Test Drive | Dacia Duster 1.5 Dci 110cv Edc6 Brave, il low cost diventa più ricco

Quando la Dacia è sbarcata per la prima volta nel segmento dei SUV/Crossover compatti, usava una pubblicità in cui di vedeva una coppia che scesa dalla loro Duster, si lamentavano del fatto che per averne una si doveva spendere solo 11.000 euro,  o giù di li,  è non l’avrebbero comprata perchè volevano spendere di più. Ad anni di distanza si può dire che la coppia, che nel nostro immaginario rappresenta il mercato italiano ha vinto. Oggi la Duster, si è  evoluta, fermo restando il suo concetto di base low cost, oggi si fa più ricca, meglio dotata tecnicamente, e ovviamente il prezzo è salito pur restando nettamente al disotto della concorrenza. Quella che abbiamo in prova è una versione speciale, la Dacia Duster 1.5 dci EDC6 Brave. Un termine che tradotto significa impavido, come la voglia del marchio Rumeno in forze al gruppo Renault di rivaleggiare con la migliore concorrenza senza timori reverenziali. La serie speciale soprattutto in una fase di fine vita dei modelli è un modo per dare linfa vitale alle vendite migliorando la dotazione e rendendo più appetibile il modelli a fine carriera. La Brave in nostro possesso è con un bel Grigio di media tonalità, colore tra i più gettonati del conservatore mercato italiano, cerchi in lega, barre portapacchi, e una dotazione per gli interni più ricca di cui parleremo in seguito.

Salendo a bordo si ha la sensazione chiara di fare un leggero passo indietro dal punto di vista automobilistoco della posizione di guida, la quale è leggermente seduta, con il sedile regolabile in altezza, ma non è prevista la regolazione in profondità del volante. La plancia ha il classico design della Duster, un unico blocco di plastica decisamente rigida, ma uniforme per tutta la vettura. La finitura superficiale tende a ridurre la sensazione di economia del materiale, e soprattutto aggiunge un senso di robustezza e resistenza all’usura delle componenti. Apprezzabile su questa versione speciale la colorazione arancione semi-opaca di alcuni componenti che rendono leggermente più frizzante l’ambiente interno. La strumentazione è classica analogica, niente fronzoli, o effetti speciali, al centro della plancia c’è un sistema di navigazione marcato Lg tipico doppio-din acquistabile in after market. La differenza sta nel fatto che il produttore del sistema ha adottato una interfaccia grafica ed un utilizzo dei menù simile in tutto e per tutto agli altri modelli Renault. Completo di navigatore, e delle  modalità per usare il collegamento con il proprio smatrphone attraverso la presa USB per le proprie fonti di musica. In ogni caso necessita di un po di assuefazione all’utilizzo,  un apprendistato che consigliamo a vettura ferma.

L’abitabilità è il vero punto forte,  oltre all’economia generale della Duster. Davanti lo spazio abbonda, dietro due persone stanno molto comodi, ed anche ad un quinto passeggero non sono richiesti particolari sacrifici per trovare la giusta collocazione. Il bagagliaio, è molto capiente, ha la possibilità di essere ampliato da 450litri fino a 480litri, in più si possono sfruttare le modalità di abbattimento del sedile posteriore che consente di sfruttare al meglio fino a 1.640litri di capacità totale. Su strada si apprezza la morbidezza delle sospensioni, meno il poco filtraggio delle rumorosità che arriva dal comparto sospensioni quando si passa su percorsi sconnessi, anche il motore diventa penetrante soprattutto a velocità autostradale.

Il 1.5 Dci da 110cv è una nostra vecchia conoscenza,  un motore che può essere assimilato al Parmiggiano Reggiano,  lo usi per tutto, ma in certe occasioni esalta il piatto in modo stupefacente, ed è il caso di questa Duster. La potenza di 110cv con una ottima erogazione di potenza e un peso tutto sommato contenuto considerando le dimensioni del veicolo, assicurano prestazioni in accelerazione di tutto rispetto. In ripresa il quadro viene completato dalla presenza dell’eccellente cambio automatico EDC6. Perfettamente calibrato, asseconda al meglio l’erogazione del propulsore, consentendo al Duster di tirarsi fuori da ogni condizione di difficoltà senza incertezze. Andare a cercare curve non è la cosa più logica che si possa fare quando si è alla guida di una Dacia Duster, ma tant’è che si tratta di un veicolo che ha come scopo anche quello di essere adatto anche al tempo libero, quindi per fare scampagnate un percorso bello tortuoso è quanto mai sempre presente. Tanto vale andare a vedere che succede se si mette alla frusta la meccanica. I freni sono sufficientemente potenti, ed hanno una buona resistenza alla fatica, mancano appena di un pochino di modulabilità ma è un problema a cui si pone rimedio dopo poche curve imparando ad usare il pedale. Lo sterzo risente come succedeva per  la prima generazione di SUV del baricentro alto. Il comando non è preciso ne pronto come si vorrebbe. Questo unito alla scelta di un set up per le sospensioni votate al confort, e la gommatura all-season, mostra una certa pigrizia in ogni fase di inserimento in curva.

La Duster rimane comunque sicura senza reazioni che possono mettere in difficoltà ogni tipo di conducente a patto che non si esageri nel cercare una prestazione in curva che non è nelle corde della crossover di Dacia. In questo caso le reazioni soprattutto del retrotreno potrebbero essere troppo brusche difficile da controllare con la sua pigrizia dello sterzo. In ogni caso quando le cose si fanno difficili c’è sempre il controllo ESP che non abbandona mai il driver a se stesso. Abbiamo detto che il motore offre prestazioni discrete, ma dove il propulsore abbinato al cambio Edc6 da il meglio di se è consumando veramente poco. Il consumo si attesta sui 17Km/litro che per dimensioni e peso del veicolo è un ottimi risultato, ma la cosa sorprendente è che il valore non cambia anche adottando stile di guida più aggressivo, può solo migliorare con conducenti più attenti all’uso dell’acceleratore.

Ora torniamo alla dotazione che fa lievitare il prezzo della Duster rispetto alla sua origine ma la rende paradossalmente ancora più conveniente.  La Serie speciale Brave ha di serie L’impianto di navigazione con retrocamera e sensori si parcheggio, cruise control, quattro alzacristalli elettrici. Chi si reca nei concessionari Dacia, al momento di andare in rete con l’articolo,  troverà la seconda edizione della versione speciale Brave, denominata appunto Brave2.  Quest’allestimento ricalca quello precedente a parte dettagli estetici e degli interni con una diversa colorazione ed un prezzo leggermente ritoccato verso il basso per un vantaggio ulteriore per il cliente che dovrebbe attestarsi sui 18.200 euro, un prezzo nettamente più basso di qualsiasi modello anche entry level della concorrenza diretta.

Daniele Amore

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