La Sauber C9 è stata una delle vetture più sorprendenti e vincenti della storia delle corse automobilistiche di durata. Nel 1989 ottenne una mitica doppietta a Le Mans e, lo stesso anno, vinse tutte le prove del Campionato del Mondo SportPrototipi meno una (nella quale giunse seconda). Ma come venne partorita l’idea di una vettura così performante ? Tutto iniziò da un’idea di Peter Sauber.
Il debutto nel mondo delle corse di Peter Sauber
Uno dei primi costruttori che, negli anni ‘80, si impegnò a costruire una vettura per il neonato gruppo C fu Peter Sauber. Questo entusiasta e quanto mai abile ingegnere, infatti, costruì, nei primi anni, vetture sport prototipi per la maggior parte equipaggiate con motori di piccola potenza. La costruzione di una vettura di Gruppo C era, per questo motivo, il passo successivo da seguire. Sauber strinse un accordo con Heini Mader, specialista in campo di sviluppo motori, ed insieme svilupparono il motore Cosworth per la Sauber C6 del 1982.
L’auto apparve subito molto aggressiva ma, tuttavia, le forti vibrazioni del motore V8 della vettura fecero della C6 un incubo per quanto concerneva l’affidabilità. Il team svizzero ottenne un piccolo miglioramento nella scalata verso il successo grazie alla partnership con BMW ed il loro nuovo prototipo della Sauber C7. Tuttavia, la C7 non poteva reggere il confronto con Porsche e Lancia. L’unico risultato di rilievo ottenuto dalla C7 fu il nono posto a Le Mans nel 1983, quando la vettura svizzera evitò che l’intera top 10 fosse monopolizzata dalle Porsche.
L’accordo di Sauber con Mercedes – Benz
Cercando, forse, un sicuro appoggio finanziario, più che motoristico, Sauber aprì le porte ad una collaborazione con Mercedes – Benz. In particolare, Sauber chiese ai tecnici di Berlino di utilizzare le loro sofisticate ed avanguardistiche gallerie del vento per lo sviluppo dell’auto. Gli ingegneri tedeschi rimasero tanto colpiti della richiesta di Sauber a tal punto che decisero di collaborare con il team svizzero non solo in settore aerodinamico, ma anche per la realizzazione di un motore per la nuova vettura.
Questo significava che Mercedes – Benz sarebbe tornata presente in una competizione motoristica dopo l’addio ai motori dato dopo il tragico epilogo del 1955 a Le Mans. Inizialmente, Mercedes intervenne nel lavoro di Sauber solo come disegnatrice dei motori della futura Sauber C8, in seguito divenne fornitore ufficiale del team svizzero.
Sauber era particolarmente interessato all’ultima novità introdotta dalla casa tedesca, un motore V8 a 5 litri totalmente in lega, passato alla storia come M117. Il progetto di Mader venne trasformato radicalmente da motore omologato per la circolazione stradale ad un perfetto propulsore da Gruppo C.
Vennero aggiunti, infatti, due turbocompressori KKK per rispettare i limiti di consumi che la categoria imponeva. Questo motore, infatti, non venne creato solo per ottenere risultati fuori dal comune ma anche per rispettare il corretto chilometraggio. La versione utilizzata in qualifica di questo motore erogava facilmente 800 cavalli ma la potenza massima sprigionata in una sessione di gara era ridimensionata a 650 cavalli. La versione successiva di questo motore era un V8 dotato di due kit turbo di ultima generazione accompagnato da un performante cambio Hewland.
Il primo ibrido Sauber – Mercedes: la C8
Per il primo modello targato Sauber – Mercedes, Sauber si avvalse del telaio monoscocca in alluminio della C7 come base. Il motore Mercedes era montato su di un sottotelaio d’acciaio posizionato direttamente dietro il posto a sedere del pilota. Il resto delle preparazioni da corsa non erano insolite o poco comuni anche tra le altre vetture. In particolare, vennero adottate le sospensioni indipendenti ed i dischi dei freni interamente forati.
Al test praticato in galleria del vento, ci si rese conto che l’effetto suolo non lavorava alla perfezione in quanto la la vettura deficeva di tenuta. All’edizione 1985 della 24 Ore di Le Mans, la Sauber Mercedes C8 segnò la seconda velocità più veloce in rettilineo: 370 km/h. Sempre sull’Hunaudieres, la vettura di John Nielsen decollò e atterrò brutalmente al suolo. Anche se la macchina ricadde fortunatamente sulle ruote, la C8 ne uscì distrutta e completamente impreparabile per la competizione del giorno successivo.
