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Dopo la pesante sconfitta della Mecedes a Singapore, per la seconda volta nella stagione 2019, giù dal podio, la stampa ha incalzato Toto Wolff per capirne le motivazioni. Il team principal della squadra che ha dominato in lungo ed in largo per tutta la prima parte di campionato non si è tirato indietro. Di seguito la sintetizzazione del pensiero di Wolff.

La resurrezione della Ferrari a Singapore non è collegata agli aggiornamenti che hanno portato. Questa è la storia, facile, che è stata raccontata” ha dichiarato il manager austriaco. “Io credo che sia questione di avere un pacchetto forte in tutte le componenti, e poi anche fare tutte le cose nella maniera corretta”.

“La Ferrari ha fatto modifiche per essere veloce sul giro secco, infatti, in qualifica sono state fortissime. Abbiamo visto, poi, un diverso passo sin dall’inizio anche in gara”.

“Se avessimo avuto meno entrate della Safety Car avremmo, forse, potuto avere un’opportunità per vincere la gara. Ma non avevamo la strategia giusta, non abbiamo chiamato correttamente i piloti al momento del pit stop”.

“Penso che non sia stata questione di aggiornamenti, si è trattato di ottimizzare il pacchetto a disposizione. La Ferrari ha un motore tremendamente potente, un ingrediente importante, che le consente, forse, di fare scelte differenti riguardo all’assetto delle monoposto. Ma questa non vuole essere una scusa”.

Infine, Wolff ha analizzato gli atteggiamenti dei piloti Ferrari rispetto ai piloti Mercedes, portando anche numeri circa le differenze tra Singapore ed altri due tracciati simili, come Montecarlo e Ungheria.  In occasione della prima, la Ferrari pagava sia in qualifica che sul passo gara, mentre in Ungheria, avevano puntato tutto sul giro secco, beccandosi un giro in gara per il passo gara sacrificato inutilmente.

Gli aggiornamenti aerodinamici rappresentano un passo avanti, ma questo non può spiegare la gara che abbiamo visto oggi. Penso che Singapore sia un tracciato atipico, con i muri, quindi piloti che fanno la differenza lo fanno a scapito della loro sicurezza”.

“In ogni caso, il bilanciamento della monoposto è migliorato rispetto alle ultime gare. Senza considerare le gomme. Pirelli ha portato una diversa tipologia di mescola, rispetto a quelle che porta di solito, e probabilmente in Ferrari le hanno funzionare più correttamente”.

Queste dichiarazioni, ci consentono di fare alcune osservazioni. La prima: in casa Mercedes sanno analizzare benissimo sia i loro dati ma, ancora meglio, quelli degli avversari.

Secondo: ha ragione Wolff. Alla Mercedes, basta fare le cose per bene per vincere, mentre alla Ferrari si deve verificare un allineamento delle condizioni, tecniche, tattiche, umane e astrali, perché la sfortuna ci vede sempre benissimo quando una Ferrari è in testa, per vincere.

E’ un po come tuffarsi in una vasca da bagno saltando da un’auto in corsa (Cit). Ma a Singapore non era più così. Toto Wolff sa benissimo quanto sulle monoposto odierne conti il carico aerodinamico generato dal fondo, visto che è la Mercedes W10 è la monoposto che ne genera di più.

Quindi, un pacchetto che comprende il fondo, alimentato dall’ala anteriore appositamente concepita ed il profilo estrattore a completare l’opera non è una modifica di poco conto. Rappresenta di fatti il 60%, almeno, del carico aerodinamico della monoposto. La riprova è la ritrovata fiducia di Vettel nella monoposto.

A proposito di piloti. E’ apparsa alquanto stucchevole la critica, o l’elogio, di Leclerc per aver rischiato troppo rispetto al suo blasonato 5 volte, quasi 6, campione del mondo. Più che una critica fondata, sembra quasi appunto mascherato ad Hamilton. Bottas neanche lo consideriamo!

Ma la cosa che ci ha fatto accendere la lampadina è la questione gomme. Dire che la Pirelli ha portato una mescola medio -morbida diversa dal solito, può suonare normale alla stragrande maggioranza del pubblico della F1.

Ma a ben vedere, è dal GP di Australia che il costruttore italiano, di fatti, utilizza, a parte alcuni casi, mescole che vanno dalla media alla dura. Un tipo di compound particolarmente benevolo con chi usa molto carico aeorodinamico, ogni riferimento a monoposto grigie non è puramente casuale!

Bisogna ricordare a Toto Wolff che prima del GP di Gran Bretagna già al Haas aveva additato la Pirelli di un comportamento poco chiaro. Addirittura ci fu il tentativo, fallito, di riportare le mescole proprio verso il morbido, visto che giovava solo la Mercedes. Decisione rigettata proprio in occasione della riunione dello strategy group del GP britannico.

Il fatto che a stagione di fatto conclusa, la Pirelli, e forse la Liberty Media,  stiano tentando di salvare il salvabile, utilizzando mescole più idonee alla concorrenza di Mercedes, forse non era nei piani di Toto Wolff.

A questo punto non resta che sperare che il nuovo assetto aerodinamico trovato da Maranello sia efficace anche con il compound medio – duro. Siamo quasi certi che sarà quello scelto per il GP di Sochi non sarebbe tollerabile un altra deblacle come quella di Singapore da parte di chi detiene il potere politico in F1. Sempre i soliti dalla monoposto girgia di cui sopra!

Dovesse esserci una macchia sul mondiale che si appresta a conquistare la Mercedes, al di là di tutti i demeriti di Maranello? La verità è che tre vittorie della Ferrari, pur a mondiale finito, hanno dato più vita alla Formula 1 di quanto ne abbiano date tutte le affermazioni della Mercedes fino al Gp del Belgio. Del resto anche Schumacher si rese conto che era più redditizio perdere con la Ferrari che vincere due mondiali con la Renault!

Daniele Amore

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