era apparso molto elegante e fluido sulla moto. Eppure in teoria avrebbe dovuto, per certi versi, faticare di più che al Mugello. Tutta o prettamente questione di fiducia e destrezza del pilota nella “sua” pista?

  5. Ciao a tutti

    Non sapevo della scelta di gomme di Zarco
    Me la spiegate per favore?

  6. La gomma dura al Mugello è un mito da sfatare. Serve a reggere quando va in deriva, dato che l’asfalto è molto buono e si riesce anche a guidare in leggero sottosterzo senza perdere di colpo l’avantreno. Occorre naturalmente tener sempre presente che si sta guidando in deriva, e se si forza troppo con l’anteriore hard già in deriva, ecco che quella deriva diventa incontrollabile e l’avantreno cede. Alla Pedrosa. Ma non l’ha ordinato il medico di guidare così. Possiamo sempre azzerare la deriva anteriore, così la mescola soft reggerà benissimo. Niente deriva, niente abrasioni o degradi derivanti. Con l’ulteriore vantaggio che su asfalto caldo la soft riesce ad aggrapparsi meglio.
    Cosa significa l’anteriore in deriva, è presto detto: la ruota deve sterzare più di quanto servirebbe se non scivolasse di lato, e questo viene risolto da molti piloti riducendo l’incidenza di sterzo in modo da non dover tirare il manubrio interno per stringere le curve: lo farà da solo il giroscopio anteriore senza che il pilota ci metta forza o avverta nulla. Ma poca incidenza espone al rischio sbacchettamento, e la M1 di Zarco non sbacchettava… 😉

  7. Sì, conoscere perfettamente le traiettorie di una pista ci permette di anticipare i movimenti in sella e di calibrarli esattamente per la curva che stiamo per affrontare. Un bel vantaggio se la nostra moto è un po’ troppo fisica.

  8. Ah, dimenticavo: Zarco avrebbe potuto anche usare una media posteriore, tutto dipende da come aveva settato il suo link. L’importante era uscire dalla logica dell’avantreno in deriva.

  9. si ma a Paddock ho sentito dire:
    Michelin da 5 gomme per ogni set, solo che per ogni set ti dice che questa e’ per il venerdi, questa per il sabato, questa per la domenica. cioe’ le gomme sono leggermente diverse pur essendo per esempio tutte etichettate come medie.
    e si chiedeva: ma come si fa a fare un setting che poi la gomma successiva e’ diversa?

    https://www.youtube.com/watch?v=mRFdCF_buh4

    dal minuto 7:20 circa.

  10. A Barcellona Michelin collaudate nel test di maggio: La Casa francese porta al Montmelò pneumatici dedicati all’inedito layout della pista catalana.

    Taramasso: “gomme nuove e più eque per tutti i piloti”

    meno male un po’ di suspence… 😀

  11. Le cose sono due: o tutti si lamentano perchè sono piagnoni oppure siamo di fronte al classico “Elefante nella stanza”.
    Perchè vabbè se la dico io o Jo ma se lo dice Pirro per interposta persona è un pò più grave…
    Poi è sempre il solito discorso, si ascolta una cosa in tv/giornali poi vai a cercarti qualche fonte e scopri che in realtà hanno detto molto di più (vedi Pedrosa sul referendum 070). E domenica in diretta lo stesso Pernat continuava a dire che la 070 l’ha voluta Rossi fin da Austin ma votata a maggioranza (si si)… Strano, lo ripeto pure io da qualche tempo… E strano, quando lo ha detto Blora a Paddock Pernat se n’è rimasto zitto salvo poi saltar fuori alla fine con un “Ma vuoi dire che Dorna pilota i risultati? Ma vaaaaaa….”
    E Pernat è uno che ci guadagna sul baraccone…

    Facciamo un gioco? Prendiamo tutti questi 1+1+1+1+1+1+1+… e torniamo ad Austin dove Vinales perde l’anteriore su un curvone in appoggio, lui che si lamenta pubblicamente con Michelin e poi gli arriva una bella mail con su scritto “Suca”…
    Magari salta fuori anche una spiegazione per la famosa “R” scritta sulla gomma…

  12. Sacramen, ma dico io…. dopo aver strillato al complotto della 070 per far favore a Rossi vien fuori che le Ducati sono diventate competitive come non mai, Vinales sempre davanti e Rossi quarto…..
    Al limite da parte tua mi sarei aspettato un imbarazzato silenzio…. mi aspettavo ancor meno una ammissione di non averci capito un beneamato cazzo, ma che avessi addirittura la faccia tosta di presentarti come se nulla fosse successo e continuare a vaneggiare sui complotti pensavo (a torto) che fosse oltre anche alla tua seppur scarsa onestà intellettuale…. riesci sempre a sorprendere

  13. Siete meravigliosi. I fatti vi hanno vergognosamente smentito ma siete sempre pronti a dar retta al primo asino che raglia alla luna purchè alimenti il vostro delirio complottista…. cioè, porco cazzo, bastano 3 neuroni in fila per capire che è una enorme cazzata sostenere che michelin porti ben NOVE specifiche diverse di gomma, ma visto che alimenta le dietrologie giù a bersela senza manco alzare un sopraciglio…. e vieni a fare lo spiritoso con l’elefante nella stanza…. ma veramente vi sentite i più furbi di tutti?! Ma che razza di problema avete con l’interpretazione della realtà!?

