La T-Cross è la soluzione di Volkswagen per andare incontro alle esigenze del mercato che negli ultimi anni che ha visto crescere notevolmente il segmento dei Suv/Crossover da città, basti pensare che 1 auto su 3 immatricolata nel nostro paese è un Suv ( quasi il 40% del totale ).
La Nuova T-Cross nasce dal pianale MQB-A0 lo stesso della Polo e Seat Arona. Primo impatto molto positivo le forme seppur squadrate sono molto belle e convincenti, la piccola crossover è lunga 411cm, alta 158cm e larga 176cm. I materiali usati per i sedili sono di ottima qualità avvolgenti e comodi, la posizione di guida è rialzata con la possibilità per entrambi i passeggeri anteriori di sfruttare la regolazione in altezza.
La plancia è in tipico stile volkswagen di ultima generazione con AID (active info display) che la fa da padrone al posto della strumentazione analogica. Attraverso i comandi al volante si può scegliere tra diverse soluzioni visive come navigatore, indicatori tachimetro e contagiri o anche sfruttare lo schermo intero per la navigazione con in piccolo i due indicatori.

Lo schermo multimediale touch al centro della plancia con solo due tasti fisici adotta soluzioni già viste sulla sorella maggiore T-Roc e su altre vetture del gruppo. C’è la possibilità di connettere lo smartphone, unico neo è che alcune funzioni come android auto e apple carplay sono a pagamento, mentre la ricarica ad induzione per smartphone e la radio Dab+ sono di serie.
L’assemblaggio sembra solido e ben fatto mentre non posso dire lo stesso per le plastiche utilizzate nei pannelli porta e sulla parte superiore della plancia che appaiono eccessivamente dure al tatto e non perfettamente curate nella finitura superficiale.
Lo spazio è comunque abbondante anche per è alto 1,85cm. L’abitabilità riservata ai passeggeri sia anteriori che posteriori è buona, l’accessibilità è garantita dalle ampie porte, ma mancano le maniglie di appoggio sul soffitto

Il bagagliaio è nella norma con i suoi 385 litri che possono diventare 455 sfruttando lo slittamento in avanti del divano posteriore per 14cm, questo però, crea un piccolo solco e se si caricano piccoli oggetti possono finirci dentro.
I primi metri su strada rilevano che un buon assorbimento delle sospensioni, unico limite i cerchi da 18 pollici. Con questa gommatura quando si prende una buca un pò più consistente si avverte qualche scossone di troppo.
Il motore che si trovava sulla T-Cross oggetto della prova è il 1.0 Tsi 116cv con cambio manuale. Un propulsore già provato sulla più grossa Seat Ateca e dove già aveva mostrato le sue buone doti. Sulla T-Cross mi ha ulteriormente sorpreso perchè credevo che il piccolo 1.0 tsi non fosse cosi brioso e vivace ma quando si preme a fondo il pedale, in sostanza si sposa perfettamente alla tipologia di carrozzeria per carattere della vettura.

Il propulsore ha un buon allungo ed il turbo che da una bella spinta senza ritardo, rimanendo bella corposa e costante fino alla zona alta dei giri, per altro rimanendo sempre molto silenzioso e privo di vibrazioni. Il cambio manuale è molto fluido senza impuntati anche nell’uso intenso. Le prestazioni sono discrete con un buono scatto sullo 0-100 km/h intorno ai 10 secondi netti.
Su strada il percorso del test drive non prevedeva molte curve impegnative, ma nonostante tutto si è riuscito a percepire il solito e garantito comportamento prevedibile stradale Volkswagen. Nonostante sia più piccola ed abbia una disposizione dei pesi diversa, la T-Cross non si è comportata molto diversamente rispetto alla sorella maggiore T-Roc. In sostanza un comportamento stradale sicuro e prevedibile, con un accenno di leggero sottosterzo quando il telaio viene messo sotto stress in modo eccessivo con un retrotreno sempre stabile e sicuro.
Su questa vettura sono presenti anche gli ADAS i sistemi avanzati di assistenza alla guida, alcuni sono di serie come: frenata automatica di emergenza ( city emergency braking system ), sistema di riconoscimento dei pedoni, sistema di monitoraggio frontale ( front assist ) e il sistema che mantiene la vettura all’interno delle linee di corsia ( lane assist ).

Quelli optional sono: L’adaptive cruise control che mantiene la distanza di sicurezza dal veicolo che precede e regola la velocità grazie ad un radar anteriore, sensore che rileva la presenza di veicoli nell’angolo cieco ( blind spot sensor ), il sistema proattivo di protezione degli occupanti ( chiudendo finestrini e tettuccio, pretensionando le cinture e massimizzando la pressione sul freno in caso di incidente.
Per quanto riguarda i consumi il Tsi benzina oggetto della prova ha fatto registrare consumi non molto lontani dal 6,2 litri per 100km ovvero il 16km con 1 litro di benzina il che non è affatto male per una vettura del genere.
La T-Cross è disponibile anche con le motorizzazioni 1.0 Tsi da 95 ed il diesel da 1.6 95cv diesel. Il cambio dsg doppia frizione a 7 rapporti è optional ed è abbinabile solo alla 1.0 Tsi 116cv e al 1.6 diesel. Gli allestimenti sono gli Urban, Style, Advanced, quella testata al momento del lancio e la First Edition che portava in dote diversi optional compresi come i cerchi in lega da 18 i fari a led, gusci specchietti retrovisori esterni neri, mancorrenti al tetto, finestrini posteriori oscurati, inserti decorativi e rivestimento sedili in tessuto dedicati, volante multifunzione, park pilot e tanto altro ancora.

Il listino parte dai 19.000 euro fino ai 24.500 optional esclusi della versione in prova. Le alternative alla T-Cross sono la Ford Ecosport 1.0 Litri Ecoboost 125 St Line, sicuramente più dinamica, ma più piccola per capienza, oppure la Mitsubishi ASX, unica concorrente a motore aspirato, affidabile e capiente. La Fiat 500X 1.3 Firefly 120cv ad un prezzo inferiore intorno ai 22.000 Euro a parità di prestazioni, e la Citroen C3 Aircross 1.2 Puretech 120cv. Soprattutto quest’ultima decisamente appare come la vera concorrente per stile ed obiettivi con la crossover Volkswagen. In ogni caso tutte le concorrenti hanno hanno una dotazione di sicurezza inferiore rispetto alla T-Cross pur avendo un prezzo d’acquisto simile.
Claudio Castaldo
Daniele Amore
