Test Drive | Renault Grand Scenic 1.6 Dci 160cv EDC6 Bose, spaziosa e brillante

Ogni tanto,  per spaziare sulla totalità dell’offerta del mercato ci capita di dover provare una vettura monovolume. Ovviamente il fatto che tra le due opzioni di Renault Scenic e Renault Grand Scenic,  la seconda potesse vantare sotto il cofano il 1.6 Dci biturbo da 160cv non ha minimamente influito sulla scelta di provare la sette posti al posto della compatta con cinque posti. A questo punto se non siete stati ancora resi orbi dal naso di chi scrive che dalle parole sicuramente è andato fuori dallo schermo possiamo raccontare la prova della Renault Grand Scenic 1.6 Dci 160cv EDC6 Bose. Un esemplare di un bel grigio argento con tetto in contrasto di colore nero. Dal punto di vista estetico non c’è niente da dire ancora una volta il design di Van Den Acker ed il suo staff, ha fatto il possibile, tra l’altro riuscendoci per dare una vitalità particolare ad un modello che per sua stessa natura punta tutto sulla funzionalità.

Salendo a bordo il tocco di stile si vede soprattutto nel design della plancia, con la zona centrale rialzata a formare un unico elemento che scende verso il basso. Peccato che i designer non abbiano osato fino in fondo. Terminare la consolle subito dopo la leva del cambio ha sicuramente permesso di avere una serie di vani portaoggetti davanti al bracciolo, anch’esso molto profondo, molto comodi, ma avremmo apprezzato un unica soluzione di continuità magari con un design a ponte che avrebbe coniugato le esigenze di spazio nella zona bassa, migliorando la collocazione dei comandi messi ai lati della leva del cambio. Insomma una soluzione molto più simile a quella vista sulla più grande Espace, elegante e funzionale al tempo stesso.

I materiali sono di ottima fattura nella zona alta della plancia, con la parte inferiore contraddistinta da alcune plastiche un po rigide. Nulla di grave,  la consistenza dei materiali è in linea con la concorrenza, ma il contrasto con l’ottimo elemento con cuciture a vista che compone la parte superiore degli arredi, rende ancora più evidente la differenza tra i materiali. Bastava un piccolo sforzo nella cura delle finiture come le goffrature ed accostamenti cromatici per rendere il tutto più omogeneo. Al centro della consolle c’è il già noto R-Link2. Un sistema che abbiamo imparato a conoscere da tempo, completo nelle sue funzioni, completo di navigatore è uno dei pochi ad avere una sua interfaccia autonoma diversa dalla concorrenza. Nonostante qualche anno sulle spalle è ancora un sistema funzionale con alcune particolarità come le cinque modalità di guida selezionabili, ed il sistema ECOdrive2 che aiuta il conducente ad un uso ecologico della vettura.

Non mancano le possibilità di cambiare grafiche della strumentazione e la colorazione per l’illuminazione dell’abitacolo. Il posto guida rimane alto, tipicamente da monovolume, le regolazioni elettriche sul sedile di prova sono sufficienti per ogni tipo di statura, anche se avremmo preferito una maggiore escursione verso il basso del piano di seduta. Lo spazio a bordo non manca, sia davanti che dietro. Nella fila centrale ci stanno comodamente tre persone a prescindere dalla taglia, se si utilizzano i sedili nella terza fila, meglio riservarli a persone di corporatura non generosa, più adatto a bambini o adolescenti. In ogni caso il bagagliaio è veramente capiente. Nella configurazione a cinque posti con i due sedili in posizione di riposo ci sono comunque disponibili più di 500 litri di capienza, che possono diventare, 200 litri con i sedili alzati, ed arrivare fino a 2100 litri se si abbattono completamente le due file posteriori, cosa che può avvenire anche parzialmente mediante un semplice gesto utilizzando la pulsantiera apposta sul rivestimento posteriore.  Su strada le sospensioni hanno un set up sufficientemente morbido, la rumorosità penetra nell’abitacolo solo se si spinge sul gas facendo lavorare il motore ad alti regimi, mentre a parte qualche scossone sulle buche più profonde la Grand Scenic ha dimostrato di digerire senza troppi affanni la gommatura da 20 pollici presente sul modello in prova. Molto confortevoli infine i sedili con rivestimento in materiale pregiato, e la spettacolare funzione massaggio in due metodologie, rilassante o tonificante. Un vero toccasana quando si affrontano le code per il ritorno dopo una stressante giornata di lavoro.