Il team Sauber si presentò l’anno successivo con due nuovi chassis blu scuro per le C8 del team Kouros. Entrambe le auto presero parte alla gara ma furono costrette al ritiro per problemi al motore ed al cambio prima ancora che la notte scendesse. Alcuni ritocchi all’aerodinamica resero le auto più stabili sui rettilinei, ma non erano tanto veloci quanto quelle usate nel 1985. Una delle C8 fu venduta al privato Noel del Bello mentre Sauber e Mercedes si misero al lavoro per rimpiazzare la vettura per la stagione 1987. La C8 corse altre due volte a Le Mans sotto la dirigenza del team francese ma raccolse solo magri risultati.
La regina della fine dei ‘90: la Sauber C9
Chiamata logicamente “C9”, il nuovo modello della Sauber per il 1987 era, ancora una volta, uno sviluppo dei modelli precedenti. La sospensione posteriore ed il telaio erano nuovi di zecca, mentre il motore era un ulteriore sviluppo di Mader. Le Sauber fecero un’impressione migliore alla 24 Ore di Le Mans del 1987 qualificandosi in settima ed ottava posizione.
Nelle prime battute di gara, Johnny Dumfries gareggiava per la quarta posizione prima di essere costretto al ritiro per un problema al cambio dopo appena 37 giri. L’altra vettura non ebbe più fortuna della prima dovendo ritirarsi per un problema alla trasmissione quando da poco era scoccata la mezzanotte.
Fortunatamente, Mercedes – Benz non era del tutto scoraggiata e decise di incrementare in maniera spropositata i propri sforzi, fisici ed economici, nello sviluppo della nuova vettura. L’appoggio della casa tedesca alla creazione del modello 1988 non si limitò solo alla fornitura dei motori ma all’intero sviluppo dell’auto. Questi sforzi vennero ripagati immediatamente quando la Sauber C9 venne condotta alla vittoria degli 800 km di Jerez distanziando di un giro le Jaguars, dominatrici incontrastate.
Nonostante le premesse, quella del 1988 fu, forse, la peggiore edizione della 24 Ore di Le Mans per il team Sauber. Entrambe le C9, infatti, furono costrette al ritiro nella sessione di qualifiche. La combinazione di velocità elevate e di un effetto suolo alquanto pesante portarono ad un innalzamento dei carichi sulle gomme. Queste, durante la sessione di qualifiche, esplosero quando una delle Sauber C9 stava percorrendo il rettilineo alla massima velocità. Troppo pericoloso prendere parte alla gara, la decisione fu imperativa.
La Sauber C9 riporta al successo le Frecce D’Argento
Per il 1989, Mercedes Benz sviluppa un nuovo motore interamente in lega, il V8 passato alla storia come M119. Il cambiamento più grande è stato l’inserimento di un propulsore a 4 valvole con doppio albero a camme. Questo sviluppo fece schizzare la potenza del motore da 720 cavalli ad 810 nella prova di qualifica. Il nuovo motore V8 a quattro camme era attrezzato per provare il nuovo chassis della Sauber C9.
Il supporto di Mercedes Benz nel programma Sauber era visibilmente incrementato, a partire dal colore della nuova vettura. La scocca, infatti, è ora di un grigio argentato classico del team Mercedes nelle competizioni motoristiche. Insomma, la Sauber C9 divenne un tributo alle Frecce D’Argento degli anni passati.
Per il quinto tentativo di partecipazione della Sauber C9 alla 24 Ore di Le Mans, Sauber decise di schierare 5 vetture. Tutti gli insuccessi delle edizioni precedenti vennero ben presto dimenticati: due C9 si classificarono in prima e seconda posizione. Dopo essersi invertite le posizioni nelle parti centrali della prova, l’1-2 delle due Sauber convinse sia la dirigenza elvetico – tedesca, sia i rivali: c’era un nuovo contendente al titolo SportPrototipi. La C9 vincente dell’edizione 1989 della 24 Ore di Le Mans era guidata da Jochen Mass, Manuel Reuter e Stanley Dickens. La linea dominatrice di Le Mans venne utilizzato anche nelle prove del campionato SportPrototipi dello stesso anno. La Sauber C9 ottenne 7 vittorie su 8 gare ed un secondo posto come peggior risultato (480 km di Digione).
CLICCA QUI per il video in azione della Sauber C9.
