Apriamo questo secondo capitolo in cui GiornaleMotori e Portami in Pista collaborano per portare agli appassionati materiale utile e, si spera interessante. Oggi si parla di come scaldare le gomme, argomento meno chiaro di quello che si potrebbe pensare.

Nella guida alle pressioni delle gomme abbiamo visto che la gomma, una volta scaldata e con la giusta pressione, raggiunge il fatidico range di funzionamento ideale.

Questo range è una finestra di valori, raggiunta la quale la gomma ci offrirà il massimo del grip che può per più tempo possibile. Insomma, lavorerà al meglio delle sue (e nostre) potenzialità.

Nelle future discussioni daremo come sottointeso l’aver impostato un valore di pressione delle gomme adatto. Per sapere come fare, leggi qui.

Chiedere il massimo da una gomma fredda è prendersi un rischio molto grande e, spesso, vuoi dire scivolare. Una volta che la gomma sarà calda potremmo affrontare qualsiasi cosa – curve, frenate, accelerazioni etc. – in maniera e velocità completamente differenti.

Questo è vero per le gomme da strada, e ancora più vero per le gomme pistaiole. Più una gomma è pistaiola, più avrà bisogno di essere scaldata bene per offrire il massimo. Ovviamente una gomma orientata verso la pista, una volta scaldata, offrirà un’aderenza molto superiore rispetto ad una gomma stradale che però, a freddo, è meno esigente e “perdona” più facilmente.

La performance che una gomma ci può offrire arriva in maniera progressiva, grado dopo grado di temperatura. Non pensare che la gomma dia tutto o niente all’improvviso, come se ci fosse un interruttore on-off. L’aderenza offerta parte dal basso e, mano a mano, sale insieme alla temperatura che lo pneumatico raggiunge.

Quando le gomme entrano nella giusta finestra di temperatura, raggiungiamo un “plateau” di grip ottimale: il limite e il meglio che la gomma piò darci.

Questo concetto non continua all’infinito però: se superiamo la soglia ottimale di temperature (surriscaldando quindi le gomme) l’aderenza offerta diminuirà, sempre in maniera più o meno graduale.

Pensa al concetto di grip&temperatura come ad una “V” al rovescio. Il grafico tecnico non è proprio quello, ma è per farti capire e visualizzare l’idea di un’aderenza inizialmente bassa, che poi si alza fino al suo picco, oltre il quale riscende.

Come scaldare le gomme

Le gomme si scaldano con l’acceleratore e con il freno, in rettilineo. Più precisamente, la maggior parte del calore nelle gomme si genera con forti accelerazioni e forti frenate, a moto più dritta possibile.

È durante le fasi di forte accelerazione e forte frenata che, infatti:

  • la carcassa della gomma si flette maggiormente a causa delle forti forze che la attraversano, e
  • la frizione con l’asfalto è massima, sempre per via delle forze cui la gomma è sottoposta.

Questi due fattori (flessione della carcassa e frizione con l’asfalto) sono i principali generatori di temperatura nelle tue gomme.

Non si confonda la frizione con l’eventuale slittamento, il quale produce semplicemente un surriscaldamento superficiale della gomma con inevitabile degrado della mescola: la frizione deriva dalla distorsione dell’area di impronta che, sottoposta a forze orizzontali elevate, si accorcia e si allunga pur rimanendo a contatto dell’asfalto e produce una “frizione” su zone più o meno estese del contatto stesso. Da rilevare infine che nel bilancio termico di una gomma tale frizione produce un riscaldamento inferiore per ordine di grandezza rispetto alla deformazione della carcassa – segnatamente dei suoi fianchi – sotto le elevate forze di torsione in senso radiale dovute alla potenza applicata, sia essa proveniente dal motore che dai freni.

Forte non vuol dire brusco. Per portare a temperatura i tuoi pneumatici tutto quello che devi fare è accelerare a fondo in maniera progressiva e dolce per tutto il rettilineo, poi frenare a fondo in maniera progressiva e dolce fino all’inserimento di curva.

