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F1: Liberty Media vorrebbe tornare a correre in Africa

1ca83baf403d2378542455d8961b7a59Nel campionato mondiale di F1 manca di fatto un continente, l’Africa. E’ vero che la Fia ha dato spazio al Marocco con un appuntamento stabile nel mondiale WTCR, ma l’ultima volta che la F1 ha corso in terra africana riporta agli anni 90 con il Gp del Sudafrica sul rinnovato tracciato di Kyalami. Per quanto la Liberty Media voglia tornare a correre in Africa, per giustificare appieno la sua natura globale, ci sono una serie di difficoltà. Il tracciato di Kyalami è completamente rinnovato ed anche pronto, a differenza delle istituzioni politiche poco propense alla F1, mentre in Marocco, una nazione in crescita, meta di turismo la politica ma c’e da rendere il tracciato di Marrakesh degno di ospitare la F1 cosa non facile senza un investimento pubblico pesante.

Come ha precisato Sean Bratcher uno dei responsabili di Libety Media F1 per il settore marketing, molti dei Gp in Formula 1 corrono con l’appoggio dello stato dal punto di vista economico, questo per il fatto che un Gp muove l’economia in positivo nel posto dove si corre. Quindi ci si aspetta anche dalle nazioni africane che vogliono far parte del circus ci sia un impegno con investimenti ingenti.

Insomma correre in Africa dipende come sempre da fattori economici, se è vero che un Gp porta fattori di crescita per il paese e la città che lo ospita, ci sono anche esempi eclatanti di Gp morti dopo un paio di edizioni come l’India e la Corea del Sud senza contare le difficoltà in cui versano molti Gp storici come Spagna già estromessa per il 2020, ma anche la stessa Germania e Gran Bretagna non godono di buona salute. E’ vero che la F1 è uno show businnes ma forse anche la Liberty Media deve fare la sua parte.

Daniele Amore

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