“Just leave me alone, I know what to do”. Serve altra presentazione, oltre a questa frase, per far capire di chi stiamo parlando ? Oggi è il compleanno di quella che, personalmente, ritengo essere una vera e propria leggenda del motorsport. Ma facciamo un passo indietro, Kimi Raikkonen perché è diventato il re dei meme sul mondo della Formula 1 ? I motivi sono molti, variegati e, per una certa ragione, anche assolutamente condivisibili.
Perché va dannatamente forte
La prima ragione è quella più ovvia. Kimi Raikkonen saprebbe andare forte e vincere anche con un carrello della spesa, lo sappiamo, però questo non è più il suo compito. Lo ha capito bene Vasseur che, dall’alto della sua posizione, ha posto il veterano più amato della Formula 1 di fianco ad un giovane sorridente e talentoso come Antonio Giovinazzi. Dopo un avvio di stagione incerto per il pilota italiano ed un pronti – via assolutamente da incoronare per il finlandese, le strade sembrano essersi invertite. Si può, però, dire che Kimi Raikkonen il suo compito lo ha fatto, anzi, lo sta facendo veramente bene. Come bene ha fatto molti altri compiti.
Arrivato in Formula 1, Kimi Raikkonen si è ritrovato per le mani un’auto che, diciamocelo, non è che fosse il top tra le scuderie di seconda mano. Affiancandolo ad una testa calda come Nick Heidfeld, il compito della scuderia di Peter Sauber era quella di forgiare un nuovo pilota che prendesse il posto del primo finlandese in griglia: Mika Hakkinen. Il due volte iridato, infatti, era prossimo al ritiro e la scuderia di Woking voleva un finnico dietro al volante della sua vettura. Prima gara e Raikkonen si piazza 13°, tre posizioni dietro al suo compagno di squadra, ed ad oltre due secondi dalla pole. In gara succede di tutto. Raikkonen rimonta approfittando di safety – car ed incidenti. Termina 6° al debutto. Un risultato straordinario contando che, alla fine del campionato, sarà 10°. Questo basta ed avanza per la McLaren. Per il 2002, Raikkonen sarà pilota della MP4 – 17.
Si alternano successi ad insuccessi, il titolo perso per 2 punti nel 2003 ed il secondo posto ancora nel 2005 smuovono gli interessi di qualche altra scuderia. La prima di queste è la Ferrari, in cerca di un sostituto per l’era post Schumacher. Lo trovarono: Kimi Raikkonen. La vittoria al debutto con la Rossa di Maranello da parte di quel capellone finlandese è storia, come è storia quel meraviglioso GP di Interlagos del 21 ottobre 2007.
Perché è un uomo prima di un pilota
Certamente da una persona che ha fatto la storia della Formula 1 degli anni 2000, ti aspetteresti un’altezzosità incredibile. E non mi riferisco solo a quei piloti che, sui social si dimostrano amorevoli, vicini alle cause ambientali e climatiche ma che poi, sono degli spavaldi di prima categoria. Mi riferisco ad uno come Raikkonen che, finita una gara memorabile come quella di Austin 2018, scende dalla macchina e bacia la moglie ed i figli. Un pilota che io amo definire “l’ultimo dei piloti del passato”. Un personaggio che si è creato la nomea sia dentro che fuori dal paddock.
Un personaggio che, nonostante la formalità dell’evento non esita ad alzare il gomito di qualche (centinaia) di centimetri. Una persona che sa cos’è, che è come appare senza se e senza ma. Un pilota che, dopo un incidente a Monaco, se ne esce dalla pista e si rilassa sulla sua barca. Avremmo mai potuto dire una frase del tipo: “appare tanto buono ed invece è un cafone” ? No, perché Raikkonen cafone lo è per davvero con quelli che non vuole vedere. E allora ? Pazienza nessuno è perfetto. Lui, però, è perfetto nel momento in cui gli chiesero di essere se stesso.
Perché Kimi Raikkonen è l’esempio della Formula 1 per i giovani appassionati
Per me, per molti miei amici e coetanei nati nel 1998, nel 1999, alla fine degli anni ’90 se non prima il nome di Raikkonen è la Formula 1. Il dibattito, al massimo, c’era quando correvano anche Schumacher o Alonso ma, attualmente, Raikkonen è al centro dell’attenzione. E’ quel pilota che, se anche nessuna regia inquadra, tu cerchi tra le sigle in classifica. Un pilota che quando fa un sorpasso ti emozioni e speri che sia sempre dentro la top 10. Speri sempre che arrivi a podio. Ancora una volta prima del ritiro.
Kimi Raikkonen è tutto questo ed io sono sicuro che, quel giorno in cui si ritirerà, la Formula 1 piangerà un grande campione. Non riuscirò più a seguire un campionato allo stesso modo, senza la sua faccia granitica sullo schermo. Ice Man, l’uomo senza sorriso, il biondo della Rossa, chiamatelo come volete. Kimi Raikkonen è il pilota che ha unito due popoli: quello italiano e quello finlandese. A Monza, lo scorso anno, c’era un solo coro che si alzava all’unanimità: quello per la Ferrari e per Kimi, in America idem. Insomma, Kimi Raikkonen è leggenda e questi sono i nostri migliori auguri per i suoi 40 anni.