Come vedi, tutto questo può essere fatto e va fatto a moto più dritta possibile, per avere il massimo dell’aderenza. Aderenza = frizione (e sicurezza!) = calore.

La vuoi ancora più facile di così? Segui il pilota-istruttore di Portami in Pista in quello che fa: è li apposta per aiutare voi corsisti a perfezionare la vostra guida!

In questa fase iniziale non ti curare delle curve e non prenderti rischi inutili, andando a piegare tanto e chiedendo troppo alle gomme. Oltre ad essere inutilmente rischioso, la quantità di calore che riuscirai a generare in curva è quasi irrilevante rispetto a quella che puoi generare in rettilineo.

Inizia con angoli di piega bassi, lascia scorrere la moto e sciogliti nei movimenti. Sfrutta il tempo in curva per risvegliare i sensi, goderti la moto e concentrarti sulla sessione che ti aspetta.

Dopo qualche curva, aumenta un po’ l’angolo di piega e verifica cosa ti dicono la moto e le gomme. Noterai che la stabilità aumenterà progressivamente, la moto ti darà sempre più fiducia e tu ti scioglierai sempre di più.

Resta sulla giusta traiettoria sia in rettilineo che in curva. È una traiettoria prevedibile per chi, eventualmente più veloce, volesse superarti. Non frenare prima, non mollare all’improvviso il gas in rettilineo.  Se tu sei regolare e prevedibile, sarà compito loro trovare il luogo dove superarti. Se sono più veloci lo faranno di certo. Se non lo sono, il problema non si pone.

Contrariamente a quanto si pensa, andare in pista non vuol dire avere sempre il coltello tra i denti, anzi.

Per scaldare le tue gomme: gas pieno in rettilineo, frena forte, rilassati in curva. Progressività. Facile a dirsi e a farsi.

Quanto tempo ci vuole per scaldare le tue gomme? Lo vediamo sotto.

Due parole sulle termocoperte

Se hai le termocoperte (e le hai usate in maniera corretta) le tue gomme saranno sin da subito ad una temperatura quasi ottimale, il che fa diventare quanto descritto fino ad ora non più necessario.Il fatto che non sia necessario non vuol dire che sia inutile farlo comunque, ti spieghiamo perché.

Chiariamo due cose importanti:

  • usare le termocoperte in maniera corretta vuol dire scaldare sia lo pneumatico sia il cerchione, e
  • le temperature raggiunte con le termocoperte sono sicuramente maggiori rispetto a quelle di chi parte con la gomma “al naturale”, ma raramente sono perfette.

Le termocoperte sono un dispositivo elettrico che può non funzionare a dovere, essere tarato male, essere di cattiva qualità o perdere di precisione nel tempo. All’interno delle termocoperte poi, le resistenze che scaldano la gomma possono essere disposte in vari modi, che hanno efficacia variabile.

Già solo per questi motivi capisci bene che affidarti ciecamente alle termocoperte non è saggio, e dare comunque una scaldata “alla vecchia maniera” (in pista!) alle gomme ti assicura di raggiungerne la temperatura ottimale. Ovviamente ti basterà meno tempo.

Considera inoltre che fare i primi km con un approccio meno aggressivo in curva ti darà anche modo di scioglierti nei movimenti, permettendo anche a te di arrivare gradualmente al meglio della tua forma per i giri veloci.

In nessuno sport si va al massimo senza essersi prima scaldati, e la moto è uno sport. Nessun corridore inizierebbe lo sprint senza essersi adeguatamente riscaldato. Perfino in MotoGP e Superbike fanno il “giro di riscaldamento”, per cosa credi che sia? Per dare tempo alla moto e al pilota di essere al massimo prima della vera partenza, che è dopo almeno un giro intero.

Ulteriore considerazione: la sicurezza.

Magari hai le migliori termocoperte sul mercato, le gomme sono perfette e tu sei al terzo turno, sciolto al massimo e pronto a dare tutto sin dalla prima curva. Ma gli altri?

