Dopo il capitolo in cui il maestro Giorgio Langella, ex collaudatore storico del marchio Alfa Romeo, indicava come il sedere, inteso come senso del tatto, per percepire ogni reazione del veicolo, in questa trattazione Langella spiega ai nostri lettori come sia altrettanto importante l’uso dell’acceleratore. Un elemento fin troppo spesso sottovalutato. Pensare solo lontanamente che basti stare sempre con il piede a tavoletta, usando il comando come se fosse un interruttore, è quanto mai lontano dai canoni della buona guida. Usare correttamente l’acceleratore può fare anche una differenza notevole a prescindere dalle doti del veicolo. Speriamo che i lettori ne possano trarre insegnamento come è successo a noi della redazione.
“Anche questa frase era detta a noi nuovi Collaudatori il giorno in cui salivamo per la prima volta a bordo di una vettura, affiancati ad un Maestro Collaudatore, cominciando l’avventura di questo meraviglioso lavoro.”
“La macchina si guida con l’acceleratore”.
Sembrerebbe una frase scontata, ma non è così. Basta immaginare di percorrere una curva, e capire se si può accelerare oppure no, e se si, quando e quanto accelerare. Questo veniva spiegato prima in modo teorico, e preceduto da spiegazioni, dimostrazioni, di come ci si deve sedere al posto guida di una vettura, come regolare il sedile guida, lo schienale, per una posizione ideale e corretta di guida. Quindi la corretta posizione, delle gambe, e delle mani sul volante.
Compreso in questi insegnamenti iniziali, cioè, “la macchina si guida con l’acceleratore”, quale deve essere “la posizione ideale di guida”, veniva spiegato che “la macchina si guida col sedere”, e anche a cosa serve la “pedanina appoggiapiede” sinistro. Anche questi insegnamenti iniziali si sono rivelati molto importanti durante i collaudi. Il racconto della macchina che si guida con l’acceleratore va subito a riguardare a come si affronta una curva, su strada o su pista, cosa è il sottosterzo e cosa è il sovrasterzo.
In pratica, ci dicevano, che se dosi bene, e utilizzi al momento giusto l’acceleratore nell’affrontare e nell’uscire da una curva, non dovrai preoccuparti più di tanto del sottosterzo e del sovrasterzo, perché controllando l’acceleratore riuscirai a tenerli sempre sotto il tuo controllo nella guida. Perché questi comportamenti della vettura sono sempre influenzati dal tuo modo di guidare e di utilizzare l’acceleratore. E che comunque il sovrasterzo, con cui avrai a che fare uscendo da una curva, avverrà perché, in fondo, lo avrai voluto tu. Provocato tu.
Mentre il sottosterzo lo puoi controllare rilasciando l’acceleratore, (manovra praticamente istintiva), perché, dicevano, quando acceleri affrontando una curva la “forza centrifuga” ti porta ad andare diritto anche con ruote sterzate, quando invece rilasci l’acceleratore questa forza si annulla e le ruote sterzate riportano la vettura nella traiettoria voluta, sempre che tu non abbia superato ogni limite, naturalmente. Naturalmente più alta sarà la velocità della vettura rispetto alla curva, maggiore sarà l’impegno nell’affrontarla perché maggiore sarà la forza centrifuga e il sottosterzo.
Dicevano ancora i Maestri Collaudatori, che nell’affrontare una curva se acceleri troppo e troppo presto dovrai fare i conti con il sottosterzo, e se acceleri troppo presto all’uscita della curva dovrai farli con il sovrasterzo, che in questo caso si definisce sovrasterzo di potenza, quindi praticamente voluto. Anche in questo caso il sovrasterzo sarà maggiore quanto maggiore sarà l’accelerazione. Concludevano aggiungendo che esiste una “linea immaginaria”, percorrendo una curva, che indica quando è il “momento giusto” per accelerare, ed è quando si percepisce che il “muso” della vettura punta sul tratto successivo, che è il rettilineo. Questa era la spiegazione teorica fatta anche da gesti con le mani, oltre che alle parole. La dimostrazione pratica ha dato conferma delle spiegazioni teoriche.
Considerazioni.
Il fatto poi che la trazione anteriore dia l’impressione, naturalmente percepita, di essere maggiormente influenzata dal sottosterzo è data dal fatto che, accelerando in potenza e nel momento sbagliato (vale a dire troppo presto) affrontando una curva, la risposta dell’accelerazione in una trazione anteriore sarà più immediata rispetto alla trazione posteriore (parliamo a parità di potenza motore ad esempio) anche se di pochi decimi di secondo, perché mentre la trazione anteriore “tira dal davanti” e quindi accelerazione immediata, la trazione posteriore deve “spingere da dietro”.
