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Elaborazioni Daniele Negrente, una famiglia da corsa, dove l’auto di serie va oltre la preparazione

In redazione non abbiamo considerato spesso il mondo delle elaborazioni. Ma esplorare l’automotive a 360 gradi è una delle perogative di questa testata. Quando sono stato contattato da Daniele Negrente uno dei migliori nel campo in Italia, ho deciso che era il momento di colmare la lacuna sul mondo dove spesso c’è tutto ed il contrario di tutto delle elaborazioni. L’Officina Negrente si trova in provincia di Verona, abbarbicata su una collina stupenda. Quando ho raggiunto Rosaro, imoccando la Strada Panoramica che si inerpica sulla collina,  arrivati davanti all’insegna che indica la posizione dell’officina, mi sono dovuto fermare per qualche minuto ad ammirare il panorma della Pianura Padana che si staglia davanti alla mia vista. Lavorare con un affaccio simile tutti i giorni non deve essere poi così male. Quando arrivate all’officina Negrente venite accolti dal sorriso solare della moglie di Daniele, Natalina Daldosso. Nemmeno il tempo di preparare un caffè e fare le presentazioni che arriva Daniele. Un uomo minuto, magro, la conferma di un concetto che avevo maturato quando ho conosciuto il Maestro Giorgio Langella a Milano. I piloti collaudatori, li fanno tutti usando un unico stampino universale, tutti con la stessa coproratura e la stessa sagoma! .

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Daniele non fa in tempo a stringerti la mano che come una scheggia impazzita comincia a saltare da una parte all’altra della picclla stanza piena di cimeli, trofeti, foto di eventi e di gare della storia gonistica sua e dell’azienda. Indica il primo approccio sul kart alla fine degli anni 70 quando correva con gente come Riccardo Patrese, le gare in salita, i trionfi in pista negli anni 80 e 90 fino ai giorni nostri, tutti ottenuti con le vetture elaborate da se stesso. Ci sono anche le auto preparate per i piloti di mezzai italia, comprese le vetture del vecchio caro campionato V8 Superstars, le BMW e Jaguar. C’è’ anche la foto della Ritmo Abarth,  quinta assoluta al Rally delle due Valli, primo degli umani alle spalle di mostri  come tre Lancia 037 ed una Stratos.  Per quanto Daniele Negrente sia l’artefice di tutto questo, senza l’apporto dei suoi collaboratori sarebbe un Generale senza un esercito all’altezza.  In questa offina Daniele non poteva trovare collaboratori migliori, la sua stessa famiglia. Quindi vale la pena conoscerli approfonditamente per capire il cliente che varca la porta dell’accoglienza con chi si trova ad avere a che fare. Natalina Delfosso, ci siamo già presentati. Se Daniele Negrente è il piltastro dell’azienda, Natalina è la fondamenta su cui si basa. Gestisce i clienti, i fornitori, i rapporti esterni, la burocrazia e la contabilità, da una mano al Capo che fa da CTU per i tribunali di mezza italia. Quando entri nel suo ufficio posto al di sopra con vista panoramica sull’officina, la puoi trovare immersa nelle carte, ma se non c’è basta girarsi intorno e puoi anche vedere una chioma bionda con tanto di occhiali antifortunistici con in mano uno smeriglio che sta lavorando su un collettore di aspirazione, con la stessa maestria da grande artigiano.

Forse l’unica donna che discute a testa alta sul diagramma della distribuzione di una vettura da corsa, di anticipi, incroci, detonazioni, con la stessa facilità di un ingegnere navigato. Mentre sorseggi l’ennesimo caffè la vedi indicare alcune delle foto sulla parete con auto da corsa guidate da lei, i rally che ha vinto nelle sue categorie da pilota e non solo nella catagoria femminile ma anche mettendo in riga maschietti agguerriti. Il fatto che sia anche una navigatrice provetta, appare quasi scontato! Daniele Negrente è un personaggio lungimirante, sa che i migliori collaboratori sono quelli che ti costruisci in casa. Se è vero come dha scoperto Newton che “La mela non cade mai lontano dall’albero” è venuto naturale respirando aria e motori che i due figli,  Diego e Luca,  divenissero parte integrante della factory.

Diego, è perito meccanico come il papà. Lo vedi impegnato in modo trasversale a risolvere problematiche di di tipo meccanico, mana che di natura elettrica ed elettronica assieme al fratello Luca. Più guardi il suo modo di lavorare, più ti rendi conto che Diego incarna il prototipo del perfetto “Meccatronico” Un elemento che tutte le offinine d’Italia di ogni livello vorrebbero.  Infine Luca. Ingegnere Elettronico, per lui non esiste centralina, ECU che abbia segreti. Il suo compito è quello di intervenire sul cervello delle auto. L’elettronica è parte integrante di tutte le auto moderne, non ha senso lottare per limitarla, tanto vale avrne la perfetta padronanza per capirne i segreti più prodondi e sfruttarne le immense potenzialità. La differenza nella lettura, correzione e riscrittura di un programma per l’ECU fa la differenza tra una preparazione fatta come si deve e l’uso di un programma preconfezionato.  Luca Negrente ottimzza parametri che i tecnici in azienda devono tenere sotto controllo per esigenze di norme e di bilancio. Prima si ottimizza la vettura resituendole il carattere che doveva avere fin dall’origine per poi arrivare a scrivere il programma anche da zero in funzione dell’elaborazione che si deve ottenere.  Infine una mensione per, Christian. Non appartiene alla famiglia, è una risorsa poco loquace, sempre concentrato sul suo compito, senza distrazioni esterne che possano distoglierlo.