In pista non sei da solo, e devi comunque prestare attenzione a chi ti circonda. Non dare mai per scontato che quello che è vero per te lo sia per tutti.

Magari la persona che si appresta ad affrontare la curva dove stai arrivando a cannone vuole prendersi il primo giro per entrare in confidenza con la moto. Nei limiti del normale, ne ha tutto il diritto. Che succede se tu arrivi a 300 all’ora, stacchi al limite e entri alla seconda curva come per fare il tempo da qualifica? Trovarsi qualcuno in traiettoria non è mai piacevole, soprattutto se si è al limite e la differenza di velocità è sostanziale.

Per tutti questi motivi, anche se hai le termocoperte, è bene iniziare ogni turno in maniera…indovina come? Progressiva.

Come NON scaldare le gomme

1) Andare a zig-zag

Pratica molto diffusa è quella di andare a zig-zag in pista. Non c’è niente di più inutile e controproducente. Andare a zig-zag non solo non genera una quantità rilevante di calore per le gomme, ma pone anche un rischio per te e per gli altri.

Quando vai a zig-zag infatti stai in realtà chiedendo alla gomma che ti dia grip agli angoli di piega che fai. Finché pieghi poco (come di solito fortunatamente succede) la gomma ti supporta e pensi di starla scaldando. Appena vai oltre alla piega che la gomma fredda riesce a tollerare, rischi seriamente di scivolare.

Inoltre, zigzagare in rettilineo ti trasforma in un oggetto con direzione e velocità imprevedibili per chi ti sta dietro. Farai cadere o verrai tamponato da chi sta andando già forte o da chi sta scaldando le gomme nel modo giusto, è solo una questione di tempo. Non farlo.

Ma in TV lo fanno. I piloti di moto che in tv vedi zigzagare non stanno scaldando le gomme, che sono appena uscite dalle termocoperte. Quello che stanno facendo è chiedere aderenza alla gomma, per capire se ce n’è. Per capire se e quanto grip c’è insomma. Scaldare la gomma non c’entra nulla.

Un pilota ha una sensibilità estremamente sviluppata per queste cose. Mettendo letteralmente alla prova la propria gomma è in grado di capire non solo se ha grip oppure no, ma anche quanto grip ci sia in un dato punto della pista.

Questo perché il giro dopo sarà il primo giro di gara, lui/lei dovrà già star andando al massimo e ci sarà meno tempo per le verifiche. Più informazioni ha, più forte può andare.

Queste tuttavia sono cose piuttosto difficili e avanzate, ben oltre al livello del pistaiolo zigzagatore tipo. Vuoi provare a sentire il grip anche tu? Prova pure, ma assicurati di non disturbare quelli dietro e tienine a mente utilità e rischi.

Ma in TV lo fanno 2. I piloti di macchina zigzagano eccome (e le derapate iniziali sono ormai purtroppo una delle cose più emozionanti che la Formula 1 moderna offre ultimamente).

Lo zigzag in macchina ha senso perché le quattro gomme lavorano sul piano orizzontale. Derapando si flettono i lati dello pneumatico. Come abbiamo visto prima, flessione e attrito generano il calore nella gomma.

Le gomme da moto, semplicemente, lavorano in maniera diversa. Quello che funziona per loro non funziona per noi.

2) Qualsiasi altra cosa…

…che non sia quello che abbiamo visto nella sezione “Come scaldare le gomme in pista”.

La fantasia delle persone non ha limiti, e negli anni ne abbiamo viste davvero tante.

Ci piace ricordare con un sorriso i burnout prima di entrare, un classico che oltre a scaldare (male) una sola delle due gomme, la distrugge anche. Meravigliosi, ma poco efficaci.

Molto scenica anche la moto vicino alla brace nella pausa pranzo. Noi di Portami in Pista siamo partiti dalla Romagna, la nostra terra, prima di arrivare ad aiutare motociclisti con i nostri corsi di guida in quasi tutte le piste d’Italia.

Il fascino della grigliata ci è irresistibile, quindi lasceremo a te il compito di commentare questa “tecnica”.

