
Grazie ai disegni di Giorgio Piola, possiamo mostrare il pensiero dello staff tecnico delle Fia circa le regole aerodinamiche che dovrebbero andare in vigore dal 2021. Tali specifiche dovrebbero entrare in vigore previa approvazione dello strategy group composto da tutti i tecnici dei team coinvolti nel mondiale.
L’idea è quella di rendere queste benedette monoposto in grado di stare in scia. Un obiettivo che a vario titolo che con varie soluzioni si insegue da decenni, da quando nel 2008, si decise di cambiare radicalmente le monoposto consegnando un mondiale alla neo nata Brawn GP.
L’ultima evoluzione regolamentare, quella che ha portato alle monoposto che corrono nel 2019, ha di fatti enfatizzato il concetto di carico verticale ottenuto con un fondo che funziona meglio, almeno per chi le ha sapute interpretare bene!
E’ chiaro che delle due strade percorse dai team, quella di avere maggiore efficienza non è stata la scelta azzeccata!

L’idea dei tecnici Fia, comandati da Tombazis, è quella di pulire la parte superiore della monoposto togliendo tutti gli orpelli, fronzoli, alette e deviatori, che gestiscono il flusso aria sopra la monoposto.
In particolare, si vuole creare un tubo Venturi, sulla falsariga di quando accadeva con la Lotus 79, prima vettura ad avere un fondo piatto con effetto suolo, per consentire alla monoposto di non essere influenzata dal disturbo aerodinamico della vettura che precede.
Quindi, ala anteriore, muso e diffusore posteriore, dovrebbero essere concepiti con l’unico scopo di far lavorare la parte del fondo che corre sotto i side pod, senza avere più i delfettori sempre più complessi davanti alle pance laterali.

Come scriviamo da tempo, tornare al fondo piatto è l’unica strada se si vuole ridurre l’influenza de carico aerodinamico generato dalle ali superiori. Ma c’è anche un problema che speriamo non si sia sottovalutato.
Un fondo piatto così concepito, per lavorare al meglio, deve avere una forma ben precisa, un flusso aria pulito ad una determinata velocità che deve entrare dalla parte anteriore ed essere aiutato ad uscire dal diffusore posteriore, creando pressione verso il basso.
Quindi avere una guida pulita dovrà essere fondamentale. Si rischia di avere, come succedeva negli anni 80, quando questa soluzione era diffusa al punto di poter fare a meno delle ali anteriori, di correre su un unico binario dove la monoposto funziona.

Inoltre, c’è da capire come si deve ragionare sul tema gomme. Una diversa configurazione del carico aerodinamico porterà Pirelli a cambiare ancora una volta compound. Maggiore carico verticale, più omogeneo, pretende una gomma che ha un degrado diverso da quelle attuali, ed in più saranno a 18 pollico con spalla più piccola e più dura, un altro rebus!
Una volta capito l’obiettivo che si vuole prefissare la federazione con le nuove regole, guardando bene i disegni di Piola, e seguendo i Gran Premi dal vivo, c’è una sorta di campanello che suona nella mente, come se avessimo visto qualcosa di importante e che habbiamo sottovalutato fino a quando non habbiamo visto il concetto espresso da Tombazis.
I team di F1, Mercedes in testa, come si vede dalla foto presa in prestito dai colleghi di RaceFans.net più attenti ai dettagli, si stanno portando avanti con il lavoro. Il fondo, all’attacco dei side pod anteriori, non è dritto, ma ha una sorta di rampa verso l’alto dietro i deflettori.

In primo momento pensavamo che fosse nato per orientare il flusso aria che arrivava dal muso lungo la fiancata in modo pulito e controllato. A ben vedere, invece, dietro i deflettori c’è chiaramente un ingresso per l’aria, una sorta di tunnel che unito al profilo estrattore posteriore forma inequivocabilmente un accenno di Tubo Venturi.
In sostanza anche se non è un sistema classico come si vede nella foto accademica più in alto, sicuramente ha effetto sul carico verticale. Il motivo per cui abbiamo preso ad esempio la Mercedes W10 è per il fatto che sulla monoposto tedesca la soluzione è più marcatamente evindete. Cioè ha un ingresso molto più grande della concorrenza, cosa che potrebbe spiegare il coefficiente di carico verticale più alto di tutte le monoposto del lotto.
Anche in RedBull e Ferrari e probabilmente anche in McLaren hanno soluzioni simili, ma per osservarle bisogna prendere immagini dove si vede solo il fondo o solo la fiancata a differenza dei tedeschi che sovrasta il deflettore davanti ai side pod, in modo chiaramente visibile da ogni angolazione.

La speranza è che Simone Resta, una volta arrivato di corsa dalla Svizzera, metta su un team di progetto che ha chiaramente in mente come andare verso le regole 2021. Progettare una monoposto da zero non è certo come gonfiare palloncini, ma è anche vero che una volta deciso tutto con l’avallo dello Strategy Group dove la Ferrari ha dimstrato di non avere il potere politico per indirizzare le scelte tecniche, il 2021 è dietro l’angolo!
Daniele Amore