  14. Occhio perché ricordo uno che diceva che “a pensar male si fa peccato ma ci si indovina quasi sempre”

  15. Non so Stefano, se proviamo a fare la cronistoria di questa faccenda forse ci facciamo una idea più chiara…

    Test invernali
    Rossi: questo anteriore mi fa schifo
    Michelin: sei l’unico, attaccati al cazzo, l’anteriore rimane così

    Finita prima gara del Quatar
    3/4 del parco piloti: questo anteriore fa schifo
    Michelin: ok, parliamone….

    A me sembra che i fatti raccontino una storia ben diversa da quello che dice il “pensare male” che va per la maggiore…

  16. Sacramen, i tuoi 1+1+1+1+1+1+1+1 mi fanno rivalutare l’idea delle scie chimiche. Comincio quasi a crederci.

  17. secondo me Dorna non vuole favorire Rossi, semplicemente non vuole ammazzare il campionato dopo le prime gare. ha interesse a tenerlo aperto fino alla fine, a farlo apparire emozionante. tutto qui. non dimentichiamo che e’ un evento, non il campionato mondiale di velocita’. e’ cosi’ che lo chiama Dorna.

  18. PETRUCCI:

    “In questo momento le gomme sono più importanti della moto – afferma – Mi spiego, Honda al Mugello sembrava non ne imbroccasse una giusta e noi ad Austin e Jerez sembravamo in crisi, anche Yamaha aveva tribolato in Spagna. Poi in Italia, nelle prove,  a un certo punto c’erano 10 piloti in 4 decimi, stiamo parlando di MotoGP e di un circuito difficile come quello del Mugello! Per lo spettacolo è senza dubbio bello, perché fino a domenica non sai mai chi potrà vincere”.

    Guardare la gara dalla poltrona è però diverso da correrla in moto.

    “Da pilota, a volte non funziona nulla e la settimana dopo ti ritrovi a lottare per la vittoria. Questo rende più complicato capire i limiti propri e della moto”.

    Le Michelin cambiano da pista a pista e con loro i valori in campo, questo sembra essere il riassunto.

  19. queste cose non le dice jo, lo dicono i piloti che stanno seduti sulle moto.
    Davide, devi dirlo a loro di smetterla di dire cagate.

  20. complimenti @Federico , e’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli!

    dove la logica e la conoscenza fanno da padroni.

    basta non leggere poi i commenti … 😛

  21. Jo, le cagate non le dice Petrucci o chi per lui
    Sono le tue arbitrarie interpretazioni di queste parole ad essere sbagliate, più che per tua incapacità di capirle ritengo invece che ci sia una chiara volontà di piegarle a quella che è la tua interpretazione della realtà che hai deciso fissa e immutabile, dunque per far quadrare i conti tocca fare qualche volo pindarico.
    “I valori e gli equilibri in campo cambiano da pista a pista? Davvero?!! Ma che novità assurda! Ci deve essere sotto un complotto per forza!”

  22. Davide,
    “In questo momento le gomme sono più importanti della moto”
    secondo te cosa vuole dire?
    cosa significa “in questo momento” ?
    a me pare di capire che adesso vai forte se la gomma che ti danno quel giorno te lo permette. infatti poi dopo lo spiega.
    “Da pilota, a volte non funziona nulla e la settimana dopo ti ritrovi a lottare per la vittoria. “

  23. “In questo momento le gomme sono più importanti della moto”

    io la vedo come:

    e’ inutile pistolare come un matto sugli assetti della moto tanto vai forte se quel giorno hai la gomma buona per te. sbaglio? se si cosa vuole dire?

  24. Le gomme sono SEMPRE state più importanti della moto da quando c’è il monogomma. La moto non è altro che quel pezzo di ferro e plastica che serve a far lavorare al meglio le gomme.
    Eppure dopo anni che frequenti questo sito qualcosa dovresti averla capita!

  25. devi dirlo a Petrucci, e’ lui che ha detto “in questo momento”, io sono d’accordo con te.