Il bis nel 1990 con Michael Schumacher
Incoraggiata dal successo del 1989, Sauber sviluppò una vettura totalmente nuova per il 1990. La monoscocca in alluminio venne rimpiazzata da una più moderna e performante scocca in fibra di carbonio. Il nome “C10”, logica successione della serie, venne saltato in quanto risultava difficile da pronunciare in lingua tedesca. La nuova vettura si chiamerà, quindi, “C11”. Molte componenti, in particolare quelle del motore, vennero prese e riadattate direttamente dalla Sauber C9.
Sorprendentemente, la squadra elvetico – tedesca non si presentò a Le Mans ma preferì puntare i propri sforzi sulla difesa del titolo. Non fu difficile per il team Sauber portare a casa l’ennesimo successo grazie all’ultima vittoria conquistata da Jochen Mass ed un giovanissimo Michael Schumacher.
L’addio alle gare di durata. Sauber strizza l’occhio alla Formula 1
Per la stagione 1991, Sauber sviluppò un nuovo motore sempre in collaborazione con Mercedes – Benz. Il propulsore era un V12 boxer denominato C291, ispirato ai motori da 3,5 litri della Formula 1, in accordo anche con il nuovo regolamento sui consumi imposto dalla FIA per la stagione ‘91. Tuttavia, il motore della C11 venne riportato in pista per l’edizione della 24 Ore di Le Mans del 1991.
Purtroppo, però, gli ingegneri tedeschi e svizzeri si resero conto che, la doppietta del 1989, fu una bellissima e rara eccezione. Entrambe le C291, infatti, furono costrette al ritiro per problemi tecnici. Alla fine della stagione 1991, con – all’attivo – una sola vittoria ed un 3° posto finale, Sauber e Mercedes Benz si ritirarono dalle competizioni sportprotitipi per concentrarsi interamente sulla Formula 1.
La stagione 1989 del Campionato del Mondo SportPrototipi
480 km di Suzuka
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Mauro Baldi (ITA) |
| 2 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Kenny Acheson (GBR) |
| 3 | Porsche 926C
Joest Racing | Frank Jelinski (GER)
Bob Wollek (FRA) |
480 km di Digione
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Porsche 926C
Joest Racing | Frank Jelinski (GER)
Bob Wollek (FRA) |
| 2 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Jochen Mass (GER) |
| 3 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Kenny Acheson (GBR)
Mauro Baldi (ITA) |
480 km di Jarama
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Jochen Mass (GER) |
| 2 | Jaguar XJR – 9
Silk Cut Jaguar | Jan Lammers (NED)
Patrick Tambay (FRA) |
| 3 | Porsche 962C
Repsol Brun Motorsport | Oscar Larrauri (ARG)
Jesus Pareja (SPA) |
480 km di Brands Hatch
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Kenny Acheson (GBR)
Mauro Baldi (ITA) |
| 2 | Porsche 962C
Blaupunkt Sachs Joest Racing | Frank Jelinski (GER)
Bob Wollek (FRA) |
| 3 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Jochen Mass (GER) |
480 km del Nurburgring
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Jochen Mass (GER) |
| 2 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Kenny Acheson (GBR)
Mauro Baldi (ITA) |
| 3 | Porsche 962C
Porsche Kremer Racing | George Fouché (RSA)
Giovanni Lavaggi (ITA) |
480 km di Donington
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Jochen Mass (GER) |
| 2 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Kenny Acheson (GBR)
Mauro Baldi (ITA) |
| 3 | Nissan R89C
Nissan Motorsports International | Mark Blundell (GBR)
Julian Bailey (GBR) |
480 km di Spa
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Kenny Acheson (GBR)
Mauro Baldi (ITA) |
| 2 | Porsche 926C
Joest Racing | Frank Jelinski (GER)
Bob Wollek (FRA) |
| 3 | Nissan R89C
Nissan Motorsports International | Mark Blundell (GBR)
Julian Bailey (GBR) |
480 km del Messico
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA)
Jochen Mass (GER) |
| 2 | Porsche 962C
Repsol Brun Motorsport | Harald Huysman (NOR)
Oscar Larrauri (ARG) |
| 3 | Porsche 962C
Joest Racing | Henri Pescarolo (FRA)
Frank Jelinski (GER) |
Classifica finale piloti (prime 3 posizioni)
| Posizionamento | Vettura | Piloti |
| 1 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jean – Louis Schlesser (FRA) |
| 2 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Jochen Mass (GER) |
| 3 | Sauber C9
Team Sauber Mercedes | Mauro Baldi (ITA) |
Classifica finale team (prime 3 posizioni)
| Posizionamento | Vettura | Team |
| 1 | Sauber C9 | Team Sauber Mercedes |
| 2 | Porsche 962C | Joest Racing |
| 3 | Porsche 962C | Repsol Brun Motorsport |
