
Definito da molti un sognatore, un visionario, Beggio ha anche portato risultati concreti in tutti i campi. Nei 54 titoli vinti nella storia della Casa di Noale, c’è la sua firma, anche in quelli nei quali Beggio era ormai fuori dal marchio.
Ha avuto il merito di crederci sempre e di investire tantissimo nelle corse, scoprendo fior di talenti tra i quali Gramigni, Biaggi, Rossi, Capirossi, Poggiali, Melandri e molti altri. Ci sono state anche battute d’arresto, ma forse solamente perché le sue idee erano fin troppo in anticipo rispetto ai tempi in cui sono uscite.
Dal punto di vista industriale i numeri sono da capogiro: quando nel 1998 fu insignito del titolo di “Cavaliere del lavoro”, nella motivazione si poteva leggere che aveva portato l’Aprilia a “elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva. L’azienda è passata da un fatturato di 7 miliardi di lire del 1982 agli oltre 970 del 1997. Dai 50mila motoveicoli prodotti nel 1991 al 290mila del 1997 dei quali il 45% destinati all’export. Le moto con il marchio Aprilia si sono aggiudicate 9 campionati del mondo, con più di 70 vittorie nei gran Premi, confrontandosi con i colossi dell’industria motoristica giapponese”.
Aprilia, un piccolo marchio nel mezzo della Pianura Padana, aveva raggiunto e superato brutalmente i colossi giapponesi dal punto di vista tecnico e sportivo, supremazia durata nel mondo dei GP fino alla scomparsa dei motori a 2 tempi.
Sue le idee dello scooter Scarabeo e della bellissima Aprilia RSV1000. Se ne va un altro Mito, tutti noi appassionati gli auguriamo Buon Viaggio.