L’officina Negrente è composta dai classici ponti per il lavoro tradizionale di manutenzione, con un angolo dedicato ad una zona per il montaggio dei motori preparati. C’è anche una piccola attrezzeria per creare componenti su misura con vecchi ma efficientissimi torni, frese e trapani, un reparto che non dovrebbe mancare in nessuna officina del mondo che si rispetti. Con questi strumenti Daniele crea da zero anche il suo ammortizzatore che andrà a coporre il set up delle vetture che escono dall’azienda sia da corsa che stradali. Ogni elemento come lo Stelo, il pistone è ricavato dal pieno, manualmente, con tolleranze da 0.025mm. Una volta testato ogni elemento viene testato e tarato su un banco prova per ammortizzatori che non solo può regolare la taratura in compressione ed in estensione, ma anche la velocità in millesimi di secondo per verificare la risposta. Da tecnico con qualche lezione di collaudo dai grandi maestri, posso solo immaginare la possibilità di avere un ammortizzatore che risponde secondo la conformazione della pista addantosi ad ogni singola curca, magari ad un determinato cordolo specifico.  Per un pilota che sa sistemare bene la sia auto tale possibilità vale oro!

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Passando per un magazzino che sembra un piccolo museo di ricambi d’epoca, perchè le buone officine non buttano via nulla, può sempre servire in futuro, ci si avventura tra valvole, pattelli, fasce, pistoni appartenuti a supercar degli anni 60 fino ai giorni nostri,  si giunge alla sala prove motori, perchè ogni elaborazione deve essere, affidabile, fruibile, ed ogni cavallo per quanto costa deve giustificare i soldi spesi per averlo. Poi c’è una saletta laboratorio per i lavori da fare sulle centraline, ed infine il fiore all’occhiello dell’intera azienda, la sala prove con banco rulli. Unico nel suo genere in Italia forse in Europa, può sopportare potenze fino a 4000cv. Corredato di danamometri progettati secondo le specifiche dal produttre per le esigenze di Daniele Negrente, è anche l’unico banco che può vantare una velocità di flusso aria frontare che simula un andatura da crociera da 330Km/h, ottenuto con un sistema di ventilazione progettato e costruito specificatamente per questa azienda in modo artigianale. Quando ho visto il suo funzionamento, mi sono rammaricato di non avere a dispisizione una bacchetta di fumo, quelle che si usano nelle gallerie del vento.  Il cliente che porta la sua vettura nell’officina Negrente  viene coinvolto in modo attivo nella road map che si deve percorrere per ottenere lo scopo finale, non solo maggiore potenza, fruibile su strada ed affidabile nel tempo. Ogni lavoro, inizia e finisce all’interno dell’azienda, niente deve essere lasciato al caso, anche le lavorazioni necessare al CNC esterne, vengono poi passate al vaglio attraverso un controllo qualità meticoloso e fatto con i migliori strumenti di misura a disposizione.

La cura per il dettaglio aiuta ad ottenere più cavalli, la certezza di avere tutto sotto controllo è una garanzia per il cliente.  L’automobile  che entra in questa azienda, entra “normale”, per uscire a lavoro finito come una vettura “unica”, quello che gli americani chiamano Trans-Am.  Se le qualità delle vetture emozionanti si misurano come facciamo spesso con il prezzo la cavallo, quello delle elaborazioni Negrente giustifica ogni euro speso per quello che i clienti si troveranno sotto il cofano. Passare due giorni a contatto con questi tecnici, è stata un esperienza che ogni appassionato, a prescindere dal suo livello di competenza dovrebbe fare. Trovarsi a discutere di organizzazione, di futuro, con le possibilità che offre l’ibrido all’elaborazione, domostra come l’officina Negrene è un azienda dinamica che non si ferma che unisce il passato con il futuro senza sosta.  Passare il tempo del pranzo come della cena in compagnia di Daniele e Natalina, ti fa conoscere cose sulle corse che la maggior parte degli appassionati manco si sogna.

Si pensa che la F1 sia un mondo di lupi dove un team forvia le regole, ma le competizioni sono formate da un sottobosco composto da gare dove succede tutto ed il contrario di tutto. Storie di vittorie, di contestazioni a suon di verifiche dove i motori sono sottoposti ad autopsia,  altro che bilance rotte, tutto a caro costo del perdente. Daniele mostra per l’occasione il suo trofeo più bello,  quello che vale più di tutti, una targa ricevuta per essersi fermato in una gara dove era in lotta per la vittoria. Una situazione critica dove ha salvato la vita ad un rivale capottato in una curva. Successe anche a Merzario, ma mentre questo a stento ricevette i ringraziamenti del sopravvissuto,  nelle gare monori, quelle vere, si danno targhe al posto delle coppe perse per un gesto che va oltre la competizione al di là pure dei concetti di fair play.

Mentre andavo via mi sono soffermato su quel cartello visto quando sono arrivato. “Cercasi apprendista appassionato per offina meccanica!” Un annuncio che sembrava assurdo in una zona d’Italia dove la disuccupazione è al minimo. Dopo aver visto l’azienda di Daniele Negrente ha decisamente più senso. Chi decide di accettare quell’offerta sa di dover lavorare duro, di dover avere l’umiltà di impare a prescindere dal titolo che si possiede. Ma sa anche che la sua crescita professionale si arricchierà di elementi unici, avrà l’occasion per diventare un tecnico migliore, o un meccanico spraffino, e magari un giorno anche sfiorare la leggenda del Maestro che lo ha formato.

Daniele Amore

Si ringrazia tutto lo staff dell’Officina Daniele Negrente

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