Scegliere il motore più potente da 160cv è la cosa più sensata che un eventuale cliente possa fare optando per la versione lunga della monovolume francese. Il motore è una vecchia conoscenza già provato sulla Talisman Sporter, ma sarà la leggera differenza di peso a favore della Grand Scenic che questo propulsore sembra decisamente l’anima gemella per questo telaio. Il 1.6 litri doppio turbo da 100cv/litro, ha coppia fin dai regimi più bassi grazie alla doppia sovralimentazione e mostra il carattere che sospettavamo avesse, ma che era mitigato dalle dimensioni della sorella maggiore Talisman. Nonostante ci siano a disposizioni cinque modalità di guida, Eco, Normal, Confort, Sport e Custom, è la prima volta che in termini di percentuale di utilizzo abbiamo usato per la maggior parte quella ecologica.

Semplicemente per spingere al meglio questa Grand Scenic basta semplicemente premere nemmeno tanto a fondo sul pedale del gas ed affidarsi all’eccellente compagno di viaggio rappresentato dall’EDC6, il quale ha come unico difetto la solita mancanza delle palette al volante. La funzione sport, si è resa necessaria solo per sfruttare al massimo le potenzialità dei 160cv, o per tirarsi dagli impicci con una richiesta di ripresa più vigorosa. Il motore ci ha talmente convinto delle sue doti, che nonostante il carattere da monovolume sette posti non dichiari di essere adatto a passi di montagna veloci e divertenti, ci ha stuzzicato comunque la voglia di vedere quanto il telaio assecondi le potenzialità del propulsore. La prima cosa con cui bisogna fare i conti sono i freni. La potenza è buona ma non hanno dato l’impressione di avere una capacità di resistenza alle forti sollecitazioni, ed in più la modulabilità non è certo delle migliori, soprattutto non aiutano la gestione dei pesi nelle fasi iniziali di curva.

La Grand Scenic una volta trovato il suo appoggio appare sicura, pure troppo,  con il controllo della stabilità sempre vigile, solerte negli interventi al minimo accenno di perdita di aderenza. Condizione che avviene abbastanza in fretta se si prova a forzare la mano. Il fatto è che per una chiara scelta di favorire il set up votato al confort, ed una gommatura altissima da 20 pollici ma molto stretta di battistrada con una misura ormai da utilitaria di 195mm, i tecnici francesi hanno mostrato forse un eccesso di ottimismo nei confronti della progettazione della loro meccanica. Le caratteristiche di telaio derivate dalla Megane, fanno quello che possono con una gommatura così particolare, adatta a risparmiare qualche centesimo di carburante sacrificando un piacere di guida che poteva essere nelle corde di questo modello con la motorizzazione maggiore. Un altro dettaglio di cui si è sentita la mancanza, considerato la lunghezza della Grand Scenic è del sistema a quattro ruote sterzanti della Talisman. Su questo modello sarebbe stato veramente utilissimo per la maneggevolezza negli spazi angusti delle città italiane.

Le scelte di Renault per agevolare i consumi hanno avuto comunque il pregio di riuscire nello scopo, ma soprattutto hanno tenuto bassa la differenza di valori rispetto alle motorizzazioni meno potenti. Il 1.6 Dci da 160cv ha praticamente fatto registrare un esigenza di gasolio praticamente uguale alla stessa motorizzazione con 130cv, solo il 1.5 litri da 110cv fa meglio ma con una differenza di prestazioni non proporzionale a quanto di guadagnerebbe in consumi. Il valore nell’uso medio con la funzione ECO al suo massimo è stata di 18km/litro che possono scendere di poco sotto 16Km/Litro con una diffusa utilizzazione della funzione Sport.  La Grand Scenic 1.6 dci 160cv EDC6 Bose, costa base 35.150 euro, ed offre una dotazione di tutto rispetto, con l’ottimo impianto stereo da cui prende il nome l’allestimento, il climatizzatore bi-zona, il cruise control adattativo con frenata automatica di emergenza e riconoscimento dei segnali stradali, con head up display, fari adattativi, l’avviso di cambio di corsia accidentale, oltre alla consueta batteria di Airbag, ed i sistemi di sicurezza attivi.

Sull’esemplare in prova era presente anche la selleria in materiale pregiato con regolazione elettrica e l’eccellente funzione massaggio, lo spettacolare tetto panoramico, il parcheggio automatico, non indispensabile, a differenza del molto utile rilevamento dell’angolo cieco ed il bel grigio in doppia tonalità. Così allestita la Grand Scenic può arrivare anche a toccare  cifre intorno appena sotto i 40 mila euro. Ma il nostro consiglio è quella di rinunciare a qualche accessorio che porti l’allestimento Bose da 160cv ad una cifra analoga all’allestimento più ricco magari con la motorizzazione da 130cv. Avere un  motore ben proporzionato vale sicuramente qualche rinuncia in termini di lusso.

Daniele Amore

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