Sinceramente non sappiamo cos’altro aspettarci, ma il consiglio valido rimane sempre quello: accelera dolce e a fondo a moto dritta, frena dolce e a fondo a moto dritta, sciogliti e sii progressivo in curva.

Quanto ci vuole per scaldare le gomme?

La verità è che non c’è un numero di km, curve o giri perfetto per tutti.

Ci sono tanti fattori che determinano quanto ci vuole a scaldare le gomme. Alcuni esempi sono la temperatura con cui parti (gomme nude o da termocoperte?), la conformazione del tracciato, il tipo e marca di gomme che hai, se le gomme sono nuove o usate, la pressione, il tuo peso e quello della moto, il clima che c’è e così via.

Come regola generale, se le gomme sono senza termocoperte è bene procedere per gradi durante il primo paio di giri. Dal terzo giro in poi sia tu che le tue gomme dovreste essere in condizione vicino all’ottimale, ma devi verificare la risposta delle tue gomme con la tua moto e con te sopra di volta in volta.

Con la pratica diventerai sempre più bravo a capire se hai grip o no, e quanto ne hai.

Con le termocoperte abbiamo visto che il processo è più veloce, e addirittura nel giro di un paio di curve potresti essere già in temperatura…valgono però comunque i consigli sulla sicurezza che ti abbiamo dato prima.

Mi servono le termocoperte?

Abbiamo visto come le termocoperte possano essere un valido alleato in una giornata in pista e, per i più esaltati, anche su strada.

Le termocoperte si occupano per te della maggior parte del lavoro dello scaldare le gomme, e ti assicurano di montare in sella con gli pneumatici in temperaturaquasi ottimale. Niente di più, niente di meno.

Sicuramente sono una bella comodità ma, a meno che tu non faccia gare, non sono in alcun modo una necessità.

Se non hai le termocoperte, semplicemente ti servirà un po’ di tempo in più per portare i tuoi pneumatici alla loro temperatura preferita. Fatto ciò con i consigli che ti abbiamo dato su come scaldare le gomme, disporrai dello stesso grip di cui dispone chi monta le termo su gomme di tipo e condizione simile alla tua.

Un altro benefit delle termocoperte, se usate nella maniera corretta, è quello di prolungare la vita utile dei tuoi pneumatici andando a ridurre il numero di cicli di riscaldamento che le gomme vivranno nell’arco della giornata.

Un ciclo di riscaldamento è ciò che lo pneumatico attraversa da quando è freddo, a quando si riscalda, fino a quando ritorna ad essere freddo.

Cercando di essere molto sintetici e glissando sui meccanismi chimici e fisici alla base del funzionamento delle gomme, quello che ti serve sapere è che con ogni ciclo di riscaldamento si verificano delle reazioni che determinano l’usura dello pneumatico (parleremo più nel dettaglio di una di queste nella guida al consumo delle gomme). In sostanza, più volte la gomma da fredda si scalda e poi torna fredda, più la nostra gomma ne soffrirà. Le gomme stradali sono più resistenti a questo danno, le gomme pistaiole sono più suscettibili.

Utilizzando le termocoperte nel modo corretto -cioè settandole alla giusta temperatura, non eccessivamente calda- riusciremo a stressare meno le nostre gomme. Teniamo sempre presente che la gomma calda tende a perdere le frazioni oleose più volatili rendendo la mescola vieppiù dura e friabile, con conseguente minore grip e maggiore difficoltà a rientrare successivamente in temperatura. Attenzione: questo non vuol dire che non consumeremo la gomma, anzi. Semplicemente, la consumeremo in modo più regolare e meno “violento”, di conseguenza la gomma offrirà performance più a lungo.

In conclusione: ti servono le termocoperte? Dipende che motociclista sei. Se fai le gare, sì. Se non le fai e il tuo obiettivo è andare in pista (anche forte) per divertirti e migliorarti, non sono una necessità.

In ogni caso, se usate bene, sono un valido aiuto sia psicologico che tecnico.

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