
La BMW M3 è cresciuta. Dalla leggendaria E30 che erogava 238cv per 1200Kg, si è arrivati ai giorni nostri con 431cv per 1622kg. Nel mezzo si è venuto a creare un vuoto che la BMW ha deciso di coprire con la M2, 370cv per 1570kg. Grazie alla Technorace ho avuto modo di provare in una lunga sessione di guira in pista, una M2 preparata per lo svolgimento di corsi di guida sportiva ed avanzata. A guardarla la Coupè della casa bavarese è decisamente snella, fianchi larghi ma non troppo, muscoli evidenti, perfettamente proporzionati, uno stile aggressivo quanto basta per accontentare ogni tipo di appassionato senza usare fronzoli ed alettoni vari. A dire la verità, più la guardo e più mi viene in mente la vecchia mai dimenticata BMW M3 CSL E46 del 2003. Gli interni ricalcano lo stile BMW con un ritorno all’attenzione per il driver con la plancia è rivolta verso il guidatore. Il sistema centrale di infotainment si arricchisce di una telemetria completa che consente il controllo di ogni elemento della vettura, dai parametri di funzionamento come lo sfruttamento di coppia e potenza a quelli di controllo dell’efficienza della meccanica, fino al monitoraggio istantaneo di pressione e temperature gomme, una vera manna dal cielo per ogni driver che ha passione per la tecnica, per non parlare di chi ha esperienza di collaudo.

La qualità dei materiali è buona, avrei preferito un sedile conformato in maniera più sportiva meglio contenitivo per la guida impegnativa in pista, ma resta comunque un elemento perfetto per la guida quotidiana. La posizione di guida è corretta consente di accontentare chi ama guidare più raccolto così come i guidatori che preferiscono stare a gambe semidistese pur avendo braccia nella posizione corretta grazie alla regolazione elettrica del sedile ed in profondità del volante. Lo spazio a disposizione è buono davanti, mentre dietro pur essendo una coupè quattro posti c’è spazio per due persone di corporatura media. Il bagagliaio invece permette di portare valigie e borsoni per un bel week end in due senza troppi problemi. Al momento di mettere in modo, il sound che si percepisce viene enfatizzato molto dallo scarico posteriore. Essendo un motore turbo il suono che viene dal vano motore è piuttosto ovattato lasciando campo libero allo scarico. In sostanza è come se si sentisse della buona musica ma attraverso le bande sonore modificate da un equalizzatore. Giusto per tornare al paragone iniziale il vecchio sei cilindri ad aspirazione naturale aveva un sound assolutamente più coinvolgente. Il suono, in quel caso, veniva prodotto dai pistoni e monoblocco nel vano motore senza filtri.

Su strada la M2 ha diverse configurazioni, nella modalità standard, quella più comoda è quasi confortevole come una normale berlina da famiglia lasciando il set up più rigido e controllato alle modalità sport e sport plus. Il motore è rimasto un sei cilindri in linea e di questi tempi è una bella notizia. Il 3.0 litri a tecnologia Twin Turbo, dopo la cura di Mauriellosport, azienda che collabora nelle corse con Technorace, eroga 400cv al posto dei 370cv originali allungando funo a quota 7000 giri/min, per una coppia di 495Nm disponibili già dai 1400 giri/min. Andare oltre con la potenza era possibile ed anche molto facile ma avrebbe interferito negativamente con l’equilibrio telaistico della vettura. Il risultato è un livello di potenza in tutto e per tutto simile alla nuova M2 Competition, con un andamento della curva di coppia elastico ma corposo, pieno di carattere in tutto il suo arco di giri. Non c’è il minimo ritardo del turbo, la potenza non cala allungando con fluidità fino quota 7000 giri/min. Per come questo motore eroga potenza e per come lo scarica alle ruote con la giusta quantità di cattiveria, sembra avere sotto il cofano un grosso aspirato da 4.5 litri ma senza gli effetti nefandi del peso eccessivo all’avantreno.

l paragone con il vecchio sei cilindri del E46 CSL torna a fare capolino, ed in quel caso l’erogazione di potenza aveva un allungo più vigoroso verso la zona alta dei giri, ma a parte questo, il vecchio straight six non può rivaleggiare con il moderno Twin Turbo con buona pace della passione per i motori aspirati da parte di chi scrive, e soprattutto per quella dei nostalgici! Del resto i tempi in accelerazione parlano da soli, con la modalità launch control si possono ottenete tempi ben al di sotto dei 4,4s dichiarati, la bellezza di mezzo secondo meglio della sua antenata aspirata con quasi 150kg di massa in più che si porta appresso la M2. A proposito del cambio. Devo essere assolutamente sincero, la predilezione per il manuale è sempre massima, ma questo cambio soprattutto quando è utilizzato nella modalità sport plus, sfruttando al meglio le palette al voltante, non fa rimpiangere nemmeno per un microsecondo l’assenza della frizione. Sicuramente il comando manuale è più divertente, ma faccio davvero fatica a pensare di essere altrettanto veloce ed efficiente mentre smanetto con leva e frizione ed acceleratore, ammesso che abbia il tempo di fare la procedura di tacco-punta con gli spazi di frenata così stretti garantiti da un impianto frenante veramente potente e ben calibrato nella modulabilità del pedale.

