
Carlo Abarth, un nome diventato legenda nell’immaginario di nonni e padri che in un epoca agli albori della motorizzazione di massa, non potevano fare altro che sognare un’automobile, figuriamoci una sportiva. Bastava una marmitta che facesse guadagnare qualche cavalluccio, alle piccole 500 e 600 faticosamente pagate a cambiali per sentirsi appagati. Con il tempo si poteva spingere fino a modifiche radicali degne del migliore tecnico progettista di una F1. Purtroppo nonostante l’ingegno di Abarth e del suo staff, certi limiti di base non potevano essere eliminati del tutto, trasformando le piccole bombe dello scorpione in un caso unico nel suo genere. Un filo conduttore che rivive anche oggi, in alcune caratteristiche della Abarth 595 Competizione, massima espressione della gamma con la potenza salita a 180 cv migliorata per assetto, freni, gomme, tutto adeguato alla maggiore potenza e prestazioni della piccola bomba italiana, sempre con un occhio particolare alla sicurezza.

Quando si apre la porta ci si trova dinnanzi ad un bellissimo sedile Sabelt, conformato come una vettura da corsa con guscio in carbonio, un elemento spettacolare che ha un solo difetto, conserva in tutto la posizione di guida rialzata con gambe raccolte della 500 da cui deriva. Un posto guida che più lontano non si può dal concetto di sportività degna della conformazione del sedile. Il volante di grande diametro e leggermente inclinato, ben rifinito in alcantara, con rifiniture in carbonio compreso il nottolino stile rally dal centro. Davanti al pilota il classico quadro strumenti della 500 arricchito di una serie di funzioni, con un nuovo controllo dell’accelerazione laterale di più immediata lettura. La strumentazione si accompagna al sistema infotainment U-Connect con navigatore Tom Tom, e prese USB per il collegamento delle proprie fonti. Un impianto che unito all’audio Beats rende versatile questa 595 Competizione adatta anche al pubblico giovane sempre connesso. La plancia è arricchita di molteplici inserti in carbonio con un assemblaggio nettamente migliorato rispetto alla versione standard.

Lo spazio a bordo è paragonabile a quello che potrebbe offrire una piccola coupè 2+2 con l’abitabilità posteriore ridotta a causa del guscio in carbonio dei sedili. Ovviamente per effetto delle dimensioni esterne estremamente contenute anche il bagagliaio risulta piuttosto piccolo, versatile solo se si utilizza lo spazio a disposizione abbattendo il sedile frazionato. Le dimensioni contenute limitano il problema della visibilità in manovra, sarebbe comunque stato meglio se ci fosse stata la telecamera posteriore. Su strada fin dai primi metri ci si rende conto che il set up che i tecnici Abarth hanno scelto per questa Competizione è decisamente duro, il driver sente ogni singola asperità del fondo stradale anche la più infinitesimale. Discorso a parte per il confort acustico. Di solito siamo soliti pensare che il sound per una vettura sportiva debba provenire dal cofano motore. Dare prevalenza all’impianto di scarico è come giudicare una band musicale in base alla qualità degli altoparlanti presenti al concerto, piuttosto che alla bravura dei musicisti. Nel caso della 595 Competizione siamo costretti a fare un eccezione. Fin dalla prima messa in moto, l’eco dello scarico Record Monza ha fatto la differenza. Ogni occasione è stata motivo utile per sentirlo cantare. Bastava anche un piccolo sottopasso per rallegrare le orecchie, figuriamoci nel momento in cui ci si inbatteva in una galleria.

