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F1: Gp Belgio, Pagelle “Ciao Anthoine!” di Giornale Motori

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Possiamo dare la colpa alla pista, alle vie di fuga in asfalto, alle barriere, per finire ai simulatori e l’educazione che si da ai ragazzi che approcciano le corse dalle categorie inferiori come il karting. La verità è che nel motorsport l’imponderabile non si può prevenire.

Quando un insieme di cause finiscono tutte in un solo evento, per quanto possano essere sicure la monoposto e la FIA ci si impegni si perde un ottimi pilota, una bella speranza per il futuro. Purtroppo la scurezza non sarà mai uguale a Zero.

Certo non significa che bisogna mollare la presa. La morte di Anthoine Hubert deve far riflettere su dove è possibile migliorare ancora senza fermarsi mai.

La domenica ha visto finalmente la prima vittoria della Ferrari. Dopo mesi di batoste, la monoposto progettata per andare bene solo in una determinata pista per una condizione precisa ha vinto.  Finalmente il team ha messo insieme tutti i tasselli senza sbagliare nulla per portare a casa la vittoria.

Un’affermazione che non è stata certo semplice. La Mercedes,  anche quando è in difficoltà riesce comunque a lottare per la vittoria. Come in Ungheria dove era avvantaggiata la RedBull. In Belgio, invece, è toccato alla Ferrari fare i conti con l’arrembante Hamilton.

La beffa nel finale è mancata solo per la tempestiva presa d’atto da parte del muretto che non era possibile portare a casa la doppietta sacrificando una delle due monoposto. I secondi che Hamilton ha perso nel giro dove ha passato Vettel sono stati oro per Leclerc che ha avuto giusto un giro in più per resistere al comando.

Charles Leclerc 10: Finalmente ha preso la sua prima vittoria. Un’affermazione che doveva arrivare prima. Bisogna dire che ha costruito la sua vittoria con una spettacolare pole il giorno prima, e deve ringraziare il grosso sacrificio di Vettel. Il talento monegasco ha dimostrato di imparare alla svelta e saper unire esperienza e classe.

Alexander Albon 9: Aveva ragione Marko. Dopo un buon inizio di week end, la retrocessione nelle ultime posizioni. In gara si è ripreso. Una splendida prestazione, con un bel sorpasso su Ricciardo. Il rimpiazzo perfetto per quando Verstappen non è in giornata.

Danijl Kvyat 9: Un’altra gara spettacolare del russo. Partito molto dietro, ha tenuto in vita l’onore della RedBull,  intesa come grande famiglia sportiva per quasi tutta la gara.

Sergio Perez 8: Il rinnovo di contratto gli ha fatto bene. La sua monoposto era in forma, gli ha consentito una gara d’attacco con uno spettacolare sorpasso su Ricciardo. Gli è mancata solo un po di buona tattica per puntare ancora più in alto.

Lewis Hamilton 7: Sta volta non è riuscito a rovinare la festa del giovane campione come gli era successo con Verstappen. Vettel lo frena giusto un giro, quanto basta per farne avanzare uno a Leclerc nel finale. In ogni caso molla mai. I giovanotti arrembanti devono fare tutti i conti con la sua fame di vittoria e non sarà facile per nessuno.

Pierre Gasly 7. L’aria di Faenza gli fa bene. Parte indietro, lotta bene, non commette gli errori di sempre, un  pilota sereno che conquista i punti importanti. Forse è davvero l’occasione per dimostrare di poter essere ancora protagonista.

Vallteri Bottas 6: Gli regalano il podio e lui ringrazia. Una gara grigia senza infamia e senza lode. La perfetta seconda guida che serve a Mercedes.

Nico Hulkenberg 6: Per essere un pilota bollito non è male. La Roccia torna a saper fare quello che gli riesce meglio. Essere concreto oltre i problemi della monoposto e delle limitazioni mentali del team conquistando la sua classica settima posizione.

Lance Stroll 6: La sua monoposto è compatibile come sempre con il tracciato di Spa. Per raccogliere il punto del decimo posto non deve fare altro che non commettere errori.

Kimi Raikkonen 6: “Qualche fottuto coglione da dietro mi ha tamponato!” Non importa come ti chiami, non puoi buttare fuori il vecchio Kimi.

Sebastian Vettel 5: L’ insufficienza non è per come è finita la gara, ma per il fatto che il suo declassamento a scudiero è maturato per la sua incapacità di sfruttare la monoposto dove non ne voleva sapere di andare. Il distacco che gli ha rifilato Leclerc, lo ha relegato di fatto e di diritto al ruolo di seconda guida. Una seconda guida costosissima per Ferrari.

Max Verstappen 5: Parte male, arriva alla prima curva anche peggio. Non può andargli bene sempre tutte le volte che rischia alla curva di Spa. Speriamo che abbia capito che può avere la peggio anche lui quando fa sciocchezze. Almeno resta maturo nelle dichiarazioni di parziale colpevolezza del post gara.

Daniel Ricciardo 5: La variante mobile più resistente che si sia mai vista ad un Gp. Pur essendo sorpassato da tutti ha avuto il merito di rendere la vita comunque difficile agli avversari che si sono dovuti inventare una manovra spettacolare ogni volta per passarlo

Kevin Magnussen 5. Il danese è stato declassato da variante mobile, a birillo di colore nero. In sostanza era un po come il fantasma trasparente che si vede quando si corre con i simulatori arcade.

La Banda Binotto 1: Uno  come la prima vittoria del 2019, ma non di più. Resta comunque un annata disastrosa che può esser resa meno amara solo da due gran premi. Un’affermazione ottenuta sacrificando una monoposto. Speriamo bene per Monza.

Daniele Amore

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