
Mahindra è uno dei colossi dell’industria indiana. L’azienda famosa per il suo impegno in Formula E ha deciso di trovare il successo nel mondo dell’automobile soprattutto per un pubblico difficile ed esigente come quello europeo.
Ad oggi, il costruttore indiano, ha già la proprietà si SsangYong con cui condivide la base tecnica e si affida ad aziende europee come l’austriaca AVL e Lotus per le motorizzazioni e la progettazione ed assetto di sistemi sospensivi.
La vettura oggetto della prova è il rinnovato XUV500 nella versione 2.2 Turbodiesel allestimento W6. Lo stile migliora nei dettagli ma non cambia nella sostanza. Le linee decise, piene di carattere, aggressive e mascoline si ispirano chiaramente al mondo animale.

Si vede soprattutto guardando la XUV500 di fianco. Le linee dei passaruota anteriori e posteriori danno l’idea di un ghepardo mentre produce il massimo sforzo per andare alla massima velocità.
Ad essere assolutamente sinceri, andare in giro con questa SUV indiana è un po come sentirsi “Nerd” che si accompagna con un amico palestrato come guardia del corpo!
Dentro invece resta più tradizionale. La plancia monolitica a sviluppo verticale con consolle centrale che raggruppa la maggior parte del pulsanti per le funzioni di bordo.

I materiali impiegati sono piuttosto duri al tatto. In ogni caso si apprezza lo sforzo dei tecnici indiani nell’usare una finitura superficiale che ricorda in qualche modo i motivi di stile tipici della cultura indiana per miglirare la percezione di qualità generale. La strumentazione sembra più di tipo motociclistico, con due indicatori tondi ed un cupolino di piccole dimensioni.
Al centro della plancia, un pochino in basso, c’è il sistema multimediale. Un impianto al livello della migliore concorrenza europea. Il sistema, infatti è dotato anche delle immancabili App Adroid Auto.
Una delle qualità maggiori dell’XUV500 è lo sfruttamento dello spazio interno. Abbondante non solo davanti ma anche dietro dove trovano posto comodamente tre passeggeri, ed altri due di taglia media nella terza fila, lasciando ancora sufficiente spazio per i bagagli.

Il bagagliaio, infatti, nella configurazione 5 posti ha una capienza che va ben oltre i 500 litri e può passare a 1250 litri sfruttando l’abbattimento differenziato dei sedili.
La posizione di guida è piuttosto seduta, ma adattabile a tutte le taglie. Su strada la XUV500 deve fare in conti con la sua natura di veicolo indicato chiaramente per l’off road. Quindi set up non troppo morbido, che soffre solo le buche più profonde
Scivolando lungo le strade del nostro test, anche andando a cercare appositamente qualche via più disastrata si ha la netta sensazione di guidare qualcosa di molto solido e robusto.

Il propulsore è tipicamente europeo. Un 2.2 litri turbodiesel da 140cv dall’erogazione di potenza vecchia scuola. I cavalli non sono molti, sulla carta, ma ognuno di loro ha una bella dose di carattere sufficiente a portarsi dietro con disinvoltura la massa di oltre due tonnellate.
Il sistema multilink sito sul ponte posteriore è stato progettato insieme alla Lotus. La fede incrollabile nella bravura dei tecnici britannici porta ad affrontare le curve che si snodano sul percorso selezionato con un rinnovato ottimismo.
La XUV500 nella versione W6, rolla, pure troppo. Le ruote con spalla molto alta e morbida, tipicamente da off road, produncono un certo rumore, eppure la SUV Indiana giustifica l’incrollabile fiducia nel lavoro dei tecnici Lotus trovando il suo appoggio, rimanendo sicuro nel percorrere la curva.

Avendo assaggiato anche la versione W10, si apprezza la scelta di avere una gommatura con spalla più bassa e ribassata. Lo sterzo ci guadagna un precisione e prontezza, pur rimanendo un tipico comando da vettura con baricentro alto.
Per quanto sia confortevole ed discreto su strada, la XUV500 non può nascondere la sua natura di vettura per l’off road.
La trazione è tipo AWD integrale on demand con bloccaggio del differenziale centrale variabile gestito automaticamente. In sostanza la SUV Indiana è fondamentalmente una trazione anteriore ma diventa integrale all’occorrenza.

La vera differenza sta nell’avere un pulsante che blocca in modo manuale il differenziale centrale trasformando in permanente la trazione integrale per superare gli ostacoli molto impegnativi, su esigenza del pilota.
Provandolo su strade impegnative si apprezza chiaramente la versatilità, la capacità della XUV500 di andare praticamente ovunque. Grazie alla capacità di adattamento della trazione integrale, la robustezza del telaio, l’adattabilità delle sospensioni e gli angoli di attacco veramente notevoli, l’XUV500 è quasi inarrestabile.
L’uso estremamente vario della vettura cambia anche il concetto di consumi. Il motore è sveglio, il peso è tanto ma con una guida accorta si possono fare anche 16 Km/litro. Si può anche scendere a 12Km/litro quando viene usato in condizioni gravose tipo un percorso fuoristrada impegnativo, meglio comunque di una qualsiasi rivale a benzina o ibrida di pari potenza e livello.

La XUV500 ha un rapporto prezzo dotazioni veramente imbattibile. Per quanto ci si sforzi non si riesce a trovare una vera concorrente, almeno che non si vada a pescare in segmento di mercato dal costo praticamente doppio.
La W6 AWD ha praticamente tutto quello che serve senza troppi fronzoli ad un prezzo a 21.000 Euro che possono scendere sotto i 18.000 Euro per la versione Trazione anteriore Entry Level.
In ogni caso c’è ampia possibilità di scelta con la versione Intermedia W8 e la full optional W10. Quest’ultima è veramente completa di ogni dotazione ad un prezzo ancora difficilmente battibile di 25.000 Euro franco tasse ed offerte del concessionario aderente.
Daniele Amore
Si ringrazia per la collaborazione


