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I 5 motivi per cui amiamo Suzuka

Dopo la gara in Russia, nel nuovissimo tracciato di Sochi, la F1 si sposta in uno dei circuiti storici del mondiale, ovvero Suzuka.

1. Il primo settore

Non ci sono molte sezioni migliori per guardare un’auto di Formula 1 in azione rispetto al primo settore a Suzuka. Una discesa ed una curva a destra ad alta velocità al termine del rettilineo principale è seguita da un’altra destra e la salita che porta verso la famosa parte delle ESSE.

I rapidi cambi di direzione mentre la pista sale e scende la rendono un posto incredibile da guardare, e i piloti lo adorano tanto quanto noi. Questo è il settore in cui si vede il potenziale aerodinamico della vettura, e quelli al volante lo percepiscono attraverso le forze G laterali in gioco.

C’è anche poco spazio per gli errori in questo settore in quanto la pista relativamente stretta è fiancheggiata da trappole di erba e ghiaia, rendendola una vera prova d’abilità per il pilota.

2. Pubblico incredibile

Un’altra ragione per cui Suzuka è una delle preferite dai piloti è l’accoglienza che ricevono da alcuni dei fan più appassionati del mondo.

I fan giapponesi si riversano sul circuito a migliaia, e non ci deve essere alcuna azione in pista per farli divertire. La tribuna principale è spesso piena già al giovedì quando i fan hanno una visione delle squadre che si installano nei loro garage e lavorano sulle loro auto.

I piloti e i membri del team sono spesso accolti con doni su misura: i cappelli con le vetture di F1, o anche un’ala posteriore con il DRS funzionante, si possono tranquillamente trovare nella fan zone.

E c’è molto da tenere occupati i fan quando non guardano le squadre al lavoro, incluso un parco a tema proprio accanto alla pista.

3. Suzuka è piena di storia della F1

Suzuka ha tenuto per la prima volta il Gran Premio del Giappone nel 1987, seguendo Fuji come sede originale della gara negli anni Settanta. Con il suo posto verso la fine del calendario, la sede è stata teatro di numerosi episodi per la conquista del titolo iridato.

Due degli episodi straordinari coinvolgono Ayrton Senna e Alain Prost, che si scontrarono a Suzuka per due anni consecutivi. Nella prima occasione nel 1989, erano compagni di squadra alla McLaren e il contatto portò Prost a garantire il campionato piloti poichè Senna fu successivamente squalificato. Un anno dopo, la coppia si è riunita alla curva 1 al primo giro ma in questa occasione è stato Senna a diventare campione.

Le prime cinque edizioni di Suzuka si sono rivelate tutte determinanti per il titolo, mentre ci sono stati altri piloti che qui a Suzuka hanno festeggiato il titolo, come Damon Hill nel 1996, Mika Hakkinen nel 1999, Michael Schumacher nel 2000 e 2003 e Sebastian Vettel nel 2011.

4. La curva 130R

Non è solo il primo settore ad essere eccitante per i piloti, ma anche la curva 130R, chiamata così per il suo raggio di 130 metri.

Non è più la curva di una volta, visto che non mantiene la caratteristica dei 130 metri di raggio, ma la 130R è ancora una curva che mette in mostra le prestazioni della vettura e svolge anche un ruolo vitale in molte opportunità di sorpasso, dove i piloti possono aprire l’acceleratore in uscita alla curva. Se due piloti sono molti vicini, chi sta dietro può sfruttare la scia e tentare il sorpasso alla chicane successiva.

5. Cultura giapponese

Mentre il circuito stesso è unico grazie al suo layout a otto, l’intero paese offre una cultura speciale che è diversa da molte località di F1.

Il cibo è uno dei punti forti, con la maggior parte dei piloti appassionati di sushi e sashimi. Se il pesce crudo non fa per te, allora ci sono anche tempura e noodles, mentre la famosa carne di manzo di Kobe proviene a pochi chilometri a ovest di Suzuka.

Quando riunisci un certo numero di ingegneri e membri del team, anche lo Shinkansen (il treno proiettile giapponese) gode di un’ottimo appeal ogni anno: capace di raggiungere velocità fino a 200 miglia all’ora, farebbe una buona corsa a Tokyo contro un’auto da F1.

Il karaoke è anche una parte della cultura giapponese regolarmente abbracciata dalla confraternita di F1 durante il weekend di gara e i piloti sono stati più che felici di essere dietro al microfono, soprattutto dopo una vittoria.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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