Un vantaggio soprattutto per i neofiti o i driver che non sono abituati a gestire vetture dal rapporto peso potenza di 4kg/cv, in questi casi questo cambio è assolutamente indispensabile per gestire la potenza che arriva alle ruote con due mani ben salde sul volante in tutta sicurezza. Su strada, ma soprattutto in pista la BMW M2 zittisce tutti i detrattori delle auto moderne. Non c’è bisogno di rimpiangere i tempi che furono, la M2 ha carattere e non solo nel motore, ma anche nella taratura del set up. Lo sterzo non è un fulmine come sull’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio ma è progressivo e ben calibrato aiutato da un buon avantreno. Dove invece la M2 fa la differenza è nella gestione del retrotreno. Quest’auto è perfetta per gli amanti della sbandata controllata. Il protagonista indiscusso è l’acceleratore. Non c’è bisogno infatti di inventarsi cose strane come l’uso del freno a mano, l’innesco del pendolo, per non parlare del blocco di ponte impossibile con il cambio automatico, ma basta entrare in curva ed una volta raggiunto il punto di corda usare il pedale del gas.

Una volta che il retrotreno va verso l’esterno della curva resta alla sensibilità del sedere del guidatore trovare il giusto equilibrio fino a che non si decide di riallinearla. In definitiva, questa M2 in mani esperte è veramente una vettura spettacolare da guidare. Non è che i neofiti non possano divertirsi, ma per godersela appieno hanno le necessità di frequentare una o più volte un bel corso di guida. Il consiglio non è dato a caso, l’M2 infatti, ha la capacità di andare di traverso non solo a velocità medio-bassa ma anche ad alte velocità. Dopo aver percorso molti giri di pista, il primo pensiero va a come sarebbe questa vettura nell’affrontare un curvone drammatico come quello di Vallelunga. Controllare il retrotreno che parte a più di 200km/h non è più una cosa che possono controllare i driver esperti, si finisce nel campo dei controllo da parte dei piloti esperti! Da questo punto di vista una vettura come la 718 Cayman è decisamente più equilibrata e meglio gestibile in tutte le situazioni da parte di tutti.

In ultima analisi gli aspetti economici. I consumi variano in modo considerevole in base a come si usano le modalità di guida. Si possono fare anche percorrenze di 12KM/litro in modalità confort, ma si scende a 7-8Km/litro se ci si diverte sfruttando al massimo le prestazioni del 3.0 litri Twin Turbo. Ad oggi, la M2 è stata aggiornata e sostituita dalla M2 Competition che porta in dote 411cv e costa 67000 Euro franco accessori e dotazioni supplementari. In ogni caso è una vettura che ha un costo al cavallo di 163 Euro. Un prezzo abbastanza contenuto a fronte delle prestazioni e del divertimento che sa regalare. Per riuscire ad avere un valore migliore si deve andare oltre oceano prendendo in esame una muscle car come la Chevrolet Camaro 6.2 Litri V8 Touring dal costo di 138 Euro/cv. Rimanendo in Germania l’Audi TT RS si attesta su prezzo più alto di 192 Euro/cv, mentre la sua rivale naturale la Porsche Cayman GTS sale a 220Euro/cv, per salire alla quota eccessiva dell’Alpine A110 con 238 Euro/cv.

In conclusione la BMW M2 è tornata ad essere quella icona sportiva, accessibile, godibile, divertente ed emozionante, appagante per manici esperti che erano le vecchie care M3. Ricordiamo che per diventare guidatori in grado di sfruttare appieno le doti di una vettura come questa, oltre all’esperienza necessitano corsi di guida, così come ogni volta che si approccia ad una vettura che ha un rapporto peso potenza di 4kg/cv o inferiore. Un buon corso di guida infatti è una cosa che chiunque voglia comprare una M2 deve mettere assolutamente nel prezzo come se fosse l’IPT, la tassa senza la quale la macchina non esce dalla concessionaria.
Daniele Amore
