
Non è la prima volta che la Mazda CX-3 arriva in redazione, ma ogni volta che succede è sempre un piacere. Sarà il Kodo Design, il Jin-Bai-Tai, tutte le filosofie di vita giapponese che volete, ma alla fine la crossover compatta nipponica è semplicemente una bella macchina!
Per spiegare il design della Mazda CX-3 2.0 litri Skyactiv-G 122cv Exeed, basta andarci in giro per una quindicina di giorni. Non c’è posto che si accompagni i bimbi a scuola, a fare la spesa al supermercato, o solo facendo la fila per fare rifornimento, che non ci sia testa che si gira o persona che domandi come va, quanto costa.
Sarà il colore Soul Red ormai istituzionale per Mazda, ma come spesso abbiamo detto, il primo elemento che spinge un cliente ad entrare in concessionaria è l’aspetto esteriore, come se dovesse incontrare l’anima gemella. Solo dopo vengono fuori concetti come l’importanza del brand e come è fatta o va su strada.

Dentro si respira la solita aria Mazda fatta di un eccellente accostamento di stile semplice, funzionale, ed colori piacevoli alla vista. I sedili di materiale pregiato di colore bianco, sono molto belli anche se ci sono dubbi circa la tenuta sulla lunga distanza.
Al centro della plancia una piacevole sorpresa, al posto dell’inserto morbido che riprende il materiale e la colorazione della selleria, c’è un elemento di alcantara con cuciture a contrasto molto piacevole alla vista ed al tatto.
I materiali sono di plastica piuttosto dura nella consistenza ma hanno una eccellente finitura superficiale che ne nasconde bene la consistenza. Al centro della plancia il sistema multimediale già ampiamente conosciuto.

In questo caso abbiamo sfruttato a fondo le possibilità offerte dalla funzione Android Auto, utilizzando Waze per la navigazione, Watsapp per la messaggistica, e Spotify per la propria musica.
Su strada il motore benzina fa sentire la sua voce in modo discreto e solo agli alti regimi. Il set up delle sospensioni è morbido quanto basta per offrire un buon compromesso tra tenuta ed assorbimento delle asperità stradali.
Il design da Crossover sportiva quasi coupè, muso lungo ed abitacolo arretrato, ha i suoi effetti negativi sull’abitabilità. Davanti si sta bene, il posto guida è ergonomico e si adatta alla guida sportiva, dietro si sta bene in due, a patto di non avere un conducente che arretra molto il sedile, creando qualche problema di troppo alle gambe di chi siede dietro. Il bagaglio è piuttosto piccolo con i suoi 360litri, ma si può sfruttare l’intero vano abbattendo i sedili.

Per parlare di tecnica circa la Mazda CX-3 2.0 Litri Skyactiv-G va fatta una doverosa premessa. Una potenza tipo di 120/130cv, la si può ottenere in modo canonico con un motore aspirato ben fatto come per la Honda HR-V 1.5 litri V-tec da 130cv e 155 Nm di coppia. Ma ci sono almeno altre due strade per ottener tale potenza.
Una è la strada percorsa dalla maggior parte dei costruttori soprattutto europei, come la Volkswagen che abbassano la cilindrata, riducono il numero dei cilindri ed aggiungono un Turbo per comprimere un volume di aria relativo ad una cilindrata maggiore in un cilindro più piccolo ottenendo 115cv e 200Nm di coppia. Quindi meno potenza ma più sostanza!
Poi c’è la via completamente opposta seguita da Mazda. L’utilizzo di un motore aspirato ad altissima efficienza con l’utilizzo del ciclo Atkinson/Miller. Per chi ha la voglia di leggere il pezzo specifico, può capire che per effetto della varianza di cilindrata di questo tipo di funzionamento per ottenere la potenza richiesta si deve aumentare la cilindrata. Lo Skyactiv-G 2.0 Litri offre una potenza di 122cv e 200Nm di coppia, quindi un valore di potenza intermedio con la coppia in tutto e per tutto uguale al motore turbo di cilindrata dimezzata, valore assolutamente fondamentale per l’utilizzo quotidiano.

Per l’utente comune questo si traduce in un motore aspirato, potente quanto basta, fluido nella sua azione, consistente nella parte bassa ed intermedia dei giri. Manca del carattere dettato dall’azione del turbo, ma allunga senza indecisioni verso la zona rossa.
Unico vero limite è la scelta di Mazda di avere una sola logica di azione dell’acceleratore. Non è prevista una funzione sport che lo rende più reattivo più incline al carattere sportivo della CX-3. In termini prestazionali, se ci si affida al cronometro piuttosto che alle sensazioni tattili, si registra un eccellente tempo sullo scatto per lo 0-100 Km/h di 9 secondi netti, almeno uno in meno del piccolo Turbo tedesco, e ben due secondi rispetto al canonico 1.5 litri aspirato della Honda con 130cv!
Se c’è una cosa che ci è rimasta impressa quando abbiamo provato la versione diesel della CX-3 è il suo comportamento stradale. In effetti partendo da quel ricordo, non ci siamo fatti pregare. La CX-3 conferma le buone doti stradali, un buon avantreno, anche se sarebbe ancora più affidabile e preciso con una gommatura specifica piuttosto che una turistica come quella in dotazione, ed un retrotreno che lavora veramente bene.

Curva dopo curva ci di diverte a giocare i due assali della vettura, se solo ci fosse una risposta più pronta dell’acceleratore, avremmo evitato di stare per la maggior parte del tempo a con il piede a tavoletta per fare arrivare la potenza alle ruote anteriori.
L’azione dell’acceleratore sempre dolce, l’ottimo valore di coppia disponibile a tutti i regimi veramente utili per la marcia quotidiana, ha un certo vantaggio in termini di consumi. Indipendentemente dal passo che si porta e dalla forza che si imprime sull’acceleratore, non si scende mai sotto il 14km/litro, con punta per l’utilizzo più dolce della potenza di 16Km/litro effettivi per un utilizzo su tracciato misto.
La versione in prova è il top di gamma a trazione anteriore, 2.0 Litri Exeed già ben accessoriata ad un prezzo di 24.320 Euro, dotata anche di pacchetti aggiuntivi, come la bella vernice metallizzata Soul Red dal costo di 1100 Euro, il pack I-Active Sense che porta in dote una serie di sistemi di sicurezza attivi indispensabili per 1.000 Euro, e i rivestimenti in pelle pregiati per 1.500 Euro per una cifra di 27.920 Euro, ancora decisamente a buon mercato considerato il livello tecnologico, le prestazioni, la bellezza della vettura rispetto alla concorrenza.

Daniele Amore
