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MotoGP Silverstone: Rins trionfa davanti a Marquez

Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) vince il GP di Gran Bretagna dopo un duello emozionante con Marc Marquez (Repsol Honda). Una gara che da subito riserva un colpo di scena, al via due sicuri protagonisti della bagarre escono di scena: Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) cade e Andrea Dovizioso (Ducati Team) non può evitare il suo prototipo. Per il forlivese è un pesante zero iridato e una brutta botta alla schiena.

Al via è Marquez che detta il passo dopo la partenza dalla pole. Sarà il tema della gara, il pilota Honda è inseguito però da Alex Rins. Una prova maiuscola quella dei due iberici che monopolizzano l’attenzione. Marquez vola sull’1:59s, Rins risponde; sarà il tema della corsa con qualche tentativo di Rins di rubargli la leadership.

Nelle battute finali, il pilota Suzuki prova un attacco all’esterno dell’ultima curva (dirà che pensava fosse l’ultimo giro) ritentando la stessa manovra all’interno nel corso dell’ultimo passaggio. Taglia il traguardo come primo con un vantaggio di un metro su Marquez e regala a Suzuki la seconda vittoria annuale. Ancora una volta, dopo il 2016, Silverstone regala gioie alla marca di Hamamatsu.

Con l’uscita di scena di Quartararo, sono le Yamaha ufficiali le candidate al podio. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) prova a stare nelle zone calde della corsa ma è superato dal collega di box Maverick Viñales. È il numero 12 a farsi sotto al duo di testa ma senza mai impensierirlo veramente. Taglia il traguardo come terzo, dopo un grande recupero nei giri conclusivi chiudendo a 0,6s da Rins. Per Rossi, partito dalla seconda casella, il quarto posto.

Chiude la top 5 Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Sesto posto per Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol), settimo è Danilo Petrucci (Ducati Team) e ottavo per Jack Miller (Pramac Racing) che aveva brillato in qualifica con il terzo tempo ma in gara non raccoglie quanto sperato. Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) è decimo davanti a Francesco Bagnaia (Pramac Racing).

La prova di Jorge Lorenzo (Repsol Honda) è in salita. Il maiorchino chiude il GP del rientro dall’infortunio con un sofferto 14esimo tempo.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

1 commento

  1. Scusate, ma sono l’unico a credere serenamente che Rins avrebbe potuto vincere questa gara con margine e che non l’abbia fatto per…inesperienza?
    Marquez era cotto, in balia delle vertigini su quella moto che ondeggiava a destra e a sinistra.
    Alla fine, Rins ha fatto esattamente quello che era nel suo potenziale nella corsa; è Marquez che ha fatto il miracolo, non riuscendo a vincere per un soffio una gara in condizioni da terzo posto.

    Delusione totale, Rossi: che sconforto. Sono sincero: lo davo per certo non solo sul podio, ma anche tra i favoriti per la vittoria. Vinales lo ha mazzolato, partendo dietro e rifilandogli dieci secondi.

    Quartararo…bisogna essere onesti. Per quanto possa essere forte, nel presente e potenzialmente, la differenza tra lui e Marquez è che il secondo ha vinto il mondiale all’esordio (e non era la migliore moto del lotto; aveva pro e contro), mentre il primo, nel suo fine settimana più strabiliante, commette un errore da principiante buttando la gara dopo tre metri. Hai voglia a mondiali, Marquez…
    Il bello è che molta gente dirà cose già sentite, del tipo: “Eeh, ha vinto 3489 mondiali perché senza avversari: Lorenzo in condizioni disastrose e in fase calante; Rossi novantenne; Pedrosa esaurito; Stoner ritirato; Dovizioso l’eterno comprimario; Vinales l’isterico; Quartaro inconcludente,…”.

    P.S.: ma l’anima di questo sito, cioè le analisi tecniche et similia, possono definitivamente considerarsi un glorioso passato? Perché senza, la sezione Motogp non ha proprio motivo di esistere.

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