  26. Jo, a me sinceramente mi pare che lo scenario odierno sia perfettamente spiegato dalla scarso livello tecnologico di Michelin, che fanno gomme con una finestra di utilizzo così ristretta che non ci capisce più un cazzo nessuno e la competitività esce un po’ a caso (con una costanza maggiore per i più forti naturalmente).
    Federico, nell’articolo che commenti scrive :”Per i tecnici invece è una pista facile” e già qui dovresti spiegarti da solo il notevole livellamento che abbiamo visto questo we senza il minimo bisogno di dietrologie…
    Per dar retta alla tesi del campionato pilotato delle gomme dovremmo dare per scontato che Michelin sia in grado di fare, pista per pista, la gomma perfetta per la moto da far vincere… oggi Yamaha in Quatar, domani Honda a Austin, la prossima volta le facciamo per Ducati al Mugello…. perchè lo sai vero che la stessa gomma che fa vincere uno sfavorisce l’altro, vero? Ecco, secondo te Michelin, anche volendo, sarebbe in grado di farlo?

  27. “perchè lo sai vero che la stessa gomma che fa vincere uno sfavorisce l’altro, vero? ”

    e’ proprio quello che ho visto finora.
    vado a letto 🙂

  28. Ah si? Allora la gomma per far vincere honda ad austin fa arrivare seconda una yamaha mentre a jerez, sempre gomma preparata per honda seconda una ducati, riuscendo contemporaneamente a far arrivare merdesima yamaha? Tu vedi quello che vuoi vedere, non quello che succede. E Questo giochetto di travisare e decontestualizzare le mie parole per darti ragione da solo è abbastanza irritante e infantile

  29. Io invece volevo fare una domanda riguardo alla scelta differente di gomma anteriore tra Dovi e Petrucci.
    (Uno la hard e l’altro la media). Se Petrucci avesse scelto la media poteva giocarsi la vittoria oppure
    in base al loro diverso stile di guida dovevano scegliere quelle gomme?

  30. Buongiorno a tutti.
    Ho qualche domanda da fare. Spesso si sente parlare nei pneumatici da competizione di temperatura d’innesco in cui al di fuori di questa finestra, più o meno stretta di temperatura, la mescola in contatto con l’asfalto ha caratteristiche di grip e durata non ottimali.
    È sempre stato così nei pneumatici da competizione? Cioè, si è sempre dovuto raggiungere una certa temperatura tramite deformazione della carcassa oppure c’è stato un tempo in cui le “gomme” erano esattamente quelle che utilizziamo noi sulle vetture di tutti i giorni; quindi una struttura che tutto sommato produce poco calore e il battistrada non così dipendente dalla temperatura? Quando è avvenuto questo cambio di paradigma?
    Grazie della risposta
    RA

  31. Ciao Alfredo, le gomme hanno avuto una forte evoluzione nel tempo. Quelle di 40 anni fa erano gomme con della gomma vera dentro, ora non più.
    Una volta forse le gomme da moto non erano così sofisticate e forse nemmeno troppo considerate, poi negli anni si è capito che un pneumatico può fare la differenza.
    Ora come ora le gomme hanno un arco di temperatura propria di funzionamento, una gomma slick lavora tra i 90°C e i 105°C, dipende dal tipo di pneumatico.

    Quello che accade ora è un pò questo: Bridgestone era riuscita negli anni a creare un equilibrio termico incredibile, i loro pneumatici avevano un range molto ampio di lavoro grazie al mix di carcassa e coesione tra gli strati. Ergo, il bilancio termico della gomma era bilanciato.

    La Michelin invece ancora non è riuscita a fare questo lavoro, ed ecco il motivo dei tanti problemi. Per esempio: se le gomme giapponesi potevano lavorare a temperature di asfalto con variazioni di 20/25°C senza troppi drammi, qui pare che il range di utilizzo delle Michelin sia intorno ai 10/15°C, una volta forse erano anche meno…..motivo per cui la Michelin produceva gomme durante il week end quando ancora non c’era il monogomma

  32. Grazie Smeriglio molto gentile.
    Sì conoscevo il problema legato alle gomme ma ora con i dati di range di utilizzo l’informazione è più completa.
    Ma il cambio di generazione di gomme quando è avvenuto? a mio avviso durante l’era Agostini tanto per intenderci non credo esistessi il problema di mandare in temperatura il pneumatico, credo che se ne sia iniziato a parlare durante l’era dei grandi della 500; quindi fine anni ’80? è plausibile?
    RA

  33. ciao a tutti, mio modestissimo parere è che alla Michelin non ce la fanno. non esiste assolutamente malafede, sarebbe una follia e basta. ma non perchè siamo ingenui e altri invece a “pensar male” lasciano la loro morbosità a briglia sciolta. Bridgestone faceva gomme da PAURA, diverse certamente ma tecnologicamente avanzatissime e con una uniformità di rendimento strabiliante. i francesi invece stanno facendo schifo, il casino lo fanno loro e non di proposito…..voglio dire, ma la figura di cacca che fanno? se mi passate il termine eh, complotti una pippa! questi i clienti li stanno perdendo 😀 dai….c’è solo da sperare che si diano una mossa e riescano a fare un prodotto stabile, sempre o quasi lineare nelle performance e che non cambi….qualche mese fa esplodevano le carcasse se non ricordo male. ad maiora!

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