
Uno degli obiettivi di Liberty Media è quello di avere un risultato certo alla fine di ogni Gp. Secondo la politica tipica dello sport americano non ci devono essere strascichi posto gara che possono sovvertire l’ordine di classifica, cosa che confonde lo spettatore.
In sostanza non ci devono essere brutte figure come il Messico dove sale un pilota sul podio per poi scendere a favore di un altro.
Questa politica ha portato i commissari del Gp del Canada ad una frettolosa decisione di penalizzare Vettel al posto di decidere con calma dopo la gara magari ascoltando direttamente i piloti. Ebbene, l’intento del gestore della Formula 1 rischia di venire vanificato da un cavillo giuridico.
La Ferrari infatti, aveva rinunciato a fare appello, una mossa che sarebbe sicuramente stata respinta. Nonostante nel referto post gara emesso dai giudici ci fosse la possibilità di porre appello, a Maranello sanno benissimo che le istanze in questo senso sono quasi sempre respinte in quanto le decisioni dei commissari sono da sempre inappellabili.
Ma la Ferrari ha un asso nella manica, infatti, a Maranello ha preparato una “Istanza di Revisione”. In sostanza si sensi dell’articolo 14.1.1 del regolamento sportivo, se ci sono nuovi elementi che la commissione giudicante non è riuscita a prendere in considerazione per l’assegnazione della penalità, spetta alla parte lesa produrre nuove prove per avere una revisione nel suo complesso della decisione.
La Fia, una volta che viene fatta tale richiesta, non può fare altro che riunire le parti, verificare le nuove prove portate dalla Ferrari e verificarne la fondamentale importanza ai fini della decisione finale. Se dovesse essere così, allora non ci sarebbe solo l’annullamento della penalità, una completa revisione della norma che costringe ad infliggere tale penalizzazione.
La Federazione in sostanza, è chiamata a risolvere un bug nel sistema di giudizio dei commissari di gara nelle condizioni che si sono verificate nel Gp del Canada al giro 48.
Senza entrare nel merito della questione in termini legali, in redazione al massimo possiamo essere discreti tecnici, ma questa faccenda può portare a due soluzioni. Se l’istanza viene rigettata, a Vettel potrebbero essere contestate anche una serie di infrazioni che si sono verificate nel momento in cui il pilota tedesco ha manifestato in modo veemente la sua rabbia a fine gara.
Se invece venisse accettata, allora, la Fia non solo deve rivedere la decisione, ma rischia di rivedere l’intera impalcatura della regolamentazione circa la decisione dei commissari. In questo caso addirittura la norma modificata sarebbe anche retroattiva, cioè varrebbe anche per i casi precedenti in cui si è verificata la discrepanza simile al giro 48 del Canada.
Per come la vediamo noi, c’è una forte percentuale di possibilità che la Fia decida a favore dei suoi commissari giustificandone l’operato, per una questione politica, si deve accontentare il gestore Liberty Media e si deve accontentare chi nei box ha il potere politico, ma soprattutto questa faccenda rischia di diventare un pericoloso precedente che si potrebbe applicare anche al altre situazioni, basti pensare alle derive strane che hanno delle interpretazioni regolamentari circa l’aerodinamica e la meccanica delle monoposto.
In sostanza viene meno quel patto sottobanco che voleva i team risolvere le loro questioni internamente allo Strategy Group senza intervento formale della Fia, cosa che porta ad una sorta di guerra tutti contro tutti su ogni minima questione regolamentare.
Staremo a vedere, la Fia dovrebbe riunire le parti per il Gp di Francia per evitare che si possa andare mettere la parola fine al Gp del Canada in modo definitivo.
Daniele Amore
