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F1: Gp Singapore, Pagelle “Passeggia tu che vinco Io!” di Giornale Motori

Sgombriamo il campo da ogni dubbio: il GP di Singapore è stata una gara orrenda, anche se ha vinto la Ferrari. Non si può assistere all’enorme dormita generale che tutte le volte segna questo gran premio. Nessuno vuole subire l’undercut, nessuno vuole consumare gomme, benzina e forze fisiche. Il risultato è che il più furbo, al muretto, ovviamente, vince.

In una condizione così assurda, letteralmente una contraddizione in termini per la Formula 1, ci sta pure che vince chi ti parte terzo. Alla fine il gesto bellissimo, tutti i rischi che ha corso Leclerc per prendere una spettacolare pole position sono stati vanificati dall’atteggiamento che ha tenuto il monegasco, in quanto battistrada, a portare il ritmo in pista.

C’è poco da recriminare: la tattica era stata decisa prima della partenza. Vettel doveva marcare solo Hamilton, ma erano talmente lenti i primi che è bastato un solo giro per fare il necessario per vincere.

Una doppietta su una pista sfavorevole ci voleva, non tanto per la Ferrari. Portare, infatti, un pacchetto aerodinamico risolutivo solo ad ottobre quasi non è un vanto ma un demerito tecnico. Ma, comunque, mina il morale e le certezze degli avversari.

In sostanza, in Mercedes possono mangiare tranquilli ma non troppo. In ogni caso la vittoria di Vettel fa morale a se stesso. Ci voleva, necessitava a tutto il team che deve contare su due piloti. Il ragazzino veloce a Singapore ha imparato un’altra lezione. La Ferrari è più importante dei piloti anche quelli predestinati.

Sebastian Vettel 10: Gli mancava, gli serviva. Tutti dormono, tutti pensano di fare i furbi, ma la furbata migliore riesce al tedesco. Poi ha meritato la vittoria sul campo. Sorpassi, giri veloci, passo gara, ha staccato Leclerc. Ha corso, insomma, come sa correre con una macchina che pare gli ispiri finalmente fiducia.

Lando Norris 8: Non una bella qualifica del giovane talento britannico. In gara, però, si trova in condizioni di poter fare una prestazione eccellente per il team. Non si lascia sfuggire l’occasione e raccoglie punti importanti.

Pierre Gasly 8: La vacanza forzata in Toro Rosso è un toccasana. Ancora una volta punti pesanti ed importanti, meglio di Kvyat. A guardar bene, anche finito non molto lontano da Albon che lo sostituisce.

Max Verstappen 7 : Un inizio gara sonnecchiando come tutti. Poi, tutto d’un tratto, cambia tattica e cambia gara. Non ha la stessa fortuna di Vettel, che ha una macchina diversa ma funziona consentendogli di artigliare un bel podio.

Charles Leclerc 6: Una spettacolare pole. La gara è un’altra cosa. La tattica decisa a tavolino voleva che rallentasse il gruppone per evitare il sorpasso ai box. Gli va male, lo passa il compagno e vince al suo posto. Le lamentele servono a poco, la tattica era già decisa. Meglio che impara alla svelta che alla Ferrari, conta solo la Ferrari.

Valtteri Bottas 6 : Poteva togliersi qualche sassolino dalle scarpe, evitando una gara veramente di una pochezza unica. Invece saggiamente lascia la posizione garantendosi un credito con il team.

Alexander Albon 6: Un po come Bottas, una gara senza infamia e senza lode. IL suo compito lo svolge bene, non fare gli errori di Gasly e portare i punti che il francese non riusciva a raccogliere.

Nico Hulkenberg 6: La Roccia ancora una volta arriva a raccogliere i punti. Poteva andare meglio, se solo avessero usato una tattica migliore. Non poteva fare altro, dimostra di meritare la F1 ancora.

Antonio Giovinazzi 6: Una buona partenza, una buona prima parte di gara. Poi la scellerata scelta tattica di tenerlo fuori per l’eternità. Bisogna dire che oltre alle safety car, Giovinazzi ci ha messo il passo per raccogliere il punto che meritava.

Lewis Hamilton 5: Una delle rare volte dove la macchina non funziona. Come se non bastasse il team non sa che fare, sbaglia tattica. Raccoglie un magro, opaco, e insipido quarto posto grazie al regalo del suo maggiordomo.

Carlos Sainz Jr 5: Brutta partenza, brutto primo giro. Prova a recuperare in gara. Su sdoppia ma non è sufficiente a recuperare un errore che è costato caro.

Gp di Singapore 3: La noia. Indipendentemente da chi vince. Non si può assistere tutti gli anni ad un trenino, la gara a chi va più piano. Almeno questa vittoria di Vettel dovrebbe dimostrare che non si può essere troppo paraculi.

La Banda Binotto 4: So cosa state pensando! Ma come, vince tre consecutive, addirittura la doppietta. Ma ci devono spiegare se è stato messo appunto un pacchetto che ha parzialmente se non totalmente risolto la mancanza di carico verticale con il nuovo fondo, estrattore ed ala anteriore, in due mesi…..perchè questo non si è fatto all’indomani del Gp di Australia dove era chiaro che la direzione di progetto era sbagliata.  Intervenendo subito sarebbe stato pronto a Barcellona,  ma anche dando il via alla progettazione dopo il Gp di Spagna si era pronti per la Gran Bretagna. Insomma le tre vittorie e la doppietta non tolgono nulla ad una stagione che pare ancora fallimentare.

Daniele Amore

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