La Competizione ha due funzioni di guida, una normale in cui il motore da 180cv si addomestica letteralmente, ed un altra sport dove si sveglia in modo deciso. Con questa funzione inserita, il motore mostra un ottimo carattere, corposo in basso con un turbo lag appena percepibile ed una spinta corposa nella zona medio-alta dei giri. La trazione è buona, nonostante la notevole cavalleria per le dimensioni, staccare un tempo medio per lo scatto da 0-100Km/h in 7 secondi non è difficile. Per scendere sotto questo volare bisogna essere bravi nell’uso dell’acceleratore staccando il sistema TTC, il controllo di trazione attivo. Grazie al peso contenuto appena sopra i 1000kg anche la ripresa risulta buona. Le doti di elasticità del motore ed il suo carattere corposo consentono al conducente con la funzione Sport attiva di fare anche a meno di usare il cambio. Se si esagera nel calare di giri, basta una marcia in meno per schizzare via senza esitazioni. Bisogna dire che se non fosse per lo splendido sound che ne viene fuori, si farebbe volentieri a meno di usare il cambio, un comando che mostra una scarsa propensione alla guida sportiva.

Quando viene il momento di fare sul serio, affrontando un bel percorso pieno di curve, viene fuori qualche limite dello sterzo. In modalità sport diviene consistente, pure troppo, ma non guadagna precisione e progressività. E’ come se i tecnici Abarth avessero confuso la durezza del comando con la sportività. Un neo che può essere limitato anticipando tutte le manovre in fase di inserimento e di controllo delle reazioni della vettura. A dare una mano allo sterzo ci pensano i freni. Ben calibrati per potenza e modulabilità aiutano a controllare i trasferimenti di carico ed i movimenti della coda quando questa viene chiamata a dare una mano all’avantreno. Per verificare le doti di trazione della 595 Competizione siamo andati a cercare una piccola pista da Kart. Un terreno ideale con curve secche da prima e seconda marcia affrontata prima con il TTC, il differenziale elettronico attivo, un dispositivo che simula in tutto e per tutto un differenziale autobloccante.

Nonostante la nostra riluttanza nei confronti di tali sistemi, in questo caso i tecnici Abarth hanno fatto un lavoro di taratura magistrale, anche accelerando in modo brusco e deciso, non ci sono mai stati strattoni tipici di un sistema elettronico, che invece gestisce le perdite di trazione in modo dolce e progressivo. I driver più bravi, in ogni caso, sapranno comunque fare meglio del sistema che si può disattivare con un pulsante sulla consolle centrale. Basta un’azione meno decisa e più progressiva sul pedale dell’acceleratore per avere comunque un ottima trazione anche nelle condizioni limite controllando facilmente il nascere del tipico sottosterzo delle trazioni anteriori molto potenti. Alla fine per sfruttare al meglio il lavoro fatto sul set up dai tecnici Abarth basta avere una guida pulita, fruttando la dinamica del retrotreno grazie al passo corto. Senza scomodare l’inflazionato effetto Kart, la 595 Competizione mostra un certo divertimento su ogni percorso pieno di curve.

Il divertimento in giro per l’Appennino, non deve far perdere d’occhio l’indicatore della benzina, non per i consumi che si attestano su una media di 10Km/litro nel uso misto, condizione che può migliorare con la funzione normal inserita. Il problema purtroppo è che può salire anche in modo considerevole se si utilizza a fondo la funzione sport. La dotazione è di buon livello completa per il confort dei passeggeri, manca di alcuni elementi per il controllo della guida presenti sulla concorrenza a parità di prezzo come il rilevatore di angoli ciechi, e di superamento della corsia di marcia. Si accusano molto meno invece l’assenza dei sistemi di ausilio alla guida, considerato che questa vetturetta è nata per il piacere della guida.

In conclusione, ad un primo giudizio si potrebbe dire che questa Abarth 595 Competizione da 180cv costi decisamente troppo rasentando i 30 mila euro. Ma c’è da dire che ci sono cose quando si compra un automobile che non si possono catalogare ne prezzare facilmente. Andare nella rimessa alla 5 del mattino e mettere in moto solo per svegliare il condominio soprastante, entrare in una galleria e scalare due marce per vedere la faccia del guidatore del triste SUV sulla corsia di fianco che ti guarda male prima di alzare il volume della sua radio, oppure vedere i propri bimbi che corrono perchè hanno sentito il suono della 595 Competizione da lontano. Piccole cose, magari, ma che consentono ad un appassionato dello scorpione per giustificare il prezzo oltre ogni ragionevole dubbio.
Daniele Amore




