
Che fosse un campione si era capito. Charles Leclerc ha consacrato la sua classe vincendo con una impresa di altri tempi il GP di Monza. Il giovane talento monegasco della Ferrari ha dimostrato di avere la furbizia, la classe, la cattiveria, ma soprattutto la capacità di stare a cavallo delle limite di rispetto delle regole per vincere un duello che si ricorderà per anni a venire.
Due le vittime di Leclerc. Primo il suo compagno di team. All’improvviso Vettel si è trovato alle prese con un personaggio che lo ha messo nel sacco, anzi che ha messo nel sacco tutto il team. Era già successo in Bahrain che non rispettò l’ordine di non attaccare, ma rallentare tutti nelle qualifiche per poi essere l’unico a tagliare il traguardo per compiere il giro da pole è una di quelle furbate che fanno di un pilota normale un campione assoluto.
In gara ha smontato Hamilton. Il campione del mondo ha provato per 45 giri a tenere la pressione su Leclerc. Ha provato anche a portare l’attacco due volte, finendo una volta nella via di fuga, una volta stoppato sul nascere prima di portare la stoccata finale.
Le lamentele via team radio, sono servite per ottenere una bandiera bianconera. Un modo salomonico da parte dei commissari di penalizzare il giovane monegasco senza togliere il duello e senza rallentarlo con penalità in secondi.
Leclerc la sua vittoria se l’è presa sul campo, di forza, di cattiveria. Il tutto mentre il suo compagno affondava la sua autostima con un testacoda imbarazzante finendo doppiato dal giovane compagno.
Hamilton in conferenza ha dichiarato che dopo il Gp di Monza ha preso le misure a Charles e la prossima volta saprà come comportarsi. Il campione del mondo deve capire che non si può permettere il lusso di sottovalutare il giovanotto. Dopo il Gp di Austria Leclerc ha imparato come funzionano le cose. Non solo dal punto di vista prestazionale ma anche da quello politico.
Charles Leclerc 10: Era dal 1996 che un pilota in rosso non vinceva due gare alla prima stagione come Spa e Monza. Il paragone non si può fare i piloti sono diversi, ma questo autorizza i tifosi della Rossa a pensare di aver trovato un nuovo pilota in grado di scrivere la storia.
Sergio Perez 9: Una altra prestazione di alto livello del Messicano. Raccoglie il testimone lasciato dal compagno incolpevole. Poi mette a frutto al meglio le prestazioni della sua monoposto. Quando deve raccogliere i punti importanti non importa se parte da lontano per una qualifica sottotono, l’esperienza viene fuori comunque.
Alexander Albon 8: Un altra gara partito come riserva e finita come titolare. Una bella partenza, un bel duello con Sainz, se solo ci avesse messo un pelo di esperienza in più poteva portare a casa il duello con calma. Forse non avrebbe comunque fatto meglio. Alla fine è la prima delle RedBull sesto.
Max Verstappen 8: Parte da dietro per una penalizzazione dovuta alla sostituzione di parti del motore. Parte male anche sta volta. Ma si rimbocca le mani, corre al suo meglio, smette di fare errori, si ricorda di essere Verstappen ed arriva a punti. Dietro al compagno per la seconda volta. Un campanello di allarme ormai suona nella mente di Max.
Valtteri Bottas 7: Il maggiordomo al volante ha fatto quello che voleva il team, come voleva il team, quando voleva il team. Ha raccolto il testimone quando Hamilton gliel’ha lasciato. Ma la classe e la differenza con il campione del mondo è evidente. Non poteva fare altro che approfittare per arrivare davanti al lustre compagno senza faticare.
Daniel Ricciardo 7: Finalmente nell’unico tracciato dove la monoposto lo consentiva ha fatto una bella gara. Non ci sono stati spunti di nota, sorpassi degni del vecchio caro Daniel ma una buona tattica ed un buon passo gara. Incoraggiante.
Nico Hulkenberg 7: La Roccia non molla. Una garanzia. Parte bene , anzi benissimo. Cede a Vettel, saggiamente, cede al compagno, poteva evitarlo, ma non avrebbe avuto senso. Punti, come sempre importanti. La certezza per chiunque pensi a lui per il futuro.
Antonio Giovinazzi 7: In casa finalmente una gara portata a termine come si deve. Gli veniva chiesto di prendere i punti al posto del compagno se manca. Sta volta ci è riuscito con una bella prestazione, speriamo non si fermi, ne vale la riconferma per il 2020.
Carlos Sainz Jr 6: La macchina lo ha mollato mentre stava facendo una bella gara. Poteva evitare di mandare per campi il povero Albon.
Lance Stroll 6: Non è colpa sua, anzi ha provato anche ad evitare il kamikaze in rosso alla Ascari. Poteva evitare di fare lo stesso errore, ma non ci sentiamo di condannarlo. Una gara rovinata per colpa di altri. Poteva per una volta stare al posto del suo capitano.
Kimi Raikkonen 6: Parte con le gomme sbagliate. Un errore che non dipende da lui. Va comunque detto che questa situazione è figlia dell’errore alla Parabolica nella sessione di qualifica.
Lando Norris 6: Non è una gara magnifica, un po opaca, ma zitto zitto, tomo tomo, si prende un punto importante, soprattutto quando manca l’altra macchina che era davanti.
Lewis Hamilton 5: Una bella gara, un grande duello, uno spettacolo di altri tempi. Se solo la smettesse di dire che vuole il duello corpo a corpo per poi lamentarsi sempre di ogni cosa che succede. Il duello è fatto così, il corpo a corpo porta a toccarsi, porta ad essere al limite. Si può anche perdere se l’avversario è più forte.
Sebastian Vettel 3: Non può andare avanti così. Lo diciamo tutte le volte che succede un errore fatale. Ormai a portare il conto si è arrivato a quota 20. Troppi, soprattutto se il tuo giovane compagno da solo contro tutti vince la gara mentre tu affoghi nella vergogna. C’è ne abbastanza per indurre ad appendere il casco la chiodo!
I commissari di gara 3: La scelta della bandiera bianco/nera è la classica soluzione salomonica che accontenta Hamilton che si lamenta, ed il pubblico rosso che li avrebbe linciati se avessero dato 5 secondi di penalty. Ma non se ne può. Un duello del genere non può essere, non deve essere, influenzato dalla mano esterna. Lo ripeteremo fino alla nausea.
La banda Binotto 2: Ma come vince a Spa e Monza e gli dai 2! Si perchè la stagione non è formata da due Gp. Certo che Monza da sempre ha salvato la stagione in anni disastrosi, uno su tutti il 1988! Ma non si può dimenticare che è una sola macchina a vincere. L’altra è abbandonata nel deserto dell’umiliazione! Speriamo solo che vincere serva a cambiare rotta anche per le piste meno favorevoli, per non tornare a ricordare che è un annata fallimentare.
Il popolo di Monza 10: Ha fatto bene l’ACI a confermare, costi quel che costi, il Gp d’Italia. Un plauso a chi spende soldi per una giornata come quella di ieri. Una passione che dovrebbe insegnare qualcosa a tutti, soprattutto alla Mercedes. Si può essere vincenti, ma cose come quella che si è vista sul rettilineo di Monza è figlia di 90 anni di leggenda!
Daniele Amore