Ecco dunque una sensazione diversa che si può recepire. Quindi, in conclusione, sia trazione anteriore che trazione posteriore sono sempre soggette al sottosterzo sia in entrata che nel percorrere la curva, ma possiamo dire che ambedue i comportamenti sono influenzati maggiormente dall’accelerazione, accelerazione sempre “voluta”. Quindi, in pratica, e semplificando, sottosterzo e sovrasterzo “di potenza”.
Quanto scritto sull’utilizzo del pedale acceleratore è comunque parte integrante di:
-la posizione ideale di guida.
-La macchina si guida col sedere.
-La pedanina appoggiapiede sinistro.
La posizione ideale di guida.
La posizione ideale di guida riguarda la regolazione del sedile guida, intesa come posizione delle gambe rispetto ai pedali, e rispetto alla posizione ideale delle mani sul volante che devono permettere di manovrarlo in tutta sicurezza. Prevede anche che le gambe non siano mai tese, altrimenti si tende a staccare la schiena dallo schienale manovrando i pedali, in particolare frizione e acceleratore, che fanno una corsa più lunga rispetto al pedale freno.
Lo schienale sedile deve essere regolato in modo che le braccia non siano mai tese, ma debbano avere un certo angolo il quale serve per avere la possibilità di una manovra completa del volante. E anche qui, se le braccia sono troppo tese al massimo, durante una manovra del volante che va oltre il mezzo giro, c’è la possibilità che il corpo si stacchi dall’appoggio completo e sicuro dallo schienale sedile. Per la regolazione dell’inclinazione dello schienale sedile guida i Maestri Collaudatori ci parlavano di circa 18° di inclinazione.
La macchina si guida col sedere.
Anche questo è riferito alla posizione ideale del corpo sul sedile durante la guida. Perché il corpo ben posizionato al sedile riceve tutte le “informazioni” che trasmette la vettura attraverso “rumori e vibrazioni”percepite da chi guida, dai movimenti delle sospensioni e del comportamento dei pneumatici. E dei freni. Un corpo posizionato idealmente al sedile guida è sempre “collegato” alla vettura. E la parte maggiormente sensibile a recepire il tutto è il “sedere”. Il “sedere” diventa il centro informazioni.
La pedanina poggia-piede sinistro.
Anche la pedanina poggia-piede deve essere compresa nella posizione ideale di guida. E’ stata studiata per dare la possibilità di ancorare il corpo allo schienale sedile guida mentre si percorre una curva e a velocità sostenuta, in particolare su di una pista. Quindi, percorrendo una curva, facendo leva col piede sinistro sulla pedanina si ancora maggiormente il corpo al sedile-schienale guida, mentre la gamba destra sarà ancorata al mobiletto centrale, così da evitare spostamenti del corpo stesso che, per effetto della forza centrifuga, tende ad andare verso la parte opposta della curva. Inoltre, se il corpo non è ben ancorato, c’è la possibilità istintiva di aggrapparsi, ancorarsi, al volante. Cosa alquanto pericolosa. La pedanina serve anche a tenere la gamba in posizione di riposo durante i lunghi viaggi.
E’ vero, la macchina si guida l’acceleratore. E’ vero, la macchina si guida col sedere. Personalmente ne ho fatto tesoro di questi insegnamenti negli anni da Collaudatore Alfa Romeo. Grazie ai Maestri Collaudatori Alfa Romeo.
Giorgio Langella

GM complimenti. Queste storie sono stupende ed anche utili.
Mi piacerebbe chiedere al maestro Langella (ma anche a voi sono sicuro che e’ lo stesso) un consiglio: ogni volta che faccio le curve a sinistra di raggio medio corto (tipico nelle statali che passano per i paesi o che le collegano) mi ritrovo il montante della mia Fiato Grande Punto ad oscurarmi il centro curva costringendomi a sbilanciarmi sul lato opposto per vedere.
E’ un mio errore di postura in auto? Di guida? Devo arrendermi all’evidenza che queste auto offrano la visibilità di un carro armato?
PS sono uno che gli piace andare al ritmo della strada senza strafare ma senza andare a spasso.
Allora jigen75. La visibilità sulle vetture moderne soprattutto quelle con andamento del muso tipo monovolumi hanno il problema del montante anteriore avanzato e spesso. Allora noi facciamo così. Usiamo il parabrezza come un enorme schermo. Non inquadriamo la curva dal montante ma osserviamo la linea di mezzeria prendere una determinata posizione della base dello schermo man mano che QUESTA si avvicina all’approssimarsi della curva. Con un po di allenamento ci si prende i propri punti di riferimento e non si guarda più in alto ai lati del montante ma davanti al muso finche la linea di mezzeria non sarà nella posizione che riteniamo ideale. Questo per identificare la traiettoria corretta anche molto prima di approcciare la curva. Diverso e vedere persone ostacoli e veicoli nell angolo cieco. In questo caso guardare in lontananza anticipa la visuale di ciò che poi finirà nell’ angolo cieco. Per altri chiarimenti il nostro tester Daniele Amore è a disposizione anche su fb ed anche in conversazione private. Grazie per la domanda.